Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato nei giorni scorsi al Quirinale trentasei onorificenze al Merito della Repubblica che premiano donne e uomini che hanno contraddistinto la loro vita
per la solidarietà, il volontariato, l'inclusione sociale, la cooperazione internazionale, la promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

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In centinaia e centinaia provenienti da ogni parte d'Italia hanno partecipato con entusiasmo al VI Concorso Nazionale di Poesia "Grimoaldo I", divenuto oramai nel tempo un importante ed autorevole appuntamento per tutti gli appassionati della poesia e delle lettere. Ed in relazione agli esiti finali del Premio il Consiglio Direttivo dell'Associazione culturale "Grimoaldo I" ha reso note le decisioni assunte dalla Giuria di Esperti che, dopo lunga ed attenta valutazione sulle opere pervenute, ha stilato le due graduatorie per il conferimento dei Premi relativi alla VI edizione del rinomato "Premio Nazionale di Poesia "Grimoaldo I". Ovviamente per la Pandemia in corso la cerimonia di premiazione non potrà tenersi per come è stato, invece, nella edizioni precedenti. Sarà cura del Consiglio Direttivo contattare i vincitori. Inoltre sono state assegnate oltre alle prime tre posizioni raggiunte per le due sezioni, quella in Lingua Italiana, e quella in Vernacolo, alcune menzioni speciali. "Un ringraziamento dovuto - si legge in una nota del Presidente dell'Associazione e fondatore del Premio, Alessandro Tartaro - e sentito è pertanto rivolto a tutti i partecipanti, per le grandi emozioni che ci hanno fatto vivere attraverso le loro poesie e a Rossana Gallo, Gianfranco Bonofiglio, Eugenio Maria Gallo, Vincenzo Tucci e Francesco Vetere, autorevoli professionisti nel campo della Cultura e componenti la Giuria". Nella sezione in Lingua Italiana a classificarsi nella Prima Posizione Rosella Lubrano di Acqui terme (AL), con la poesia "Amir degli Angeli", in seconda posizione Rosa Rampulla di Cologno Monzese (MI) con la poesia "Silenzio Scalzo", in terza posizione Vito Sorrenti di Sesto San Giovanni (MI) con la poesia "Invocazione alla Pace". Per la sezione in Vernacolo in Prima Posizione Giovanni Reda di Rogliano (CS) con la poesia "Ieri e oje", in seconda posizione Maurizio Notti di Cosenza con la poesia "salite e discese" ed in terza posizione Maria Antonietta Sansalone di Trappeto (PA) con la poesia "Nun è facili 'nvecchari".

 
(nella foto un momento della premiazione della V Edizione 2019 Premio Grimoaldo I)
 
Redazione
 

Il 2020 è al tramonto. Un anno difficile da dimenticare ma che deve essere cancellato. Un anno difficile per la Calabria e per i calabresi. L'anno della forte crisi economica che ha indebolito una struttura economica già vacillante e problematica ma soprattutto l'anno in cui si è svelata al Paese e al mondo la tragica situazione sanitaria frutto di anni ed anni di ruberie, di clientelismo, di affari, di collusione fra 'ndrangheta e carnefici politici che si sono arricchiti a dismisura sfruttando la sanità e sfruttando le coperture istituzionali di tanti rappresentanti dello Stato corrotti e truffaldini che sono il vero cuore pulsante dello strapotere della 'ndrangheta e della classe politica calabrese che, spesso, è ancora peggiore e più deleteria della 'ndrangheta stessa. Riuscirà il popolo calabrese a ribellarsi nel 2021, nell'anno che verrà? riuscirà a svegliarsi come è accaduto a suo tempo in Sicilia o in Campania? Nessuno può dirlo. Certamente la Calabria è rimasta l'unica terra in Italia dove sinora non è riuscita a far breccia una voce di cambiamento, uno spiraglio di speranza. Maca la società civile, manca una voce autorevole della Chiesa, manca una coscienza collettiva, manca l'idea di cittadinanza, tranne qualche piccolo caso isolato che per la sua stessa esiguità non riesce a fare storia. Nel  2021, lanno che verrà, i calabresi andranno al voto e quasi certamente verranno eletti i soliti professionisti della politica, i soliti maneggioni del centrodestra e del centrosinistra che alla regione sono un tutt'uno sempre uniti per spartirsi il potere e  la torta. Soprattutto nella sanità, il vero cuore delle tangenti, del potere clientelare, del carrierismo dei lecchini dei politici, e di tutti gli affari possibili ed immaginabili sempre protetti dall'impunità garantita dalla corruzione delle Istituzioni che in Calabria dovrebbero rappresentare lo Stato, ma, in realtà sono l'architrave portante della massomafia che continua impunita a controllare il territorio. Ma arriva un nuovo anno e la speranza deve rinascere. La speranza deve essere l'ultima a morira anche se in Calabria chi vive di speranza rischia di morire disperato. 

Redazione

Iolanda Cristina Gigliotti nacque in una comunità italiana del Cairo il 17 gennaio 1933, sotto il segno del Capricorno, da genitori calabresi.

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 Pubblichiamo sulla nostra pagina culturale i commenti critici del Prof. Franco Vetere, docente emerito dei licei e noto scrittore, letterato e poeta, su le Odi Barbare: Fantasia" di Giosuè Carducci e su "Pensiero Dominante" di Giacomo Leopardi. Lavori inediti e di notevole spessore letterario.
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Editoriale del Direttore (2)