I fondi del PNRR sono l'ultima occasione per innescare il vero cambiamento. Ma i feudatari e gli oligarchi che dominano la Calabria lo consentiranno?
 
I fondi del PNRR, combinati con quelli della Comunità Europea e con gli investimenti programmati per la sanità sono obiettivamente una grande occasione di riscossa e di cambiamento per il Mezzogiorno ed in particolare per una terra disastrata come la Calabria.
 
Ma in Calabria da sempre domina una oligarchia di feudatari che hanno sempre avuto una doppia identità, quella pubblica nella quale annunciano investimenti, propositi di cambiamento e poi quella reale, nascosta, di lavorare nell'ombra per mantenere la Calabria in un modello feudale dove ogni calabrese per avere un diritto che gli dovrebbe spettare normalmente è costretto, invece, a pietire alla corte del Feudatario o politico, padrone del territorio, come i boss della 'ndrangheta, al quale chiedere il "favore" di qualsiasi tipo per poi scambiare lo stesso con il voto, con l'impegno in politica e con il pacchetto di voti che da sempre è una preziosa arma per sistemare un figlio, per avere un finanziamento, per avere un contributo, per accedere alle cooperative che lavorano nella sanità, per avere un piccolo appaltuccio, per avere un qualsiasi tornaconto personale o per un familiare.
 
Il tipico modello clientelare calabro che consente ai figli degli oligarchi di avere poltrone nella politica, di avere dottorati nelle Università, di avere posti di sottogoverno, di gestire pacchetti di voti da padre in figlio e così via. Questa categoria di feudatari - oligarchi ha tutto l'interesse a mantenere la Calabria allo stato brado, ha tutto l'interesse a supportare i peggiori individui che lavorano nella burocrazia regionale e farli divenire dirigenti, ha tutto l'interesse a inserire nei posti chiavi i leccaculo e nauseabondi individui che hanno contribuito a non far decollare la Calabria.
 
Ora arriveranno un mare di denaro. Sarà speso davvero per lo sviluppo o farà da moltiplicatore per le ricchezze già enormi degli oligarchi calabri? Saranno produttori di ricchezze e sviluppo o saranno costruite cattedrali nel deserto, saranno iniziati lavori pubblici che non finiranno mai come i lavori di manutenzione dell'Autostrada Salerno - Rc che nel tratto Cosenza - Lamezia vive di lavori da sempre?
 
Saranno strumento di arricchimento dei leccaculo e dei prestanomi degli oligarchi pronti ad investire nella sanità privata, la vera gallina dalle uova d'oro del connubio politica - 'ndrangheta attraverso il riciclaggio di denaro sporco che oramai è la grande maggioranza dell'economia calabra con buona pace delle tante chiacchiere e dei tanti premi farlocchi organizzata da fatiscenti personaggi che parlano di antimafia e premiano i corrotti più incalliti?
 
Fondi Europei - Obiettivo 1 destinati alla Calabria sin dal lontano 1987
 
 
Si continuerà a vivere nella doppiezza degli oligarchi e dei feudatari forti del servilismo di gran parte del popolo calabrese da sempre mezzadro e schiavo del potente? Sarà interessante vedere nei prossimi mesi e nei prossimi anni che fine faranno realmente le oceaniche quantità di denaro che giungeranno in Calabria. Sarà l'ultima spiaggia e se gli oligarchi feudatari riusciranno a fare in modo che anche questa volta non cambierà nulla come finora sono stati neutralizzati le centinaia e centinaia di milioni di euro che dal 1987 ad oggi sono stati dilapidati attraverso i Fondi Por dell'Unione Europea che in ben 35 anni non hanno cambiato nulla avranno vinto ancora una volta e, stavolta, per sempre. I loro figli, i loro nipoti, i loro pronipoti avranno sempre una poltrona alla Regione, al Parlamento o in qualche ente di sottogoverno. Nei secoli dei secoli. Amen.
Redazione

In questi anni, abbiamo sentito e notato visibilmente, come la nostra sia una terra di partenza per molte persone. Fin dagli anni '50, non solo giovani, ma anche intere famiglie decidevano di partire con la famosa "valigia di cartone" per andare incontro alla fortuna, e magari riuscire nella speranza di trovare un lavoro altrove, lontano dagli affetti più cari e dalla propria città.

Si cercava disperatamente un parcheggio fra i pochi disponibili vicino alla Piazza per stare in auto in cinque o sei per ascoltare la musica "in" del tempo, i Deep Purple, i Genesis, gli Who, i Dire Streats, Neil Young, solo per citare alcuni dei mitici gruppi degli anni settanta con la loro musica rivoluzionaria, con la loro musica anticonformista, mitizzavano il grande sogno che di cambiare il mondo.

Cosa può fare un calice di vino? E i calici pasteggiati da 310 giurati moltiplicati per 7.376 marchi internazionali iscritti al “Concours Mondial de Bruxelles”, di scena in questi giorni in Calabria? Qui, in Calabria, hanno saputo svelare luoghi, bellezza, incontri fra culture.

Negli ultimi giorni i proclami sulle opportunità offerte dai fondi previsti per il PNRR non si contano più. Sindacalisti, politici, imprenditori e personaggi vari tutti in coro a magnificare il grande futuro che tale opportunità riserva ai calabresi.

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