Il movimento civico Tesoro Calabria parteciperà alle ormai imminenti Regionali con tre liste denominate “TESORO CALABRIA”, “CALABRIA LIBERA” e “CALABRIA PULITA”, suddivise in nove liste circoscrizionali da presentare nelle tre zone elettorali in cui è stato frazionato il territorio calabrese.

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Anche a Cosenza è stato costituito il Movimento "Cambiamo" che si ispira al Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. La guida regionale del movimento è stata affidata al senatore Francesco Bevilacqua di Vibo Valentia e già senatore per ben tre legislature.
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E' terminata da qualche ora la segreteria della Lega presieduta dal segretario nazionale, Matteo Salvini, con la partecipazione tenuta a Roma con i 33 componenti della stessa, alcuni in presenza ed altri in videoconferenza. fra i tanti argomenti trattati anche delle regionali in Calabria, per le quali Salvini ha discusso di passi in avanti del partito per le candidature e per l'organizzazione del partito sul territorio, in riferimento alla nomina a segretario regionale del sindaco di Taurianova, Roy Biasi, ( nella foto con Matteo Salvini) che ha interrotto l'infelice esperienza gestionale del partito in Calabria del deputato bergamasco Cristian Invernizzi, prima da Commissario e poi da segretario regionale. Non si è fatto alcun nome quale probabile candidato a Governatore del centrodestra ed appare abbastanza scontato che il nome spetti a Forza Italia anche nella continuità della legislatura interrotta dopo pochi mesi per la scomparsa della compianta Governatrice Jole Santelli. Ma a conclusione dell'incontro qualcuno dei big che hanno partecipato in merito alle regionali calabresi ha ribadito, mantenendo rigorosamente l'anonimato, che il candidato di Forza Italia dovrà comunque essere condiviso e benvoluto dalla Lega. Per come avvenne nelle passate elezioni regionali del 26 gennaio, quando dalla Lega venne posto il veto sul candidato Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza, e venne confermato l'assenso su Jole Santelli che poteva vantare con il leader della Lega, Matteo Salvini, un buon rapporto personale da tanti anni. Chissà, nel caso del nome più probabile ed attualmente il pole position, quello del deputato di Forza Italia, Roberto Occhiuto, se la Lega si pronuncerà favorevolmente o se avanzerà dei veti, anche se sarà molto difficile poterli giustificare con motivazioni plausibili. Ed un veto senza motivazione alcuna non può che crollare miseramente. Ad un mese esatto dalla presentazione delle liste si attende un atto finale e risolutivo e privo di qualsiasi condizionamento di Silvio Berlusconi con la scelta del nominativo. I tempi stringono ed il 14 febbraio si avvicina.

Redazione

A differenza di tutte le altre campagne elettorali le prossime elezioni regionali in programma per il 14 febbraio sono accompagnate sinora dal silenzio tombale dei protagonisti della politica, di ogni colore e di ogni partito. Eppure manca solo poco più di un mese dalla scadenza del 15 gennaio per la presentazione delle liste. Molti si chiedono come si possa votare se si assisterà ad una eventuale crescita di contagi da Covid-19 e tanti si chiedono anche come possano essere raccolte le firme necessarie per quelle liste che necessitano della raccolta firme per poter essere presentate. Tanti confidano in un rinvio e forti sono le pressioni in tal senso anche a Roma da parte di big di partito. Ma non è detto che ciò avvenga realmente. Nel dubbio, volendo o nolendo, i partiti, le coalizioni ed i movimenti dovranno pur iniziare ad affrontare l'appuntamento elettorale. Nel centrodestra è palpabile il vantaggio di essere già pronti con numerose liste e di essere coesi ed uniti. Da sette a nove le liste possibili. Oltre alle liste di partito, la Lega, Fi, FdI e Udc, si aggiungerebbero la Lista del Presidente, la new entry "Cambiamo" di Giovanni Toti, la Casa delle Libertà e, probabilmente, anche la lista di IdM, il movimento di Orlandino Greco, pronto a transitare nel centrodestra. Ben più complicata la situazione di crisi e di immobilismo con divisioni e guerre ataviche nel centrosinistra. Con un Pd paralizzato da un commissariamento mai gradito, con gruppi e sottogruppi in continua guerra, con il partito di Renzi, Italia Viva, che scalpita e chiede decisioni a breve da parte del Pd e con l'eventualità di una inedita alleanza con il Movimento 5 Stelle che, a livello locale, è osteggiata da alcuni parlamentari pentastellati che vedono nell'alleanza con il PD il male assoluto. caos anche nel fronte civico dove fioccano le divisioni e dove, probabilmente, i candidati a Governatore saranno più di uno vanificando in tal modo il momento favorevole e rischiando alla fine che nessuno riesca a superare il fatidico ed anticostituzionale quorum dell'8%. Una soglia assurda che solo in Calabria poteva essere concepita e per la quale neanche il nutrito gruppo di parlamentari calabresi pentastellati, ben 18, ha mai fatto alcuna battaglia. In tale contesto le elezioni si avvicinano e la Calabria continua ad essere la regione più disastrata d'Italia e con la classe politica più scadente e più insignificante di tutta la sua storia.

