Il segretario regionale della Spi - Cgil Calabria con delega centri anziani, diritti e benessere, Giannino Dodaro, ha rivolto un forte ed accorato appello al Presidente della Regione Calabria On. Santelli e e tutti i sindaci calabresi per  riaprire i centri di aggregazione sociale per anziani e pensionati. "È noto che questo periodo di emergenza sanitaria che stiamo attraversando a causa del covid-19, abbia colpito tutti i settori produttivi e professionali incrementando maggiormente la crisi socio-economica preesistente nella nostra regione. Per fronteggiare questa difficile situazione, le istituzioni - afferma Giannino Dodaro - si sono impegnate a mettere in campo iniziative per la ripartenza del tessuto economico e sociale che, purtroppo peró, ad oggi non sono state pienamente efficienti per tutti i settori. Tuttavia, come sempre i più penalizzati rimangono gli anziani che, non solo hanno vissuto un periodo di isolamento e solitudine ma in alcuni casi non sono riusciti a provvedere ai propri bisogni primari. Ancora oggi, peró, questa categoria rimane nell'ombra. Infatti, dal momento in cui il Presidente della Regione Calabria ha dato la possibilità di riaprire tutte le attività commerciali, ricreative e turistiche nel rispetto delle norme anti-covid, non ha pensato ai tantissimi pensionati calabresi. Questa categoria, che rappresenta la storia del nostro territorio e che ha contribuito alla crescita dello stesso, ha diritto a frequentare luoghi di aggregazione sociale in cui si svolgono attività motorie, ludiche, didattiche e di prevenzione".  La proposta del segretario regionale dello Spi Cgil Calabria Giannino Dodaro con delega ai centri sociali, diritti e benessere, è quella di costituire al più presto un tavolo di lavoro e di confronto tra sindacati, amministrazioni ed esperti virologi, per stabilire un piano di sicurezza e di prevenzione nei centri di aggregazione sociale della Calabria. "La preoccupazione dello Spi Cgil Calabria - conclude Giannino Dodaro - è quella di salvaguardare la salute dei pensionati calabresi non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. In una regione come la nostra che fortunatamente ha visto pochi decessi per il coronavirus, non possiamo permettere che le fasce più esposte si ammalino di solitudine e di depressione".
Redazione  

