Negli ultimi giorni nel centrosinistra in febbrile attesa di un sempre più probabile rinvio della data delle elezioni regionali che dovrebbero slittare dal 14 febbraio al 28 marzo (Covid permettendo) ha suscitato ampio clamore la probabile candidatura a Governatore in Calabria del Sindaco di Napoli ed ex magistrato, Luigi De Magistris, supportato dal suo movimento "DemA" e da altre forze ed associazioni di sinistra.

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La sempre più probabile candidatura a Governatore della Calabria del sindaco di Napoli e già magistrato, Luigi De Magistris, sembra essere sempre più probabile e certamente una candidatura di tale levatura che può assumere anche valenza nazionale non può che creare grande scompiglio all'interno di un centrosinistra calabrese che fatica a ritrovare una propria identità e che è sempre più dilaniato da guerre intestine e da commissariamenti non graditi. Un partito, il Pd, che in Calabria non trova pace e che vive in un pantano dal quale non riesce ad uscire. Inoltre la candidatura di Luigi De Magistris potrebbe anche indebolire quel fronte civico che non riesce a creare alcuna condizione di unità fra il civismo, il centrosinistra ed il Movimento 5 Stelle. E' ovvio ed elementare che qualora non si riuscisse a concretizzare una forte unità di tali forze il tutto si tradurrebbe a rendere facile ed ovvia la vittoria del centrodestra che, a differenza dei competitor, è unito su un solo candidato con almeno otto - nove liste collegate. E la divisione del centrosinistra con la gestione del potere del centrodestra consentirebbe quelle condizioni ottimali per il centrodestra stesso di fare di tutto per andare a votare il prossimo 14 febbraio con alte probabilità di vittoria. E nella candidatura di Luigi De Magistris si legge l'identikit tracciato nel documento reso noto nelle scorse settimane a firma del Movimento "DemA", fondato da Luigi De Magistris, del Movimento "La Strada" e del Movimento "Rinascita per Cinquefrondi". Nel documento si legge: " L’indignazione non è più sufficiente: può e deve trasformarsi in occasione di riscatto per la nostra terra, come dimostrano tante esperienze in tutta la Calabria. Citiamo, fra tutte, Rinascita per Cinquefrondi e La Strada, parti integranti di demA-Calabria. Per questo pretendiamo che chi si candida a Presidente restituisca dignità alle istituzioni, che coinvolga la cittadinanza e dia il giusto valore alla miriade di energie sane e positive che sono rimaste fino ad ora inascoltate. Pretendiamo che vigili sulle risorse del recovery fund ed eviti l’ennesimo scippo di soldi pubblici alla Calabria come è stato col federalismo fiscale e come rischia di essere se sarà attuata l’autonomia differenziata. Chi si candida alla Presidenza della Regione deve essere una persona integra, la cui esperienza di vita sia non solo estranea, ma rifiuti e contrasti nel modo più netto e totale ogni forma di collusione e compromesso con la massondrangheta e con le logiche clientelari. Una persona che coniughi intransigenza e progressismo, perché dove la disuguaglianza è forte, la mafia attecchisce con più facilità. Non bastano gli arresti e i tribunali, occorre costruire lavoro, equità e giustizia sociale. O così, oppure non si cambia. Ora è il momento del coraggio. Noi meritiamo questo riscatto. Lo meritano i cittadini e le cittadine calabresi, lo merita questa nostra terra. Siamo disponibili a parlare, confrontarci, incontrarci con chi, come noi, ha deciso di dire basta ad un sistema che mortifica ogni sforzo di cambiamento". Non è difficile leggere nel documento l'invito e la speranza della candidatura dello stesso fondatore del Movimento Dema, l'ex magistrato e sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, da sempre legato alla Calabria nella quale è vissuto per anni e che in un certo periodo storico ha anche rappresentato una speranza di cambiamento. Cambiamento e speranze poi demolite e massacrate dal quei poteri forti che da sempre impediscono qualsiasi cambiamento e che fanno della Calabria un caso unico nel panorama nazionale. La sola Regione d'Italia dove, a differenza della Sicilia e della Campania, non è mai spirato alcun vento di cambiamento.L'unica terra d'Italia dove non è cambiato mai nulla. L'unica terra d'Italia totalmente governata da quel binomio terribile che è la 'ndrangheta, l'organizzazione criminale più potente al mondo, e la corruzione. Due fattori che accomunati al silenzio dei calabresi rendono difficile finanche la speranza.

