Sulle dimissioni del Governatore Roberto Occhiuto interviene Carlo Guccione, esponente di primo piano del Pd, già assessore regionale e attualmente componente della Direzione nazionale del partito guidato da Elly Schlein.
( nella foto in apertura Carlo Guccione della Direzione nazionale del Pd )
E nel suo intervento Carlo Guccione pone in risalto un interrogativo non di poco conto.
"Si apre una fase drammatica, inedita e pure con diverse incognite sullo sfondo per la Calabria, con scenari e prospettive insidiose - afferma Carlo Guccione - dietro l’angolo.
E anche il ricorso alle urne potrebbe essere inficiato e comunque non risolutivo. Dipenderà da come i partiti e in particolare quelli di centrodestra vorranno gestire i tempi e le ricandidature.
È oggettivo e senza vena di polemica come del resto detto da Antonio Tajani (altrimenti non sarei intervenuto) che la natura delle dimissioni di Occhiuto è legata allo sviluppo dell’inchiesta giudiziaria che lo coinvolge.
Basta pensare quello che è accaduto con l’ex presidente della Liguria Toti costretto a misure restrittive per non essersi dimesso.
Senza ipocrisie, lo dobbiamo alla Calabria e ai calabresi. Non possiamo tenere la Calabria in uno stato di precarietà e non governo. Persino andare così al voto potrebbe esporre la regione e i cittadini ad un esercizio inutile".
"È evidentemente chiaro, per capire quanto sta accadendo, che vi è una difficoltà densa di contraddizioni nel campo del centrodestra (Calenda ed Azione ma non solo, vi è tanto fuoco amico e sotto cenere).
Questo - continua Carlo Guccione - per non dire della quasi non pervenuta opposizione in consiglio regionale, praticamente inesistente.
Così come sarebbe un vulnus democratico e getterebbe ombre sulla campagna elettorale il fatto che un presidente dimissionario mantenga il ruolo di commissario ad acta per la sanità e la realizzazione dei nuovi ospedali".
Una sanità che dal pubblico vira sempre più verso il privato magari con una particolare attenzione verso il privato accreditato vicino ad alcuni ambienti politici ben individuabili.
Su questo deve fare chiarezza".
"Anche il governo nazionale non può permettere che questo accada in Calabria e non sto qui a spiegare le ragioni di questa necessità.
Al partito democratico - conclude l'esponente della direzione nazionale dello stesso Pd - chiedo di lavorare non mettendo in campo forme politiche di coalizione ma lavorando ad una coalizione senza formule precostituite.
Una coalizione inclusiva.
Che tenga conto della realtà calabrese dove molti moderati guardano a una alternativa credibile all’attuale governo di centrodestra.
Solo così si battono le destre"
Redazione