Il Primo Ministro On. Giuseppe Conte preannunzia l’alta velocità lungo l’asse Taranto – Reggio Calabria. Un piano di sviluppo strategico che, se attuato, non può che trovare il pieno accoglimento del Comitato Magna Graecia tra i cui obiettivi vi è proprio il piano delle infrastrutture. Il Premier si è soffermato sulla recente messa in funzione del nuovo servizio FRECCIAROSSA tra il Piemonte e la Calabria, nonché sulla necessità di creare un sistema di alta velocità tra Taranto e Reggio Calabria. Il Comitato ha da tempo intrapreso una battaglia verso ogni tentativo di centralismo che risulti penalizzante verso l'area dell'Arco Jonico Sibarita e Crotoniate, vero motore propulsore della piccola e media impresa calabrese, lasciato per troppo tempo nel dimenticatoio e reso periferia nella periferia a causa una deviata visuale centralista che ha localizzato ogni tipologia d'intervento infrastrutturale regionale, geograficamente ad ovest. Accogliamo di buon grado ed apprezziamo che, per la prima volta, venga proferita da una carica pubblica di primo piano una parola in favore dello Jonio. Parimenti vogliamo augurarci che il disegno non sia più quello visto negli ultimi 50 anni, e che ad oggi risulta il medesimo, considerato l'apertura del cantiere al terzo megalotto della statale 106, che nei fatti, arrivato a Sibari, vira verso l'interno, congiungendo ancora una volta la direttrice adriatica con quella tirrenica. Vecchio disegno riproposto ancora oggi che, finora, ha prodotto solo diseconomie, se è vero come è vero, che nei fatti si è pervenuti  alla morte di Corigliano e Rossano, oggi città unica e terza della Calabria e soprattutto della città di Crotone. Solo nella tratta Sibari - Crotone giacciono i 2 porti più importanti dello Jonio Calabrese, un aeroporto mal collegato alla linea ferrata e due città che ormai arrancano finanche nella definizione del concetto di mobilità. Ad oggi per la statale 106, nel tratto succitato, sono previste solo rotatorie e guardrail, in spregio a qualsivoglia principio di modernità e rispetto dei luoghi e degli abitanti.  Pertanto plaudiamo alle dichiarazioni del Primo Ministro, sperando che le stesse siano realmente riguardose delle esigenze di una popolazione e di un'Area, quella Magnograeca, per troppo tempo, bistrattata, dimenticata, esautorata e finanche disconosciuta dai poteri centralisti della Regione Calabria e da una politica locale miope e poco lungimirante, talvolta connivente a sistemi di potere geograficamente allocati nei capoluoghi storici della regione.  Lo Jonio necessita, ancor più di altre realtà regionali, di massicci investimenti strutturali! Il gap che caratterizza l'area di levante rispetto a quella di ponente è sotto gli occhi di tutti, anche di chi finge di non vedere. Chi sostiene il contrario, o è in malafede o mente sapendo di mentire.  Il comitato ha già inviato una lettera aperta alla deputazione parlamentare dell'area Magnogreca, nella quale si chiedeva apposita interrogazione parlamentare circa l'isolamento infrastrutturale e l'allontanamento ed abbandono, da parte dello Stato, sull'asse Sibari-Crotone. Linea ferrata, statale 106, porti di Corigliano Rossano e Crotone, aeroporto di Sant'Anna. Mettendo in rete queste infrastrutture, lo Jonio potrebbe rappresentare il riscatto per l'intera regione Calabria, riverberando benefici economici a tutto il Paese, grazie alla posizione cerniera sul Mediterraneo, che lo pone in una condizione invidiabile verso i rapporti socio-economici con l'oriente. Il presidente Conte ha ribadito la necessità di fare rete a livello infrastrutturale Italiano, ci auguriamo che l'area jonica Magnogreca non rimanga una tessera avulsa, dal mosaico di rinascita del Paese. 


 

Il Sindaco di Milano, Beppe Sala, è uscito con il suo libro, intitolato "Società: per azioni" nel quale si parla di sostenibilità (ovviamente) ma molto di più di politica. "E' l'ora del cambiamento: serve un nuovo socialismo. La sinistra deve recuperare un'idea politica di societa'" Lo afferma Sala  in un'intervista al Corriere della Sera per parlare del suo nuovo libro. Sala si chiede anche: "Oggi la sinistra e' in grado di rappresentare il 40 per cento degli italiani, quel che serve per governare?" La risposta che si da' Sala e': "Temo di no". Ed e' per questo che la sinistra "deve cambiare" perche' se un tempo essa " era rappresentanza" e "la destra era appartenenza" oggi invece "la destra rappresenta, magari male, una parte importante della classe lavoratrice". Quindi, per Sala, "dobbiamo capire come fare per rappresentarla noi". E il sindaco e' convinto che "lo spazio e' enorme". Come e' altresi' convinto che "le disuguaglianze sociali aumentano" cosi' come "piu' ricchezza si crea, piu' si alimenta la poverta'" e forse la ricchezza ha proprio "bisogno di aumentare la dimensione della poverta', se vuole crescere e stiparsi in immense concentrazioni". Conscio di appartenere al "sistema", tuttavia il sindaco Sala dice che "non posso e non voglio abbatterlo. Ma posso e voglio cambiarlo. Anche recuperando idee e parole che abbiamo abolito e relegato nel passato", conclude.

