"Le diverse problematiche che da tempo affliggono il settore agricolo calabrese, tra cui le conseguenze del conflitto russo-ucraino, il perdurare degli effetti del Covid-19, i continui e spesso ingiustificati rincari del costo delle materie prime uniti a fenomeni di speculazione incontrollata, rischiano di mettere in ginocchio i produttori agricoli della nostra regione"  è quanto scritto dall’associazione Terra Viva Calabria, in una missiva a firma del Presidente regionale Francesco Fortunato, inviata in data odierna all’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e al Dipartimento regionale competente.

Dai dati emersi da una ricerca condotta con rigorosi termini scientifici dal Centro Studi Enti Locali ( Csel), basata su dati Istat e del Ministero per il Sud e la Coesione territoriale e realizzata per conto di AdnKronos, emerge che sono ben 3.805 i comuni che in Italia hanno perso mediamente il 22% dei propri abitanti nel lasso di tempo dal 1981 al 2019.

Continua inesorabile e senza soluzione di continuità il divario socio - economico fra la Calabria ed il resto del Paese. Andamento che conferma il fatto che all'interno di una "Questione Meridionale" da anni non più al vertice dell'agenda nazionale di governo sussista e si aggravi giorno dopo giorno la "Questione Calabria".

Oramai i record negativi per la Calabria non si contano più, praticamente in ogni campo con qualche lodevole eccezione che conferma la regola. L'ulteriore riprova di un percorso di decadenza economica, civile, morale e sociale che da un ventennio ad oggi ha preso una china che sembra non fermarsi mai.

L’inflazione e i rincari delle materie prime e dei costi energetici pesano sul carrello della spesa. Oltre la metà dei cittadini calabresi è costretto a tagliare la spesa nel carrello a causa dell’aumento record dei prezzi trascinato appunto dai rincari energetici e dagli effetti della guerra in Ucraina che hanno ridotto il potere d’acquisto.

Editoriale del Direttore