Alla fine dopo un bombardamento mediatico senza precedenti il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha telefonato al Commissario ad acta per la sanità, Giuseppe Zuccatelli, in attesa della notifica della nomina o della telefonata del Ministro, per chiedergli di dimettersi. A quel punto il Commissario Zuccatelli non avendo più alcuna possibilità di permanere nel suo ruolo non solo si è dimesso da Commissario ad acta ma si è dimesso anche da Commissario del Mater Domini di Catanzaro.  "Mi dimetto. lascio la Calabria. Speranza mi ha telefonato. Se non sono adatto - ha affermato Zuccatelli - per fare il Commissario ad acta, non lo sono neanche per gestire due aziende così delicate e importanti come quelle di Catanzaro" Quindi Zuccatelli lascia tutto e ritorna a Cesena. Certamente con grande amarezza avendo probabilmente confidato nella strenua difesa ad oltranza del Ministro Speranza del quale è anche compagno di partito. Ma evidentemente le pressioni sono state talmente forti che lo stesso Ministro non ha potuto fare altrimenti. Ora è in corso un Consiglio dei ministri convocato ad hoc per nominare il nuovo Commissario ad acta. Una scelta non facile. Italia Viva con Matteo Renzi si è pronunciata a favore della nomina di Gino Strada, il Pd vorrebbe la nomina di Nicola Mostarda, manager legato a filo doppio a Nicola Zingaretti, quindi riproponendo la solita vecchia logica di manager sponsorizzati dalla politica, usanza che nel Pd è durissima a morire, ancora altri vorrebbero la nomina dell'ex Rettore de "La Sapienza", il Prof. Eugenio Gaudio, calabrese nato a Mendicino e figlio del senatore democristiano Gaudio, mentre una parte dei 5 Stelle vorrebbe il nome di Gino Strada minacciando addirittura di non votare il decreto Calabria in aula ed una parte vorrebbe la nomina di un calabrese eccellente come lo è il Prof. Eugenio Gaudio. Vedremo come finirà

Redazione

Sempre più numeroso il coro di chi chiede con forza le immediate dimissioni delle Commissari dell'Asp di Cosenza, Simonetta Bettelini,  e della Commissaria dell'Azienda Ospedaliera, Giuseppina Panizzoli, che hanno dimostrato ampiamente la loro inadeguatezza a sostenere un momento così difficile e complicato per l'avanzare della Pandemia. Non è più il tempo dei manager voluti e sponsorizzati dalla politica. E' giunto il tempo dei manager che hanno realmente le qualità per esserlo e non i tanto decantati curriculum costruiti solo ad hoc e dovuti alla fedeltà e all'appartenenza degli sponsor politici che sono il vero tumore della sanità calabrese ed italiana. A chiedere con vigore le dimissioni della Commissaria dell'Asp di Cosenza, Simonetta Bettelini, è Giuseppe Mazzuca membro dell’assemblea nazionale Partito democratico. "La gestione della commissaria dell’Asp di Cosenza Simonetta Bettelini ha compresso l’offerta di sanità pubblica e in un momento di grave emergenza determinato dalla pandemia da Sars Covid 2, l’inadeguatezza dimostrata nel prendere decisioni rapide e calibrate alle necessità del territorio, ha aggravato di molto la situazione già gravemente deficitaria dell’Asp di Cosenza. Niente di personale contro la manager  ma non possiamo più tacere le sue enormi responsabilità. Basterebbe ricordare che Bettelini - afferma Giuseppe Mazzuca -  non ha approvato il bilancio consuntivo, non ha regolarizzato i pignoramenti presso il tesoriere, non ha adottato il Piano Covid territoriale, non ha adottato l’atto aziendale, non ha attuato le prescrizioni del Piano operativo, non ha sviluppato ciò che era stato indicato nel Dcs n.91/2020, non ha realizzato le Usca contribuendo in modo determinante ad intasare i reparti di Pronto soccorso, non si è posta il problema di potenziare il laboratorio di Virologia che processa i tamponi per il Covid. Insomma, sono molteplici e gravissime le problematiche che non sono state neanche affrontate dal momento del suo insediamento che per altro è avvenuto senza che la manager avesse chiarito se ha o meno i requisiti per ricoprire l’incarico di commissario dell’Asp, dal momento che risulta titolare di struttura semplice e non, come prevede la norma, di struttura complessa". "Difronte a questo scenario devastante  ci chiediamo come sia possibile che il commissario Bettelini si sia presa la libertà di minacciare ritorsioni ai lavoratori che “osano” parlare con la stampa. Una censura in piena regola. Un balzo indietro nel tempo che riporta alla memoria momenti infausti della nostra storia. Una vergogna per chi ha pensato di poter riproporre la riduzione al silenzio all’interno di un rapporto di lavoro. Non lasceremo che i cittadini vengano ulteriormente danneggiati  da chi ha dimostrato di non avere una visione del comparto sanitario organizzato in funzione delle necessità dei pazienti e non ha contezza del momento di emergenza che stiamo attraversando e delle gravi conseguenze che derivano da omissioni, ritardi e decisioni sbagliate". "Se queste sono le premesse  è doveroso chiedere le dimissioni dell'ennesimo commissario straordinario che ha dimostrato di non conoscere la sanità del nostro territorio e di non avere contezza degli interventi da mettere in atto per riorganizzare i servizi e rispondere efficacemente alla domanda di salute dei cittadini. Al ministro della Sanità, Speranza, chiediamo - conclude Giuseppe Mazzuca dell'assemblea nazionale Pd - di nominare al più presto un commissario aziendale che sia garanzia di competenza, legalità, rigore ed affidabilità. Questa è la posizione ufficiale del Partito democratico, inutile che la manager cerchi inesistenti sponde politiche per conservare la poltrona. Faccia un favore  resti dov’è senza fare la fatica di tornare a Cosenza dopo il fine settimana. A queste latitudini, i suoi servigi, non sono più graditi". Inoltre tante le organizzazioni sindacali di base hanno anche rimarcato che l'Asp di Cosenza, in un moento così delicato e drammatoco sul piano sanitario, ha addirittura autorizzato la riqualificazione del personale amministrativo quando invece il DPCM del 3 novembre scorso in modo chiarissimo e lampante ha sospeso tutte le procedure concorsuali sia esterne che interne di tutti gli Enti pubblici tranne tutte le procedure concorsuali ad eccezione dei concorsi per il personale medico,infermieristico e tecnico di laboratorio escludendo con chiarezza e senza possibili interpretazioni di comodo tanto in uso dell'Asp cosentina e dei suoi dirigenti. Anche per questo alcuni sindacalisti di base chiedono la revoca immediata dell'avviso di riqualificazione del personale amministrativo, avviso già in passato revocato e poi riproposto, e chiedono anche loro le dimissioni della Commissaria Bettelini.

