Ha destato grande clamore la clamorosa uscita in Parlamento del deputato bergamasco, Cristian Invernizzi, che è anche segretario regionale della Lega in Calabria. Non è la prima volta che il deputato Invernizzi desta stupore con i suoi interventi alla Camera ed in questo caso si è trattato di un chiaro sfottò nei confronti della legge contro l'omofobia. Nell'introduzione del suo intervento ha dichiarato "Grazie presidente, onorevoli colleghi e onorevoli colleghe, in ossequio alla recentemente approvata legge Zan permettetemi di salutare anche le onorevole colleghe che si sentono colleghi, gli onorevoli colleghi che si sentono colleghe, e gli onorevoli “collegh” che non hanno ancora maturato una chiara identità sessuale". Per un deputato della Lega seguace per anni di Umberto Bossi, feroce antimeridionalista e nato nel "celodurismo" della Lega dei machi è perfettamente comprensibile e non poteva essere altrimenti. Sorge solo una domanda spontanea, cosa penserà di tale atteggiamento il Presidente f.f., Nino Spirlì, anche lui leghista ma dichiaratamente omosessuale, per come lo stesso Spirlì non perde occasione di dichiarare. Certamente coraggiosa la sincerità del Presidente f.f. Spirlì, meno comprensibile l'atteggiamento alquanto retrogrado del deputato bergamasco. Inoltre nell'ambito del Parlamento in  molti si saranno risentiti essendo numerosi i parlamentari che, chi dichiaratamente e chi no, vivono per come è giusto che sia la loro sessualità. Non è un mistero che la lobby gay in Parlamento sia da tempo la più forte in assoluto.
(nella foto Umberto Bossi con Cristian Invernizzi)
Redazione

Le liste per le prossime regionali dovranno essere presentate entro le ore 12 del 15 gennaio. Mancano poche settimane ed il centrosinistra è in notevole ritardo nel prepararsi all'appuntamento elettorale. L'unica strada possibile è quella di una larga intesa che comprenda il Movimento 5 Stelle ed anche le liste civiche. Questo l'obiettivo da perseguire per poter competere con il centrodestra. Ed è su questo che si è pronunciato il commissario regionale del partito, Stefano Graziano, sottolineando la necessità di costruire una grande alleanza. Molto facile a dirsi ma molto difficile a farsi. Si riuscirà a mettere insieme il Pd con il Movimento 5 Stelle oltre ad espressioni credibili e veritiere del civismo? Ed il civismo alleato con il Pd sarà ancora tale o si ridurrà ad essere un alleato di una parte politica che ha comunque le sue responsabilità nel degrado della terra di Calabria?. Sono interrogativi ai quali è molto difficile dare delle risposte. Già nelle passate elezioni l'esperienza dell'imprenditore Pippo Callipo, proveniente dalla società civile, non solo è stata deludente sul piano elettorale ma si è concretizzata in un clamoroso fallimento considerato che lo stesso Callipo si è addirittura dimesso da consigliere regionale tradendo platealmente la fiducia che un 30% di elettori gli avevano comunque concesso. Probabilmente il Movimento 5 Stelle stringerà un'alleanza con il Pd, per come vuole anche il vertice romano dei grillini, nonostante una parte consistente dei parlamentari eletti in Calabria non vorrebbe alcuna intesa con il Pd calabrese. Una situazione difficile da risolvere nel poco tempo disponibile. Altrimenti non rimarrà altro al Pd che candidare il suo giovane consigliere regionale Nicola Irto oppure il deputato Antonio Viscomi mentre perde quota la candidatura di Marco Minniti, in realtà mai esistita avendo da tempo immemore lo stesso Minniti tagliato i ponti con la Calabria e i calabresi. Anche nell'eventualità di concedere la candidatura ad un esponente del Movimento 5 Stelle fra i grillini calabresi non vi è nessun "nome pesante" essendo la deputazione grillina con ben 18 parlamentari l'esperienza politica più fallimentare che la storia della politica calabrese abbia mai registrato. Una flotta di parlamentari che dal marzo 2018 ad oggi sembra essere fantasma e dei quali gran parte dei calabresi non conoscono neanche i nomi, tranne in qualche sporadico caso come il senatore Nicola Morra per il suo ruolo di Presidente dell'Antimafia o l'Europarlamentare Laura Ferrara, gli unici due nomi possibili. In tale contesto e scenario, ovviamente, il centrodestra parte favorito e non per nulla il centrodestra ha fatto di tutto per abbreviare i tempi ed arrivare alle elezioni il prima possibile.