Fonte: affaritaliani.it
Fonte Foto Beppe Sala: affaritaliani.it

In tempi di crisi come quella in corso per effetto della pandemia da Covid-19 è giusto rivolgere alcuni interrogativi alla Governatrice Jole Santelli e al consiglio regionale in carica. Assodato che la Regione Calabria come tutte le altre Regioni non si è mai contraddistinta per un uso parsimonioso del denaro pubblico, basti solo accennare alle 80.000 euro l'anno erogati a beneficio dell'associazione ex consiglieri regionali che godendo del deprecato vitalizio potrebbero loro stessi contribuire alle spese dell'associazione, è opportuno chiedere che fine abbiano fatto le due sedi di rappresentanza della Regione Calabria, quella di Milano a Via Broletto, 16 e quella di Bruxelles. La sede di Milano è stata inaugurata il 20 giugno del lontano 2013 mentre quella di Bruxelles fu oggetto di una interpellanza rivolta a Governo regionale nella passata legislatura dall'allora consigliere regionale all'opposizione Gianluca Gallo, oggi in maggioranza e con l'importante incarico di assessore all'agricoltura. Riportiamo quanto affermava l'assessore Gallo nel luglio del 2019. "Le sedi di rappresentazione della Regione – affermava a suo tempo l'On. Gianluca Gallo  – sono da sempre al centro di grande attenzione e polemiche per i loro costi, spesso ritenuti eccessivi in rapporto all’effettiva utilità delle stesse. Se nessuno dubita che a fini istituzionali possa essere opportuno fare affidamento su un ufficio di rappresentanza nel cuore delle istituzioni europee, è invece scandalosa la circostanza per cui quell’ufficio sia chiuso, e certo non da oggi. Già all’indomani dell’inaugurazione, risalente al Settembre 2015  la questione fu sollevata, in considerazione delle spese legate al mantenimento di una sede nel centro di Bruxelles: il solo canone di locazione annuo è pari a circa 50.000 euro. All’epoca, per individuare il personale necessario a rendere operativo l’ufficio, si sollecitò la giunta ad adoperarsi in tal senso. Nel Luglio del 2017 si giunse alla pubblicazione di un avviso pubblico di selezione di 5 consulenti. Ma neppure ciò, evidentemente, si è rivelato sufficiente". Sarebbe interessante sapere quali siano le decisioni che intenderà prendere in proposito l'attuale Governatrice con la sua giunta. Anche per ridimensionare il flusso di sprechi che finora ha caratterizzato l'Ente Regione. 

Redazione

Oggi, 2 Giugno. si festeggia la nascita della Repubblica con la vittoria della Repubblica nel Referendum che si tenne il 2 giugno 1946 dove si poteva votare avendo compiuto i 21 anni e dove, per la prima volta, votarono anche le donne. L'esito nazionale fu la vittoria della Repubblica con il 54,3% mentre la Monarchia prese il 45,7%. Il voto segnò ancora una volta la netta divisione del Paese con il Nord dove la Repubblica prese una valanga di voti ed il Mezzogiorno, dove, invece per effetto del potere del controllo del territorio da parte dei latifondisti prese molti più voti la Monarchia. Inutile ricordare che fra tutte le Regioni italiane quella dove la Monarchia in percentuale prese più voti fu la Calabria dove la Monarchia con 514.633 voti surclassò di molto ( quasi 200.000 voti) la Repubblica che prese solo 337.244 voti. La Monarchia prese oltre il 60%. Inutile dire che la 'ndrangheta terriera del tempo finanziata, protetta ed alleata con il ceto baronale dominante, i cosiddetti proprietari terrieri latifondisti che volevano la Monarchia per continuare a tutelare i loro interessi e mantenere il popolo alla schiavitù da servi della gleba per lavorare nei campi per un tozzo di pane conservando addirittura il diritto alla prima notte del proprietario terriero ad avere il primo rapporto sessuale con la figlia del colono che si sposava per poi esporre il lenzuolo macchiato di sangue dal balcone per dimostrare l'avvenuta perdita della verginità da parte del signorotto che aveva potere di vita e di morte su tutti, fece votare Monarchia e, quindi, la Monarchia stravinse. Fortunatamente in Italia fu il contrario. Anche allora come sempre la 'ndrangheta fu determinante con un popolo sempre asservito ai potenti. Allora come oggi, in Calabria nulla è cambiato e sono trascorsi ben 74 anni. Certamente non vi è più il "diritto alla prima notte" ma rimangono tanti privilegi pi potenti e tante angherie e soprusi per il popolo che, oggi come allora, non era e non è in grado di ribellarsi e drizzare la schiena. Allora per un tozzo di pane, oggi per una falsa promessa che mai si realizzerà.