Redazione
 
 


 
In tanti polemizzano per la prossima apertura di Ospedali da campo militari auspicando, invece, l'utilizzo delle tante strutture ospedaliere semivuote, chiuse ed alcune abbandonate sparse nella provincia. In pratica tutti gli ex ospedali che poi sono stati chiusi per esigenze di razionalizzazione della spesa sanitaria. Obiettivo fra l'altro mai raggiunto. Ed in merito alla richiesta di utilizzare per l'emergenza Covid i tanti ospedali chiusi è opportuno ricordare anche per il tempismo della richiesta stessa l'appello che il 7 marzo, quindi all'inizio della pandemia, venne inoltrato dal Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. Lo riproponiamo, per come lo ha riproposto lo stesso Sindaco Occhiuto, sulla sua utenza facebook. “Ho lanciato un appello alle autorità sanitarie e a quelle politiche regionali. A breve si potrebbe profilare la necessità di avere a disposizione ulteriori posti in terapia intensiva, cosa che si può ottenere solo nelle strutture esistenti. Lo stesso vale per i posti letto in isolamento. È urgente ricollocare pazienti affetti da altre patologie di più facile gestione, per creare gli spazi necessari (all’interno del nosocomio cittadino) alle nuove esigenze indotte dal coronavirus che si dovessero manifestare. La ricollocazione dei pazienti di più agevole gestione potrebbe avvenire in ospedali semivuoti come Rogliano, San Marco Argentano, Rossano, Cetraro, Praia e Lungro. Basterebbe poco poi per riattivare qualche reparto e creare posti all’Annunziata e al Mariano Santo per i pazienti affetti da coronavirus. Appare questa la cosa più sensata da fare”. 
"Avevo già dato questa idea il 7 marzo, ad inizio pandemia, ma non è stata accolta. Quindi oggi - scrive ancora Mario Occhiuto -  faccio quello che posso (anche l’impossibile) per fronteggiare l’emergenza e salvare se possibile vite umane nella città di cui sono sindaco. Io sono il sindaco di Cosenza (non di Rogliano, Cetraro, ecc), non sono un Commissario della sanità né un amministratore regionale, e non ho neanche competenze attribuite dalla legge in materia sanitaria. Non posso disporre in alcun modo di posti letto nell’ospedale di Cosenza, figuriamoci in altre città. Ho emanato una Ordinanza costringendo l’Azienda alle assunzioni necessarie, ma persino il prefetto mi ha fatto rilevare nell’atto presunti vizi legati ad un “eccesso di potere” (che a mio avviso non esistono, considerando la grave situazione sanitaria in atto). Oggi non abbiamo più tempo.