Redazione
 

I calabresi tornano alle urne. Sono chiamati al voto per il prossimo 14 febbraio. Si votò per le regionali il 26 gennaio scorso. Quindi a distanza di un anno e 19 giorni si ritorna alle urne per eleggere il nuovo Consiglio Regionale ed il nuovo Governatore dopo la triste conclusione della legislatura attuale per la perdita della compianta Governatrice Jole Santelli. I tempi quindi si restringono ed ora i Big dei partiti sono obbligati a riunirsi per decidere i nomi dei candidati. Ovviamente a decidere saranno sempre i soliti pochissimi che decidono la sorte di tutto e di tutti. Nel centrodestra a decidere saranno esclusivamente Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni con la quasi certa opzione del candidato che, per continuità, spetterà a Forza Italia. E molto probabilmente Silvio Berlusconi indicherà il nome del deputato Roberto Occhiuto che per i ruoli che per i ruoli ricoperti nel partito è il più vicino allo stesso Berlusconi. Vani sembrano essere i tentativi di poter ottenere l'agognata candidatura portati avanti dall'assessore regionale all'agricoltura, Gianluca Gallo, della sindaca di Vibo, Maria Limardo, della senatrice Fulvia Caligiuri e del Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. L'unico che può creare qualche problema alla candidatura del deputato forzista, Roberto Occhiuto,  è Matteo Salvini ma con il suo silenzio sulla questione sembra non essere molto interessato a prendersi la responsabilità di porre veti o quant'altro, (anche se vi spera il Presidente Facenti funzioni Nino Spirlì), essendo consapevole della crisi che la Lega attraversa in Calabria. Lo dimostra anche l'annuncio della prossima nomina di un nuovo segretario regionale che sostituisca l'attuale deputato bergamasco, Cristian Invernizzi, che così non avrà più l'onere di scendere in Calabria dalla sua amata Bergamo. Nel centrosinistra, come sempre regna l'assoluta incertezza, con il Pd ancora gestito dal Commissario regionale, l'On. Giuseppe Graziano, che certamente non ha dato il meglio di sè nella passata elezione dello scorso 26 gennaio. Nel Pd si brancola nel buio e dopo il fallimento assoluto nell'aver scelto l'imprenditore Pippo Callipo che si è addirittura dimesso da consigliere regionale nessuno sa indicare una strada, essendo un partito falcidiato da correnti, da inimicizie e rivalità mai sopite. Continua a circolare il nome del giovane consigliere regionale Nicola Irto e qualcuno ha fatto girare anche il nome "pesante" di Marco Minniti, oltre al nome del deputato Antonio Viscomi e del senatore Ernesto Magorno in quota Italia Viva di Matteo Renzi. Nel Movimento 5 Stelle non è ancora dato sapere se correrà da solo con un proprio candidato condannandosi, ancora una volta, all'irrilevanza politica oppure se si concretizzerà l'alleanza con il Pd. Alleanza mal vista e non voluta dai Big "talebani e ortodossi" del Movimento 5 Stelle calabro. In una poco eventuale alleanza il Pd potrebbe addirittura cedere ai grillini la candidatura alla Presidenza accettando il nome della Europarlamentare Laura Ferrara. Discorso a parte per il fronte civico che, in questa tornata elettorale, se unito su un solo candidato che potrebbe essere legittimamente Carlo Tansi che a gennaio scorso ottenne il 7,2% con 58.800 voti, potrebbe, per effetto della Pandemia e del forte vento dell'antipolitica, superare tranquillamente lo sbarramento dell'8% ed avere una rappresentanza politica. Sarebbe la prima volta in assoluto che nella storia della Regione Calabria entrerebbero in Consiglio dei consiglieri regionali eletti al di fuori dei partiti tradizionali e degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, due facce della stessa medaglia che hanno spartito il potere in una perfetta simbiosi di finta opposizione e di palese inciucio sin dalla nascita delle Regioni, il 1970. L'inizio del declino e della nascita di una casta famelica e di potere che ha distrutto tutto ciò che ha governato, per come aveva ben previsto Giorgio Almirante, quando nel 1970 votò alla Camera contro le Regioni affermando che sarebbe nata una classe politica di potere locale famelica e terribile con una burocrazia da ostacolo ad ogni tentativo di sviluppo. Almirante aveva terribilmente ragione. E sono passati da allora ben 50 anni, mezzo secolo.

