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Il Magistrato Otello Lupacchini ed il "Sistema Cosenza"

Cultura
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Nei giorni scorsi attraverso la pagina facebook dell'emittente televisiva regionale "Calabria News 24" che vanta ben 170.267 follower e nell'ambito delle iniziative promosse da "Pagine di R-esistenza" coordinate dal docente universitario Giancarlo Costabile si è discusso, con la moderazione dello stesso Prof. Costabile su "Il Sistema Cosenza". Ospiti del dibattito il giornalista Gianfranco Bonofiglio ed il giornalista Saverio Di Giorno. Il tema dell'incontro era il seguente: "Esiste davvero un "Sistema Cosenza"? Quali specificità presenta nell'organizzazione delle relazioni socio-economiche? Chi comanda in città? Qual è il ruolo degli intellettuali dinanzi ai centri di potere locale?". A tali domande hanno risposto, o, almeno hanno tentato di farlo, due giornalisti di due diverse generazioni. Gianfranco Bonofiglio autore del libro "La Città Oscura - Cosenza ed il suo racconto criminale" edito in prima edizione nel lontano 2005 ed i seconda edizione nel 2010 e Saverio Di Giorno, giovane giornalista di soli 22 anni, autore di "Teorema Cosenza" edito da poco tempo. E nell'ambito del dibattito si è discusso anche della relazione che il magistrato Otello Lupacchini, noto per essere stato il magistrato che sbaragliò la Banda della Magliana, confezionò nella sua ispezione presso il Tribunale di Cosenza, oramai datata ai primi anni 2000. Ma lo stesso Otello Lupacchini dal suo profilo Facebook ha voluto scrivere un suo commento sull'incontro e sull'iniziativa televisiva in web sul tema "Sistema Cosenza". La riportiamo integralmente: "Non è saggio cedere al narcisismo mentale e nemmeno aspirare al dominio del mondo schiacciando i propri simili sotto il peso di un potere abusivamente conseguito, con la violenza e/o la frode. Saggio è invece essere uomini liberi, evoluti, che si innalzano con la propria intelligenza, che sfidano la natura - scrive il magistrato Otello Lupacchini - con la forza incontrastata della scienza, con addosso l'entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo e convinti che la sola libertà sia la forza del pensiero. Guardate questo video. Guardatelo sino alla fine. Esso prova che la Calabria non è soltanto terra di malfattori e di ciarlatani, ma anche di Uomini che rifiutano di trasformarsi in topi e, dunque, di seguire pifferai magici, il cui scopo altro non è che condurli alla rovina". Un commento che non può che inorgoglire chi, nonostante tutto, vuole credere o ostinarsi a credere che un giorno anche in Calabria, anche in una città Oscura e priva finora di ogni reazione sociale e civile come la città dei Bruzi, possa nascere una nuova Primavera di legalità e di cambiamento.

Redazione