La gente può morire per mancanza di cure precoci. E quindi io faccio direttamente e personalmente tutto ciò che è in mio potere. L’Ospedale militare in caso di emergenza è quanto di meglio si può avere visto che è attrezzato e gestito anche da personale sanitario e da medici bravissimi. Oggi non c’è solo una questione di posti letto ma di personale sanitario e di attrezzature mediche che mancano. Con l’Ospedale da campo sarà possibile mitigare anche queste difficoltà perché all’Annunziata si allenterà la pressione. Inoltre i medici militari porteranno anche gli ambulatori e i laboratori che potremo installare in seguito e che consentiranno anche altri servizi sanitari di cui oggi hanno bisogno i cittadini. Le persone ammalate di Covid che oggi si recano in ospedale sono costrette a restare in fila nelle ambulanze e per giorni e giorni in barella in una sala unica dedicata del Pronto Soccorso, con medici e personale sanitario che si prodigano al massimo ma che non ce la possono fare in queste condizioni. La malattia ha un punto di criticità che può apparire all’improvviso e bisogna intervenire con cure precoci per salvare vite umane". "Ecco perché oggi c’è necessità di un Ospedale militare - conclude Mario Occhiuto - che è quanto di meglio si possa avere in situazione di emergenza perché è attrezzato, riscaldato, e con operatori e medici bravissimi. Ringrazio di cuore e moltissimo il generale Antonio Battistini, comandante della Sanità militare, e i vertici della protezione civile nazionale per aver accolto il mio appello e per essere immediatamente venuti in soccorso di tutta la provincia cosentina".

Redazione

L’Ospedale da campo che il Sindaco Mario Occhiuto ha richiesto alla Protezione civile nazionale sarà realizzato a Cosenza, nell’area di Vaglio Lise, e già da lunedì 16 novembre inizieranno le operazioni preliminari per l’allestimento. Arriverà direttamente dal Libano, intorno al 20 novembre, e dovrebbe essere pronto entro fine mese. Una tabella di marcia stilata questa mattina a Palazzo dei Bruzi nel corso di un vertice tenuto dal Sindaco Mario Occhiuto alla presenza del team operativo inviato in città dal generale Antonio Battistini, Capo della Sanità militare dell’Esercito, con il quale il primo cittadino di Cosenza ha avuto nei giorni scorsi una proficua interlocuzione. Al vertice ha partecipato anche il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Cosenza, dottor Eugenio Corcioni. L’incontro di questa mattina, presenti il Colonnello Alfonso Zizza, direttore dell'ospedale militare di Messina, il Colonnello medico Stefano Astorino (dell’Ospedale militare del Celio di Roma), il colonnello Tassi e il Comandante del I Reggimento Bersaglieri di Cosenza, Massimo Scotti,e, inoltre, il Dirigente della Protezione civile regionale Fortunato Varone, è stato utile per discutere sulle modalità di funzionamento dell’Ospedale da campo. Alla luce anche della interlocuzione con il Presidente dell’ordine dei medici, si è convenuto che la migliore allocazione, tra quelle prese in esame, è risultata essere quella del sito accanto alla stazione di Vaglio Lise, nell’area delle Ferrovie dello Stato con cui il Comune di Cosenza ha in essere una convenzione. L’Ospedale da campo potrà ospitare una quarantina di pazienti, dando la precedenza a coloro che stazionano, in attesa di cure, al Pronto soccorso, e potrà essere ampliato fino ad ospitare ambulatori e laboratori per le analisi. All’incontro a Palazzo dei Bruzi erano presenti, per il Comune, anche il Vicesindaco e Assessore alla riqualificazione urbana, Francesco Caruso, l’Assessore alla protezione civile Carmine Vizza e la Dirigente del settore Protezione civile del Comune Antonella Rino.  