Redazione

Chi avrebbe mai scommesso anche un solo euro solo qualche anno fa che Taurianova, un paesino di 15.224 abitanti del profondissimo Sud, potesse divenire un giorno la Capitale della Lega (ex Lega Nord) sia in Calabria che, considerate le percentuali raggiunte, di tutto il meridione d'Italia. Già nelle passate elezioni regionali del 26 gennaio la Lega fu il primo partito con il ragguardevole risultato del 22,8% contribuendo al 70.9% preso dalla compianta Governatrice Jole Santelli. Risultato poi confermato dall'elezione con il 59,2% (4.137 voti) del primo sindaco leghista di Taurianova, Roy Biasi. E deve essere sottolineato che la lista della Lega che si è presentata alle elezioni comunali ha eletto ben 4 consiglieri con il 18,1%. Cifre per la Lega da entroterra veneto o della Brianza bergamasca. Non per nulla oggi Taurianova vanta il Presidente f.f., Nino Spirlì ed il Sindaco Roy Biasi incoronato da Matteo Salvini alla guida regionale del partito. Mai Taurianova aveva espresso nella sua storia un segretario regionale del primo partito d'Italia e mai un Presidente di Regione. Quindi Taurianova, a pieno titolo, può definirsi la nuova Capitale della Lega in Calabria ed in tutto il Meridione. Chissà cosa ne pensano i leghisti che un tempo erano seguaci di Bossi o i leghisti veneti seguaci di Zaia. Nella vita ed in politica tutto è possibile. Anche che Taurianova possa divenire la Capitale della Lega. Per come è incredibilmente avvenuto.

Foto: Matteo Salvini con Roy Biasi (immagine tratta dal twitter di Matteo Salvini).
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Dopo lo sfacelo e la tragedia dell'operato del deputato bergamasco, On. Cristian Invernizzi, giunto in  Calabria nel marzo 2019 con il ruolo di Commissario e poi nominato segretario regionale nel febbraio 2020 anche Matteo Salvini prende una posizione riconoscendo la necessità di una svolta. "Roy Biasi, sindaco appena eletto a Taurianova con una lista della Lega, ha la mia stima - ha affermato Matteo Salvini - e sarà tra i protagonisti del rilancio della Calabria. Entro la settimana prossima, la Lega presenterà una nuova squadra con donne e uomini calabresi". Da tempo i leghisti calabresi attendevano una decisione del leader leghista in merito alla paralisi nella quale è precipitata la Lega, assente in qualsiasi dibattito politico e su qualsiasi problematica, nonostante il difficilissimo periodo che la Calabria sta vivendo,soprattutto sul piano sanitario. Il blocco di un segretario regionale che da quasi due anni ha impedito ogni azione politica ha determinato l'uscita di molti esponenti della Lega, soprattutto quelli della prima ora, mortificati da una conduzione nefasta e deleteria. Probabilmente al sindaco di Taurianova, Roy Biasi, verranno affiancati lo stesso On. Invernizzi e il responsabile nazionale  per l'organizzazione, Walter Rauti, ma con ruoli molto ridimensionati. Si cerca, quindi, di correre ai ripari considerando le imminenti elezioni regionali dove la Lega nel voler considerare alcuni recenti sondaggi non supererebbe al momento il 6- 7% dei consensi. Un dato molto, ma molto lontano dal quel 12,2% che gli consentì lo scorso 26 gennaio di eleggere ben quattro consiglieri regionali. Inoltre la Lega non si è ancora espressa con chiarezza sulla probabile candidatura a Governatore per la coalizione  del centrodestra del deputato Roberto Occhiuto di Forza Italia, considerato che la scelta del candidato dovrebbe, per continuità, essere appannaggio del partito di Silvio Berlusconi. Nelle passate elezioni la Lega alzò un muro contro la candidatura del Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e , di riflesso, anche contro quella del fratello Roberto Occhiuto.  Ma oggi la Lega è molto meno incisiva di allora quando il vento leghista spirava forte. Una scellerata conduzione del partito ha prodotto danni notevoli e le urne ne saranno testimonianza. Fortunatamente per la Lega anche Matteo Salvini ha preso coscienza della realtà.

