I consiglieri regionali del Pd, Carlo Guccione e Domenico Bevacqua, intervengono sulla delicata situazione sanitaria che interessa la popolosa cittadina silana di San Giovanni in Fiore. Cittadina che vive un  particolare momento per il contagio della Pandemia che coincide con un sistema sanitario al collasso.

Il Commissariamento della sanità è divenuto un forte alibi per tutti coloro i quali oggi si accapigliano per affermare che tutta la colpa è dei Commissari e che la Sanità deve ritornare ad essere gestita dalle Regioni. A tal punto vi sarebbe da chiedersi ma chi ha assunto i tanti burocrati che nella sanità hanno fatto il bello e cattivo tempo se non i ras della Regione Calabria?, chi ha gestito le carriere nelle Asp?, chi ha gestito il grande affare delle cliniche private accreditate, chi ha determinato lo scioglimento per mafia di alcun Asp calabresi, chi ha gestito l'acquisto di materiale e forniture mediche pagato il triplo del loro effettivo valore, chi ha consentito il pagamento di fatture più volte e tanto, tanto altro ancora. La risposta è semplice. Lo ha consentito la Casta famelica regionale dal 1970 ad oggi, cioè da quanto è nata la Regione. Siamo al paradosso la Casta politica regionale che ha causato e determinato il Commissariamento è la stessa che oggi, contro il Commissariamento, richiede che la sanità ritorni alla Regione. E' anche vero che i Commissari non hanno avuto il coraggio di agire in profondità, di rompere i meccanismi perversi di corruzione che imperano nella sanità. Quindi anche i Commissariamenti sono fallimentari. Urge allora la costituzione di un Pool investigativo composto da giudici, finanzieri e uomini degli apparati dello Stato che possano avviare una radicale azione di pulizia e di bonifica. Magari un pool da affidare e far guidare al Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha dimostrato sinora di essere l'unico in grado di giungere anche a personaggi che sono al di sotto di ogni sospetto ma che sono ritenuti intoccabili.Il cosiddetto terzo livello che nella sanità ritrova il suo pozzo di San Patrizio, sia in termini di potere che di voti che di arricchimento personale. E tanti sono i politici che con la gestione della sanità hanno costruito carriere importanti e con ruoli di primo piano. Il tutto grazie alla gestione spregiudicata della sanità. Sulle spalle dei cittadini costretti a curarsi fuori Regione ed oggi costretti a pregare che la Pandemia non dilaghi con la sanità che ci ritroviamo.

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Il Sindaco Mario Occhiuto ha partecipato a Roma, nella delegazione dei primi cittadini calabresi, all’incontro con il Presidente del Consiglio Conte e con il Ministro della Sanità Speranza, sui temi riguardanti la questione della sanità in Calabria e la gestione dell’emergenza Covid. “Abbiamo sottoposto al premier Conte e al Ministro Speranza – ha dichiarato Occhiuto al termine dell’incontro - una serie di questioni ineludibili, a cominciare dalla necessità di mettere la parola fine al commissariamento della sanità in Calabria che dura da troppo tempo. Undici anni sono veramente tanti e non hanno portato nulla di buono. Sul punto – ha aggiunto Occhiuto – siamo stati rassicurati e, anche se l’emergenza in corso non potrà che essere gestita da un commissario, Conte e Speranza hanno assunto, in prospettiva, l’impegno di considerare l’esperienza commissariale assolutamente a termine. Anche rispetto alla necessità di ripianare il debito ingente accumulato durante la lunga fase del commissariamento della sanità calabrese, il governo ha assunto degli impegni che ci rassicurano. Un’altra richiesta che abbiamo avanzato con forza – ha aggiunto il Sindaco Occhiuto – è stata quella di pervenire prima possibile ad una ripartizione più equa delle risorse finanziarie destinate alle varie regioni e di rivedere i criteri sui quali si fonda l’attuale ripartizione che genera una discriminazione a tutto svantaggio della Calabria. La spesa sostenuta dal governo per la sanità in Calabria – ha aggiunto ancora Mario Occhiuto – è storicamente la più bassa di tutto il Paese. E questa  iniqua ripartizione di risorse, che non riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza, non fa altro che aggravare un quadro già abbondantemente compromesso da altri fattori, rispetto ai quali la Calabria è assolutamente carente: personale sanitario insufficiente, ospedali chiusi, indebitamento fuori controllo. Abbiamo offerto, infine – ha concluso Occhiuto - la nostra disponibilità come Sindaci a fornire supporto a chi si occupa di sanità sui territori per interagire, anche in questa delicatissima fase emergenziale, con una interlocuzione più diretta che ci metta anche al riparo da azioni che possono essere recepite come “invasioni di campo”. Il Sindaco Occhiuto si è poi soffermato lungamente sulla situazione in cui versa l’Ospedale di Cosenza e sulla gestione della sanità sul territorio ed ha vivamente ringraziato il Presidente del Consiglio dei Ministri per la celerità con la quale il Dipartimento della Protezione civile nazionale ha risposto alla richiesta avanzata dal primo cittadino di Cosenza per l’allestimento dell’Ospedale da campo a supporto dell’Ospedale dell’Annunziata.  

