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Il 2020 è al tramonto. Un anno difficile da dimenticare ma che deve essere cancellato. Un anno difficile per la Calabria e per i calabresi. L'anno della forte crisi economica che ha indebolito una struttura economica già vacillante e problematica ma soprattutto l'anno in cui si è svelata al Paese e al mondo la tragica situazione sanitaria frutto di anni ed anni di ruberie, di clientelismo, di affari, di collusione fra 'ndrangheta e carnefici politici che si sono arricchiti a dismisura sfruttando la sanità e sfruttando le coperture istituzionali di tanti rappresentanti dello Stato corrotti e truffaldini che sono il vero cuore pulsante dello strapotere della 'ndrangheta e della classe politica calabrese che, spesso, è ancora peggiore e più deleteria della 'ndrangheta stessa. Riuscirà il popolo calabrese a ribellarsi nel 2021, nell'anno che verrà? riuscirà a svegliarsi come è accaduto a suo tempo in Sicilia o in Campania? Nessuno può dirlo. Certamente la Calabria è rimasta l'unica terra in Italia dove sinora non è riuscita a far breccia una voce di cambiamento, uno spiraglio di speranza. Maca la società civile, manca una voce autorevole della Chiesa, manca una coscienza collettiva, manca l'idea di cittadinanza, tranne qualche piccolo caso isolato che per la sua stessa esiguità non riesce a fare storia. Nel  2021, lanno che verrà, i calabresi andranno al voto e quasi certamente verranno eletti i soliti professionisti della politica, i soliti maneggioni del centrodestra e del centrosinistra che alla regione sono un tutt'uno sempre uniti per spartirsi il potere e  la torta. Soprattutto nella sanità, il vero cuore delle tangenti, del potere clientelare, del carrierismo dei lecchini dei politici, e di tutti gli affari possibili ed immaginabili sempre protetti dall'impunità garantita dalla corruzione delle Istituzioni che in Calabria dovrebbero rappresentare lo Stato, ma, in realtà sono l'architrave portante della massomafia che continua impunita a controllare il territorio. Ma arriva un nuovo anno e la speranza deve rinascere. La speranza deve essere l'ultima a morira anche se in Calabria chi vive di speranza rischia di morire disperato. 

Redazione

Iolanda Cristina Gigliotti nacque in una comunità italiana del Cairo il 17 gennaio 1933, sotto il segno del Capricorno, da genitori calabresi.

Mi chiedo spesso cosa ci dia sollievo e gratificazione in un mondo ormai privo di valori. In una società che scombussola e arreca turbamento senza chiedere il permesso. Una realtà, quella che viviamo, che si sgretola tra le nostre mani perché caduca.

Se fino allo scorso anno si sono sfiorati numeri da capogiro come 60mila presenze e 16mila registrazioni delle scuole, quest’anno, con il format completamente digitale, la Notte dei Ricercatori “SuperScienceMe - REsearch is your R-Evolution” ha raggiunto partecipanti di tutte le parti del mondo contando, solo a inizio giornata, 400 classi e 2500 visitatori registrati.

Franco Vetere, docente emerito dei Licei, è un appassionato studioso di cultura classica, poeta, acuto scrittore, critico letterario. Apprezzati in tante manifestazioni culturali i suoi commenti in prosa e versi, sempre carichi e densi di grande significato e sentimento. Abbiamo avuto modo di pubblicare sulla nostra Testata on line i suoi lavori poetici, confidando in una sua costante e gradita collaborazione culturale. Le note critiche saranno curate dal Prof. Eugenio Maria Gallo, anch'Egli docente emerito e famoso critico letterario. Inoltre, Franco Vetere, ha voluto inviare alla nostra redazione i suoi scritti e suoi pensieri sull'attualità della Pandemia e sulle pandemia tra Storia, Poesia e Realtà.
 