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Indubbiamente qualora si dovesse davvero votare il 14 febbraio ( Covid permettendo) con la presentazione delle liste al 15 gennaio, cioè poco più di un mese, il centrodestra è in palese vantaggio con ben 7 liste pronte al via. Le liste di partito, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e Udc, oltre alla Lista del Presidente, alla lista della Casa delle Libertà e, new entry, la lista di "Cambiamo" di Giovanni Toti, affidata in Calabria al segretario regionale, Francesco Bevilacqua, già senatore per tre legislature. Manca solo la designazione del candidato Presidente che spetta unicamente a Silvio Berlusconi che dovrà scegliere fra il deputato Roberto Occhiuto, che rimane in pole position, la sindaca di Vibo, Maria Limardo, la senatrice Fulvia Caligiuri, l'assessore regionale all'agricoltura Gianluca Gallo ed il Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Ben diversa la situazione nel centrosinistra con un Pd in perenne stato di litigio con un commissario regionale, Stefano Graziano, ex consigliere regionale in Campania, inviso a tutto il partito e con alcune federazioni provinciali commissariate. Un Pd che lancia segnali all'esterno del partito, a movimenti civici e personalità esterne che sembrano cadere puntualmente nel vuoto e che accrescono la già grande confusione con il rischio di ripetere la disastrosa sconfitta del 26 gennaio scorso. Rimangono in pista i nomi di Marco Minniti che rimane in silenzio, il giovane consigliere regionale Nicola Irto e il deputato Antonio Viscomi. Unico elemento di novità di questi giorni caratterizzati da un grande silenzio della politica che attende l'affievolirsi del vento dell'antipolitica alimentato dalla grande crisi economica e dalla sciagura della sanità e l'apertura del Movimento 5 Stelle al dialogo con partiti e movimenti. Infatti fra i pentastellati, dopo il via libera al mandato esplorativo per eventuali alleanze sia da parte dei portavoce che da parte degli attivisti, la fase di incontri è stata affidata ai tre coordinatori per la campagna elettorale regionale, i giovani deputati Riccardo Tucci e Alessandro Milicchio ed il consigliere comunale di Luzzi, Giuseppe Giorno. Ciò potrebbe condurre ad una intesa politica fra i pentastellati e il Pd, surclassando i "duri e puri" del Movimento 5 Stelle calabro che, guidati dal senatore Nicola Morra, non gradiscono alcuna alleanza. Grande confusione anche nei movimenti civici. L'unico a dichiararsi pronto  a candidarsi con le sue tre liste è Carlo Tansi che già alle passate elezioni ha sfiorato il quorum dell'8% ottenendo un lusinghiero 7,2% (58.800 voti). Se il fronte civico dovesse frantumarsi con più candidati sarebbe il suicidio e l'uscita di scena dalle concrete possibilità di essere motore di cambiamento.

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