“All’Ospedale dell’Annunziata – ha detto il Sindaco Occhiuto a margine della riunione -l’emergenza non si è affatto fermata. Anche oggi 45 persone, tutti pazienti Covid, sostano in attesa di ricovero tra la sezione Covid del Pronto soccorso, le ambulanze in sosta all’esterno e le tende montate dalla protezione civile comunale. E’ una situazione esplosiva, resa ancora più tale dal fatto che l’Ospedale di Cosenza è l’unico ospedale Hub della provincia e quindi qui si riversano gli ammalati da tutto il territorio provinciale. A questo si aggiunga l’atavica carenza di personale sanitario alla quale si sta cercando di porre rimedio anche a seguito della mia ordinanza contingibile ed urgente per il reclutamento di nuove risorse umane. Molte cose – ha aggiunto Occhiuto - si potevano fare, tra la prima e la seconda ondata di contagi, e non sono state fatte. Tutte ragioni, queste, per le quali ho nei giorni scorsi lanciato l’idea dell’Ospedale da campo che ho richiesto formalmente alla Protezione civile nazionale. Dopo una telefonata con i vertici militari e, in particolare, con il numero uno della Sanità militare, il generale Antonio Battistini, questa mattina è arrivato in città il team operativo dell’esercito con il quale abbiamo avuto un incontro molto proficuo e che, se tutto andrà secondo quanto ci è stato assicurato, dovrebbe far guardare al futuro con maggiore fiducia”.

Il Sindaco Occhiuto, sentito il Presidente dell’Ordine dei medici Corcioni, ha richiesto ai militari anche la TAC, 3 posti di terapia intensiva e 4 posti di terapia sub intensiva. Complessivamente, l’Ospedale militare da campo avrà a disposizione 40 posti letto e tra personale sanitario e tecnici, appartenenti all’esercito, potrà contare su 50 unità. Il Sindaco Occhiuto ha, infine, rivolto un ringraziamento particolare al Generale Battistini e ai militari presenti per aver dato seguito in tempi brevissimi alla richiesta indirizzata alla Protezione civile nazionale. “La disponibilità del generale Battistini, in un momento così difficile per la nostra comunità – ha detto Occhiuto - è stata eccezionale e non posso che esprimergli la mia più profonda gratitudine per una sensibilità che va anche oltre i rapporti istituzionali”. Occhiuto ha tenuto ancora a sottolineare che si metterà in contatto con il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Giuseppina Panizzoli “per tutte le operazioni indispensabili di interconnessione dell’Ospedale militare da campo con la nostra struttura Hub dell’Annunziata”. 

 Redazione

Il dramma della sanità calabrese continua a tenere banco. E proprio nel momento peggiore sembra che ai verti decisori della stessa sanità si trovino dirigenti non idonei ad affrontare le problematiche urgenti che una sanità già al collasso determina. Basti citare il caso di Cottarelli e di Ziccatelli che sono divenuti i personaggi del momento dei mass - media dell'intero Paese. Ma anche a livello cosentino i problemi non mancano. Ad intervenire con durezza e determinazione il segretario regionale della Fismu (Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti), Claudio Picarelli che arriva a chiedere le dimissioni immediate della Commissaria dell'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza, la bergamasca Giuseppina Panizzoli. “La misura è colma. Medici e pazienti travolti dal Covid19 e dall’immobilismo della Commissaria Giuseppina Panizzoli. La pazienza ha un limite, è giunto il momento di cambiare rotta. Il responsabile della Fismu, quindi, auspica la rimozione o le dimissioni "della dott.ssa Panizzoli, per diverse e fondate ragioni. È rimasta sorda ad ogni confronto con i medici e con i sindacati. E quando ancora c’era il tempo per prepararsi alla seconda ondata della pandemia non si è fatto nulla. Oggi i medici a gran voce chiedono al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della salute, Roberto Speranza, oltre che al nuovo commissario regionale, quando si insedierà, che venga nominato con urgenza una nuova governance alla guida dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Un(a) dirigente competente e con capacità organizzative adeguate al particolare momento. Siamo stanchi del pericoloso immobilismo in cui viviamo da mesi in Ospedale, grazie ad una gestione superficiale e distratta nessun aumento di posti letto, assunzioni ridotte all’osso che neanche coprono i vuoti lasciati dai pensionamenti, approvvigionamento di DPI assolutamente inadeguato, nonostante i necessari finanziamenti siano stati da tempo stanziati" "I cittadini e gli operatori non possono aspettare oltre! Chiediamo - conclude Claudio Picarelli - che ancor prima dei 30 giorni previsti dal nuovo decreto Calabria sia nominato un nuovo vertice, prima che sia troppo tardi per far fronte a una epidemia che peggiora di ora in ora”.
Redazione