ACCORATI PENSIERI sull'attuale calamità pandemica tra STORIA, POESIA e REALTÀ.
 Analogia tra l'odierna morbilità e quella di Atene del 430 a.C., descritta da Tucidide. L'imponderabile mano del destino si abbatte su un' Atene devastata con inverosimile forza drammatica in cui sofferenza e animo sono piegati dal morbo.Le pagine tucididee,narranti l'epidemia, sono le più terrificanti della Storia poiché, con precisa scientificità, descrivono i sintomi fisici del male ma anche gli effetti psicologici sulla vita della Società del tempo, annegata nel terrore del contagio.Si convive con la morte e si è prigionieri di un ansia parossistica dove la paura dell'altro imperversa sovrana.
F.Vetere
 
Motivata e profonda RIFLESSIONE:  
Pandemie storiche, da Atene antecristiana, Firenze del Boccaccio e Milano manzoniana, o altre malefiche morbilità, dovrebbero far meditare l' Umanità sulla caducità dell'Esistenza, non solo falcidiata da cruenti conflitti fratricidi e da esecrabili genocidi..... confermando, così ,la Teoria vichiana dei" corsi e ricorsi storici."                
F. Vetere

ANNI  HORRIBILES:  
430 a.C. , 1348, 1630, 1917, con una fatale falcidie di Umanità si apre un apocalittico scenario nel mondo, ancora inerme contro il letale attacco dei morbi,ma, leggendo le  crude e realistiche pagine  di Camus sull' epidemia di Orano, l'angoscia straziante viene lenita dall'eroico atto dei protagonisti che sperimentano su se stessi la cura per abbattere l'esiziale  calamita'.  Lode anche ai nostri Sanitari, che nell' aspra lotta quotidiana contro la virale malattia, coglieranno alla fine giusta gratificazione per la loro encomiabile missione.
 F. Vetere

Dante, Dies memoriae del Divin Poeta, Epilogo di Inferno Canto 34 come auspicio che si possa uscire da questo orrido scenario di esiziale pandemia,
ricordando le sue ultime parole: "e di lì uscimmo a riveder le Stelle ".
 
I Versi danteschi di Inferno 34 e la struggente nostalgia di Francesca da Rimini nel Canto V, alludono, per similitudine, alla terribile morbilità che ha reso surreale la Nostra non Vita, nella speranza di riavere la perduta umanità, con il rimpianto dei momenti felici, fuori dalle tenebre infernali e verso la Luce.
 
Iliade, Libro I, Mortale epidemia nel campo dei Greci: " A fosca notte libero' Febo dalla corda uno strale ed un terribile ronzio mandò l'arco d'argento, vibrando le mortifere punte, intrise di velenoso unguento, nel campo degli ignari Achei"

SOFFERTA RIFLESSIONE.     
Surreale atmosfera impatta con un fantascientifico scenario che prefigura gravi calamità, riversatesi sulla nostra Penisola come immeritata pena e che solo l'orgoglio e la dignità di un grande Popolo, generatore di Storia umana,potrà mitigare. 
F. Vetere

Antropocentrismo: Concezione antropomorfica che pone l'Uomo come epicentro di tutta la realtà, proprio quella realtà che si sta vivendo oggi, nello spettro epidemico, essendo Egli al centro di indesiderata crisi vitale.
 
Pensieri in piena emergenza epidemica:/Pacato pomeriggio domenicale, immerso nella lettura di critici e appassionanti studi filosofici, lenisce l'ansia del necessario isolamento affettivo, non rassegnato ma foriero di nuova vitale atmosfera.
 
Accorato pensiero :   Momento difficile in piena pandemia impone  amaro e rattristato sfogo per l'invasiva morbilità che attanaglia in stretta morsa l'umanità indifesa per evanescente sicumera intrisa di incosciente spocchia.Ciò che sta accadendo riveste surreale dimensione, come se si vivesse in un sogno a cui si forza il risveglio. Ineluttabile è il fato ma soccombere senza combattere o rassegnarsi è un' onta al proprio IO.            F.Vetere
 
Inferno, Canto V, Nostalgico rimpianto di Francesca: " Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ".......D'obbligo è la similitudine nel momento in cui aleggia un feral clima rimembrare le cose non scalfite da oblio che richiamano alla mente ciò che si è felicemente vissuto ma che il presente fa vivere in amara realtà. 
F. Vetere
 
 
 

Editoriale del Direttore