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A parte il fatto che sono sempre più numerosi coloro i quali pensano e sono convinti che la sanità debba ritornare ad avere un solo centro direzionale nazionale e non più venti gestioni differenti per quante sono la Regioni, i sindaci calabresi hanno manifestato a Roma dinanzi Montecitorio per chiedere la cessazione del Commissariamento e l'azzeramento del debito sanitario. Numerosissimi sindaci con una mobilitazione notevole nonostante le problematiche del Covid di tutti i partiti e di tutte le province con la loro numerosa presenza hanno voluto ribadire e sottolineare l'importanza della richiesta. Per come era previsto una delegazione dei sindaci calabresi è stata ricevuta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. All'incontro ha partecipato anche il Ministro della Salute, Roberto Speranza. “non ci interessano le diatribe politiche. Vogliamo una buona gestione della sanità in Calabria, una sanità che sia all'altezza  - ha affermato Francesco Candia, Presidente di Anci Calabria - della Repubblica Italiana di cui siamo parte. Siamo qui a ribadirlo con le nostre fasce Tricolori”. Per Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza "l'importante è che la sanità ritorni ai calabresi". Per Giuseppe Falcomatà l'augurio è che "il prossimo commissario abbia in qualche modo una scadenza e che la sanità calabrese possa essere restituita alle competenze che ha il governo regionale in materia”. Ma non tutti sono convinti che la panacea di tutti i mali sia quella di un ritorno della sanità alla Regione. Non è possibile dimenticare che se la sanità è commissariata lo si deve alle infiltrazioni mafiose spesso coincidenti con interessi di politici corrotti che hanno affollato le assisi regionali. E a ribadire che la Regione oggi non è in grado di riappropriarsi della gestione della sanità è il Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci . “La Calabria non è in grado di autogestirsi riguardo il settore sanità. Anche in riferimento al problema dello scioglimento del Consiglio Regionale - afferma Iacucci - c’è una precarietà che non finisce mai, c’è un presidente facente funzioni e c’è un tentativo di riorganizzare il dipartimento salute. Non siamo pronti, ecco perché bisogna individuare un percorso in cui il commissariamento è a tempo e deve avere due obiettivi tra cui risolvere i problemi terribili che ha la sanità in Calabria e poi quello di dare la possibilità alla Regione Calabria di riorganizzarsi ed essere pronta ad assumere la titolarità di un settore che è importantissimo. I due terzi del bilancio della Regione si basano sul settore della sanità e al di là delle risorse economiche i cittadini calabresi hanno bisogno di avere risposte sul terreno di una sanità importante e di qualità”. Al termine dell'incontro con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, facente parte della delegazione ricevuta ed ascoltata nell'incontro, ha riferito che "Si prenderanno qualche giorno in più” per la scelta del commissario alla sanità in Calabria avendo compreso capito che c’è grande necessità. Hanno capito l'errore che è stato fatto e vogliono scegliere un personaggio che risolva il problema della sanità”. Vi è da aggiungere, speriamo che venga individuato un personaggio che possa compiere quasi un miracolo considerando le infiltrazioni clientelari e l'endemica corruzione che caratterizza la sanità calabrese da sempre, cioè da quando, nel lontanissimo 1970, è stata affidata alla famelica Casta politica regionale. La peggiore in assoluto.