Redazione

Il professor Antonio Nicaso, giornalista e scrittore, non ha alcuna necessità di presentazione. Ha curato numerosi testi sulla criminalità con il Procurtore Capo della Procura della Repubblica di Catanzaro, dott.. Nicola Gratteri, ed è uno studioso di alto livello del fenomeno criminale riconosciuto oltre che in Italia e in Canada dove insegna in numerosi atenei anche in tanti altri Paesi nel mondo dove vanta collaborazioni e consulenze di prestigio. Ed è il nome del professor Nicaso che Carlo Tansi, fondatore del Movimento Civico "Tesoro Calabria", ha menzionato nell'ambito di un'intervista rilasciata a Radio Crt. Alla domanda di chi potrebbe essere il candidato ideale di un fronte civico unito Carlo Tansi ha risposto "Il candidato ideale alla presidenza della Regione deve essere una personalità di alto profilo, proveniente dal mondo civico, senza esperienze politiche alle spalle, ma fortemente riconoscibile per aver operato bene nella società. Ci sono tante personalità in Calabria, penso ad esempio al professore Antonio Nicaso, con questi requisiti, ma ovviamente non è il solo". Inoltre Carlo Tansi ha anche evidenziato come le tre liste che parteciparono alla sua candidatura a Governatore nelle passate elezioni dove Tansi raccolse ben 58.800 voti (il 7,3%) non riuscendo per un soffio a raggiungere l'antidemocratico, anticostituzionale e liberticida quorum dell'8%, unico fra tutte le regioni italiane, voluto dalla consorteria del centrodestra e centrosinistra per impedire la nascita di qualsiasi altra forza politica al di fuori degli schieramenti che, inciuciando da sempre, sgovernano la Regione, siano già pronte per partecipare alla prossima competizione elettorale regionale. Tansi ha anche ribadito - nell'ambito dell'intervista radiofonica - di essere pronto a confrontarsi con altre forze civiche. "Siamo disponibili a confrontarci con altre espressioni civiche, ma non possiamo accettare certi ragionamenti come quello di Pino Aprile che ha chiesto al sottoscritto come precondizione di non candidarsi alla presidenza. Un paletto inaccettabile: gli incandidabili sono altri, non coloro che hanno dimostrato impegno e passione civile in tutto ciò che hanno fatto per la Calabria".In seguito alle dichiarazioni di Carlo Tansi lo stesso Antonio Nicaso ha inteso precisare sul suo profilo facebook quanto segue. "Ringrazio il dott. Tansi, ma non penso di essere all’altezza del compito. Vivo da oltre 30 anni all’estero e non ho mai fatto politica. Un incarico del genere richiede presenza, esperienza, competenza e non solo amore per la terra d’origine, l’unica cosa che in questo momento potrei garantire".

(nella foto il Prof. Antonio Nicaso con il Procuratore Gratteri)

 
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Nella strategia del silenzio assoluto dovuto al forte vento dell'antipolitica alimentato dalla Pandemia e da una crisi economica senza precedenti i partiti del centrodestra, incuranti della rabbia dei calabresi che evidentemente considerano momentanea e fiduciosi che gli elettori come le pecore alla fine rientreranno nel solito gregge, si muovono solo ed esclusivamente nelle stanze romane dove si concentra ormai la politica (termine alquanto improprio) italiana. Infatti tutto è deciso solo ed esclusivamente da tre persone, Salvini, Berlusconi e Meloni ed ognuno cerca, ovviamente di avvicinarli in qualsiasi modo possibile. Ad aver tentato un approccio con Berlusconi sembra essere stato il parlamentare Giuseppe Mangialavori, buon amico della Senatrice Lucia Ronzulli, a sua volta una delle poche che riescono a parlare con Silvio Berlusconi e ad essere ascoltata. Il tentativo di Mangialavori è quello di sponsorizzare la candidatura a Presidente della Sindaca di Vibo, Maria Limardo, nella speranza che la Lega ponga veti verso la candidatura ad oggi più accreditata che è quella del deputato Roberto Occhiuto. E non è detto che la Lega non venga tentata dal proporre la candidatura del Presidente f.f. Nino Spirlì, sempre più calato nel ruolo e probabilmente intrigato dalla poltrona più importante della Calabria. Sembra sfumare la candidatura del Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo che ha dichiarato di essere di Forza Italia e di rimanervi segnando un certo distacco dalla Lega alla quale era stato dato da tempo molto vicino. Consegnati al silenzio tombale anche gli esponenti di Fratelli d'Italia che, sperando anche loro nel caos fra i partiti del centrodestra potrebbero, alla fine, tentare la carta con la candidatura della deputata Wanda Ferro. Una situazione intricata che rimane sottotraccia in attesa della data delle elezioni e nell'attesa che il vento dell'antipolitica possa calmarsi per ritornare alla normalità, cioè quella di condurre il popolo a votare il solito prescelto dalle segreterie romane che della Calabria non conoscono nulla di nulla continuando a disseminare sul territorio la peggiore classe politica che la storia calabrese abbia mai conosciuto. Con un degrado della politica dei "nominati" che ha segnato la pagina più buia e la morte della vera politica in un territorio ferito e sempre più sofferente.

