La Voce Cosentina
Direttore responsabile Gianfranco Bonofiglio Nelle recenti elezioni regionali della Calabria e della Toscana è stato presentato il simbolo "Casa Riformista", progetto politico nato in Calabria che vanta nel passato una grande storia riformista su intuizione dell'On. Sandro Principe, già sottosegretario di Stato e sindaco di Rende ( Cs) e fatto proprio dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha presentato il simbolo anche in Toscana e che parteciperà anche alle prossime regionali della Campania, della Puglia e del Veneto.
Oramai in Calabria per risolvere il dramma delle inesatte percentuali relative all'astensione è necessario agire su due direzioni.
Cancellare l'AIRE ( Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) che conservano il diritto di voto nella loro terra natia ma che vivono soprattutto nelle Americhe da decenni e non hanno mai votato.
Cancellare una legge del 1988 che ha miseramente fallito.
In Calabria sono ben 393.714 e poi consentire ai 400.000 calabresi che sono parte dei 4.000.000 di italiani ai quali viene negato il diritto di voto perchè domiliati in Regioni diverse da quelle dove hanno la residenza.

Sul cosiddetto voto ai "Fuorisede" si dibatte da anni. Sono state raccolte migliaia di firme.
Sono stati presentati innumerevoli di segni di legge ed è stata finanche presentata presso la Corte Suprema di Cassazione un disegno di legge di iniziativa popolare nel mese di giugno del corrente anno.
Ma nonostante ciò nulla si muova.
Ma il fatto più paradossale è che la legge delega al Governo "Disposizioni concernenti l’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori che, per motivi di studio, di lavoro o di cura, hanno temporaneamente domicilio in una regione diversa da quella di residenza" approvata alla Camera il 4 luglio 2023 è ferma al Senato da due anni e mezzo imboscata in qualche cassetto.
Nella Relazione della Commissione Affari costituzionali del Senato che ha avviato l’esame di alcuni disegni di legge in materia di voto degli elettori ‘fuori sede’ si legge : "La Camera dei deputati ha approvato (il 5 luglio 2023) un disegno di legge, risultante dall’esame di più disegni di legge tutti d’iniziativa parlamentare (non era mancata del resto un’istruttoria legislativa in materia nella precedente legislatura).
Le diverse proposte convergevano nel dettare una puntuale disciplina dell’esercizio del diritto di voto nel luogo di domicilio temporaneo per motivi specifici, altro rispetto alla Regione del luogo di residenza.
Divergevano invece nell’individuazione del novero di consultazioni elettorali (ferme restando le consultazioni referendarie) cui applicare la nuova disciplina.
Il testo infine approvato dalla Camera dei deputati, trasmesso al Senato, è l’A.S. n. 787."