La magia eterna del Teatro Greco ( di Greta Palermo)
C'è qualcosa che ha avuto inizio secoli e secoli fa e permane ancora oggi. È magia. E l'ha creata l’Uomo. So che sembra assurdo che l'Uomo abbia potuto dare vita a cotanta perfezione, ma è così. Questa magia si chiama teatro Greco. Cos'è il teatro greco? E perché ancora oggi è così importante? Il teatro è la culla dei poli opposti: il bene e il male, il bianco e il nero, la guerra e la pace, l'odio e l'amore. Il teatro è arte che prende forma. È cultura. È storia. È poesia. È laddove l’uomo è una creatura maestosa che si fa carico di macigni e di tormenti, di angosce e di timori. Gli esseri umani, a teatro, sono tali. Si ricordano d’essere, non solo d’esistere. Osservano il mare e vi nuotano. Affogano, talvolta. Ma solo i più saggi sapranno tornare a galla con la consapevolezza di essere salvi. Poiché solo chi sa affogare sarà purificato. In Grecia, il teatro era un'arma che tuttavia poteva sradicare le ribellioni dagli animi dei cittadini oppure alimentarle attraverso la rappresentazione del reale. Tutti dovevano andare a teatro. Il teatro era di tutti. Sei ricco? Vai a teatro. Sei povero? Vai a teatro. Esso era democratico. Il teatro era lo specchio delle sventure ma anche e soprattutto delle battaglie. Il protagonista combatte sulla scena, soffre, è tormentato. Ma non demorde. Non si arrende. E poi tra l'attore e l'uditorio vi è una certa empatia, poiché si stabilisce un legame inestricabile fino alla fine della rappresentazione, sia essa una tragedia o una commedia. Il teatro era un mezzo che garantiva agli ultimi di non essere più ultimi, che ricordava ai primi che non esistevano solo i primi. Era un posto in cui regnavano la bellezza e il bisogno di dire la verità. La parola, a teatro, prendeva forma con una facilità disarmante e a cui, ancora oggi, noi prestiamo attenzione con la consapevolezza che quel che ci è stato regalato ha un valore inestimabile, irraggiungibile. Il teatro greco è così attuale che, attualizzandolo ai nostri giorni, si può racchiudere in un’affermazione di Vittorio Gassman:“Il teatro è una zona franca della vita, lì si è immortali".
Greta Palermo
L’istituto Comprensivo Cosenza III di via Negroni se ne inventa sempre di nuove per far sentire la sua vicinanza agli studenti e questa volta per i saluti di fine anno, di solito contrassegnati da una festa in presenza,la mente vulcanica della prof.ssa Lucia De Fiore ha pensato ad un festeggiamento virtuale. Le classi 1^ A, 3^ A, 2^ D, 2^ G e 3^ G della Scuola Secondaria di Primo Grado si sono collegate online per brindare insieme, coadiuvate dal prof. Igino Vigna, animatore digitale della scuola. Con tavolate imbandite e calici alla mano i ragazzi hanno salutato i loro insegnanti e la dirigente con dediche e poesie, rendendo emozionante e sorprendente il saluto di quest’anno. Non è mancata la presenza dell'Assessore alla Pubblica Istruzione Matilde Spadafora Lanzino.