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Dopo l'accordo con Gino Strada e la sua onlus, Emergency, sull'emergenza Covid, sull'istituzione di ospedali da campo e sui Covid - Hotel che segna comunque un passo in avanti considerata la disastrata situazione sanitaria calabrese si attende ora il nome di chi sarà chiamato a ricoprire l'incarico di Commissario ad acta per la Sanità dopo le dimissioni di Cotticelli, le dimissioni forzate e sofferte di Zuccatelli e la rinuncia di Gaudio. Una poltrona che scotta, soprattutto se i calabresi ed i media riusciranno a mantenere alta l'attenzione sul tema. Non si può dimenticare che il tutto è iniziato con una trasmissione Tv, Titolo V di Rai3 con la prima intervista al Generale Cotticelli. Fno ad allora tutto era tranquillo negli ovattati uffici regionali dove la potente ed inamovibile burocrazia legata a filo doppio alla politica alimenta il "Sistema" di corruzione ed illegalità che governa e condiziona la vita dei calabresi. Il nome più quotato fra quelli che circolano è quello di Federico Maurizio D'Andrea, 61 anni, calabrese nato a Cerchiara di Calabria e milanese di adozione, uno dei tantissimi calabresi che ha sfondato in altre Regioni. Federico  D'Andrea è entrato in Finanza a 18 anni nel 1977 e vi è rimasto sino al 2007 uscendo con il grado di Colonnello e Comandante provinciale di Bergamo, protagonista della stagione di Mani Pulite vicino a Francesco saverio Borrelli e Gherardo Colombo. Stimato da tutti, sia dal centrosinistra che dal centrodestra. E’ stato nel collegio dei “saggi” di Beppe Sala ma anche il centrodestra lo considera un uomo di garanzia. E’ stato alla presidenza di Sogei, nominato dal MEF, direttore dell’Audit di Telecom Italia, presidente di Olivetti Spa, presidente dell’ODV di MM Spa, presidente dell'organismo di vigilanza di Banco BPM e componente dell’Odv del Sole 24 Ore. un curriculum di tutto rispetto.

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In pochi giorni, dopo la prima intervista del Generale Cotticelli rilasciata al giornalista di Titolo v su Rai 3 si è scatenato il finimondo che ha aperto uno spiraglio di luce sul mondo tenebroso, affaristico e marcio della sanità calabra. Un mondo che tutti conoscevano ed accettavano supinamente fino a quando con l'emergenza della Pandemia le croniche deficienze sanitarie sono divenute intollerabili. E dopo lo spettacolo poco edificante delle dimissioni del Generale Cotticelli, le dimissioni forzate e non volute di Zuccatelli e la precipitosa rinuncia del Prof. Eugenio Gaudio, dopo le tante proteste in piazza, dopo le denunce dei sindacati finora dormienti e la visita di Cotticelli presso gli uffici della Procura di Catanzaro, il Procuratore Capo Nicola Gratteri, ha aperto una apposita indagine sulla sanità. Ci si augura che la stessa possa essere accurata e possa determinare le responsabilità penali di chi gestendo la sanità si è arricchito ed ha accresciuto il suo potere. Una indagine spinosa e non facile perché la stessa potrebbe condurre inevitabilmente a quel terzo livello di politici, burocrati, imprenditori e professionisti che finora sono riusciti sempre a farla franca in un sistema di impunità e di corruzione anche nell'ambito di quelle istituzioni che hanno il compito ed il dovere di indagare e far applicare la giustizia. Parola da sempre molto aleatoria nelle nostri latitudini. Tanti sono i filoni che potrebbero aprirsi su anni ed anni di conclamato malaffare sulla sanità, la vera Fiat della Calabria, che assorbe un bilancio annuale di ben 4 miliardi e mezzo di euro. Uno scenario da incubo, raccapricciante che fotografa impietosamente il livello di corruzione continuata ed aggravata per anni ed anni che ha portato la collasso una sanità da terzo mondo, nonostante l'impegno di tanti bravi medici ed operatori della sanità che lavorano con passione e sono anche loro stessi vittime sacrificali di un sistema che raggruppa corruzione, incompetenza, clientelismo, carriere immeritate e tanto, tanto altro in un "Sistema" di illegalità diffusa ed ambientale che nella gestione della sanità ritrova il suo forziere più prezioso.Non per nulla vi è chi teorizza che le entrate illegali destinate alla 'ndrangheta e al suo mondo esterno di collusi e corrotti possa addirittura paragonarsi al giro d'affari proveniente dal controllo e del fiorente mercato degli stupefacenti. Un mondo tutto da esplorare sul piano giudiziario. Chissà se l'indagine del Procuratore Gratteri potrà aprire una breccia su un mondo finora impunito, cuore del "Sistema".
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Editoriale del Direttore