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Carlo Tansi per un soffio da candidato alla Presidenza della Regione nelle scorse elezioni regionali non ha raggiunto il fatidico ( liberticida ed anticostituzionale) 8%, la soglia da superare per entrare in Consiglio regionale pur prendendo ben 58.700 voti, il 7,22%. Tale risultato ragguardevole e lusinghiero lo legittima a potersi ripresentare da candidato alla Presidenza ma ciò non vuol significare che lo stesso non sia aperto al dialogo pur di raggiungere l'unità di tutte le forze civiche calabresi. In tal merito lo stesso Carlo Tansi ha affermato che "Da quando ho superato i miei problemi di salute e ripreso l’attività politica alla guida del movimento civico Tesoro Calabria, sto ricevendo - oltre a proposte di cittadini che offrono la disponibilità a candidarsi in una delle tre liste civiche che fanno capo al movimento - anche molte richieste a riproporre la mia candidatura alla presidenza della Regione Calabria. Non nego di sentirmi lusingato e onorato di tale invito perché manifestato da semplici cittadini perbene che hanno a cuore le sorte della nostra terra, ma anche da affermati e giovani professionisti che mettono a disposizione, in maniera del tutto volontaria, le loro competenze, al fine di realizzare un programma di governo innovativo ed in grado di rilanciare sul piano socio-economico la Regione più bella d’Italia". 
"Tuttavia al momento non ho posto la mia candidatura alla Presidenza - continua Carlo Tansi - ritenendo prioritario e non più eludibile pervenire ad un esito politico della prossima competizione elettorale, che renda possibile l’attuazione del nostro programma di governo, attraverso l’aggregazione di tutte le rappresentanze di carattere civico, sociale e progressiste che operano a vario titolo nel territorio e con specifici obiettivi.
Sarò pronto ad assumere la prestigiosa, ma anche onerosa, candidatura alla presidenza delle Regione che ritengo di poter legittimamente sostenere, ma sarò pronto anche a farmi da parte se si dovesse decidere di presentare un candidato proveniente dalla società civile".  "Un candidato che sia tanto noto quanto stimato per aver dimostrato  conclude il fondatore del Movimento civico Tesoro Calabria -  esperienza  amministrativa e credibilità unanimemente riconosciute e riconoscibili nella realtà sociale calabrese. Un candidato in grado di rappresentare all’elettorato calabrese, meglio di me, la voglia di un cambiamento che oramai è diventato necessario e non più rinviabile".
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Franco Bruno da attento osservatore della vita politica calabrese e dall'alto dell'esperienza politica maturata con ben tre legislature da parlamentare dal 2006 al 2018 è intervenuto nel dibattito politico con un post sul suo profilo Facebook nel quale rilancia le possibile candidature a Presidente della Regione per la prossime elezioni dell'On. Roberto Occhiuto per il centrodestra e per l'On. Marco Minniti per il centrosinistra. Ad onor del vero il nome di Marco Minniti circola da tempo nei corridoi della politica, ma lo stesso Minniti in merito non si è mai pronunciato i alcun modo. Ma in politica tutto è possibile, anche e sovente l'impossibile. "Credo che dopo tutte le vicende che hanno colpito la Calabria, ci sia bisogno di tornare alla normalità. Senza prefetti, giudici, preti, avvocati, imprenditori, commissari e politici che continuino a dare scandalo. Senza essere sempre additati come appestati e incapaci. Senza professionisti dell’antimafia che vivono solo di comparsate televisive. E senza moralisti e capipopolo. Credo ci sia bisogno di ritornare alla politica seria. Quella che difende l’onore delle Istituzioni repubblicane - scrive Franco Bruno su facebook - e non si fa condizionare e sottomettere da nessun altro potere. Una politica normale. Affidata a gente normale. Uomini e donne di Calabria preparati per rivestire il ruolo a cui si propongono". "Per questo spero - conclude il già parlamentare di lungo corso, Franco Bruno - che alle prossime regionali si candidino molti Sindaci. Alcuni di loro stanno mostrando sul campo qualità e generosità. Sarebbe un peccato se per conservare qualche posto venissero osteggiati. E spero che il centrodestra candidi a Presidente Roberto Occhiuto e il centrosinistra Marco Minniti. Non sempre con i due ho avuto pensieri convergenti. Anzi, tutt’altro. Ma questo sarebbe il vero cambiamento qua da noi. Una bella campagna elettorale. Tutta politica. Fatta da persone autorevoli e prestigiose. Che rinunciano alle loro ambizioni romane per dare una mano qua. Ora. La prima pagina di una nuova Calabria. Senza offesa per le persone, tutti gli altri nomi che circolano sarebbero riduttivi. E forse non possiamo più permettercelo".
 
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