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Come al solito nei palazzi romani l'ultima preoccupazione dei Big della politica è la Calabria. Infatti nell'ambito della discussione fra i tre unici decisori del destino del centrodestra, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi a determinare i confronti sono le scelte dei candidati a sindaco per le prossime amministrative  di primavera che riguardano città come Roma, Milano, Bologna e Napoli.
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Se si voterà davvero il 14 febbraio non è dato sapere, ma quello che è certo che, se non vi saranno rinvii entro il 15 gennaio dovranno essere presentate le liste con annesse candidature a Governatore e mancano solo 26 giorni con le feste natalizie e tutte le restrizioni conseguenti alla pandemia comprese.

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Il movimento civico Tesoro Calabria parteciperà alle ormai imminenti Regionali con tre liste denominate “TESORO CALABRIA”, “CALABRIA LIBERA” e “CALABRIA PULITA”, suddivise in nove liste circoscrizionali da presentare nelle tre zone elettorali in cui è stato frazionato il territorio calabrese.

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Anche a Cosenza è stato costituito il Movimento "Cambiamo" che si ispira al Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. La guida regionale del movimento è stata affidata al senatore Francesco Bevilacqua di Vibo Valentia e già senatore per ben tre legislature.
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E' terminata da qualche ora la segreteria della Lega presieduta dal segretario nazionale, Matteo Salvini, con la partecipazione tenuta a Roma con i 33 componenti della stessa, alcuni in presenza ed altri in videoconferenza. fra i tanti argomenti trattati anche delle regionali in Calabria, per le quali Salvini ha discusso di passi in avanti del partito per le candidature e per l'organizzazione del partito sul territorio, in riferimento alla nomina a segretario regionale del sindaco di Taurianova, Roy Biasi, ( nella foto con Matteo Salvini) che ha interrotto l'infelice esperienza gestionale del partito in Calabria del deputato bergamasco Cristian Invernizzi, prima da Commissario e poi da segretario regionale. Non si è fatto alcun nome quale probabile candidato a Governatore del centrodestra ed appare abbastanza scontato che il nome spetti a Forza Italia anche nella continuità della legislatura interrotta dopo pochi mesi per la scomparsa della compianta Governatrice Jole Santelli. Ma a conclusione dell'incontro qualcuno dei big che hanno partecipato in merito alle regionali calabresi ha ribadito, mantenendo rigorosamente l'anonimato, che il candidato di Forza Italia dovrà comunque essere condiviso e benvoluto dalla Lega. Per come avvenne nelle passate elezioni regionali del 26 gennaio, quando dalla Lega venne posto il veto sul candidato Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza, e venne confermato l'assenso su Jole Santelli che poteva vantare con il leader della Lega, Matteo Salvini, un buon rapporto personale da tanti anni. Chissà, nel caso del nome più probabile ed attualmente il pole position, quello del deputato di Forza Italia, Roberto Occhiuto, se la Lega si pronuncerà favorevolmente o se avanzerà dei veti, anche se sarà molto difficile poterli giustificare con motivazioni plausibili. Ed un veto senza motivazione alcuna non può che crollare miseramente. Ad un mese esatto dalla presentazione delle liste si attende un atto finale e risolutivo e privo di qualsiasi condizionamento di Silvio Berlusconi con la scelta del nominativo. I tempi stringono ed il 14 febbraio si avvicina.

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