Il pronto soccorso di Cosenza: l'Inferno sulla terra. Circa una cinquantina di malati  Covid in attesa di essere ricoverati, lamentele, disperazione, abbandono. Il video che circola ripreso da un cellulare anonimo è devastante. Ma da quanti anni si discute di potenziare il Pronto Soccorso? Quante promesse dei soliti noti che hanno saccheggiato la sanità?. Oggi si paga il prezzo di anni ed anni di malagestione. I numeri della Pandemia hanno raggiunto nella città di Cosenza cifre notevoli anche se vi è anche fra rappresentanti delle Istituzioni chi ne sminuisce la portata. Colui il quale, invece, è perfettamente consapevole della gravità del momento è il Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. "La situazione è talmente grave da essere insostenibile. "Vi sono una cinquantina circa di pazienti positivi - ha affermato il Sindaco di Cosenza - ammassati nei locali del Pronto Soccorso e nelle ambulanze". "E' necessario trovare - continua Mario Occhiuto -  delle soluzioni. I medici mi segnalano gravissime difficoltà e rintengo che sia necessario l'intervento dell'Esercito con l'allestimento di un Ospedale da campo".
Redazione

La disastrata e tragica situazione in cui versa la sanità a Cosenza impone oggi più che mai anche una sentita e partecipata mobilitazione popolare che possa contribuire a creare le condizioni per affrontare
con la dovuta decisione problematiche da troppo tempo sottovalutate e non risolte.. Ed in questa ottica che nasce a Cosenza, in un momento particolarmente delicato dovuto al diffondersi della Pandemia,
l'associazione denominata "Movimento Popolare per il nuovo Ospedale di Cosenza". L'associazione regolarmente costituita ha eletto alla presidenza della stessa il giornalista Gianfranco Bonofiglio. A farne
parte anche l'avv. Antonio Gerace, il dott. Franco Pichierri, il dott. Stefano Tenuta, Enzo Perri, il dott. Armando Pagliaro, il Prof. Ferdinando Veraldi, il dott. Silvio Sammarco, il dott. Pino Benvenuto, Fulvio Campanaro e l'avv. Salvatore Pichierri. Nel nutrito parterre dei soci costituenti del Movimento molti vantano anni ed anni di esperienza in ruoli apicali e dirigenziali nel mondo della sanità e delle professioni. L'obiettivo principale del Movimento è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica e coinvolgere la partecipazione popolare per il raggiungimento di un obiettivo non più procrastinabile: quello di avviare concretamente la costruzione di un nuovo Ospedale. Del resto è bene rammentare che si discute della costruzione di un nuovo Ospedale a Cosenza sin dalla fine degli anni '70 e nonostante la discussione sia stata avviata oramai da più di 40 anni non si è ancora giunti ad una decisione unanime su dove costruirlo. Non si è ancora scelto il sito dove edificarlo, nonostante i finanziamenti per la costruzione tramite soprattutto l'utilizzo dei fondi Europei siano a disposizione da tempo. Inoltre il grave momento di pandemia vissuto a Cosenza è la chiara dimostrazione di come l'attuale nosocomio dell'Annunziata non sia più nelle condizioni di offrire un livello di sanità in grado di dare risposte reali ai cittadini - utenti. Da anni il dramma del Pronto soccorso rimane insoluto per non discutere della gravità di un personale sempre più esiguo e molto al di sotto delle reali esigenze. Nonostante vi siano fondi certamente non trascurabili già affidati per nuove assunzioni. Basti accennare come addirittura l'attuale Commissario, la dottoressa Giuseppina Panizzoli, abbia utilizzato tali fondi per compensi destinati a straordinario e ad ore aggiuntive dello scarsissimo personale esistente oberato da un aggravio di lavoro insopportabile e fortemente stressante. E'  giunta l'ora di una mobilitazione popolare che supplisca l'assenza delle istituzioni. Per tutto questo Il Movimento Popolare per il nuovo Ospedale di Cosenza farà sentire la propria voce promuovendo non solo iniziative di denuncia ma anche e soprattutto iniziative di dialogo e proposte con il fine di contribuire al miglioramento di una sanità che sia degna di questo nome e che possa offrire all'utente- cittadino il sacrosanto ed inviolabile diritto alla salute.

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Editoriale del Direttore