Redazione

La norma approvata in pochi secondi che consente anche a chi è chiamato ad espletare il ruolo di consigliere regionale ipoteticamente anche per un solo giorno di poter usufruire della contribuzione per il vitalizio ha suscitato, per come era ampiamente prevedibile, grande clamore anche a livello nazionale. E fra i tanti che sono intervenuti oltre a Di Maio e Toninelli del Movimento % Stelle, anche Matteo Salvini, leader della Lega, partito che in Consiglio regionale vanta ben quattro consiglieri. E sembra che l'iniziativa di tale norma sia partita proprio da qualche consigliere leghista. Ovviamente Matteo Salvini ha criticato fortemente la norma ma non ha fatto cenno alcuno al suo gruppo consiliare regionale. E ad intervenire sulla vicenda anche Carlo Tansi, candidato alla Presidenza della Regione Calabria nelle passate elezioni ottenendo oltre 70.000 voti con il 7,5% e che per effetto di una legga scandalosa e palesemente anticostituzionale, liberticida ed antidemocratica, è rimasto fuori dal Consiglio Regionale. "In relazione alla Legge Regionale - afferma Carlo Tansi - che consentirebbe di attribuire il vitalizio a consiglieri regionali rimasti in carica anche per un solo giorno, Il signor Salvini, vero capo occulto della giunta della Regione Calabria, dopo aver saputo della rapidissima approvazione avvenuta in soli 117 secondi, peraltro all’unanimità e senza alcuna discussione, nell’ultimo Consiglio regionale, ne ha ordinato la revoca e, in ottemperanza all'ordine del "Capo", è stato convocato, per il 3 giugno, una riunione del Consiglio per abrogarla. La scandalosa norma, deve essere cassata non perché lo ordina Salvini, ma perché lo hanno richiesto la valanga dei 20.000 Calabresi che, in poco più di un giorno, hanno sottoscritto la petizione promossa da Carlo Tansi. Callipo ed i Partiti del Centrosinistra, anziché limitarsi ad accettare le "patetiche scuse" dei suoi Consiglieri, farebbero bene a chiederne le DIMISSIONI, SUBITO DOPO LA REVOCA DELLA NORMA. Consiglieri che guadagnano 12 mila euro al mese e che approvano leggi senza nemmeno leggerle, o sono ignoranti ed inaffidabili, oppure sono in malafede e con le loro scuse prendono per i fondelli i calabresi".

Redazione

Il parlamentare Europeo della Lega, il giovane Vincenzo Sofo, è intervenuto nella polemica politica scatenata dalla decisione della Grecia di disincentivare gli arrivi degli italiani nella penisola ellenica. “La Grecia ci sta facendo un favore perché non sta disincentivando i greci a venire da noi bensì il contrario. E siccome i flussi di persone che si spostano dall’Italia alla penisola ellenica sono flussi turistici, invece che incazzarci dovremmo ringraziarli perché - in un momento in cui la creazione dei corridoi turistici rischia di sottrarci turismo internazionale facendoci perdere decine di miliardi di euro - grazie a decisioni come quella della Grecia possiamo compensare trattenendo nel nostro paese i turisti italiani.” L'eurodeputato Vincenzo Sofo ha così lanciato una proposta per sfruttare la situazione a vantaggio delle Regioni del Mezzogiorno d'Italia. “Piuttosto che lamentarci, dovremmo attrezzarci per offrire ai nostri italiani che sognavano le bellezze greche un’alternativa altrettanto valida che abbiamo in casa: la nostra Grecia, la Magna Grecia. Attrezziamo il nostro Sud, potenziamone i controlli sanitari e i collegamenti, aiutiamo hotel bar ristoranti lidi musei ecc. a mettersi in condizione di accogliere in sicurezza. E proponiamo agli italiani la scoperta - conclude Vincenzo Sofo - di un patrimonio storico e culturale eccezionale.”

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