Il 14 luglio 1970 a Reggio Calabria iniziava la prima e solo rivolta identitaria e popolare che la storia del nostro Paese abbia mai conosciuto, eppure a cinquant’anni di distanza nulla è cambiato perché le questioni che hanno generato la protesta non sono mai state affrontate dai governi che si sono succeduti: è questo, in sintesi, il messaggio di Alfredo Iorio (Calabria prima di tutto), che nell’anniversario della rivolta ha iniziato una nuova protesta. Diversa nelle forme – Iorio ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza dinanzi ad un luogo simbolo della città dello stretto  – ma non negli obiettivi: fare luce sulle problematiche di sviluppo della Calabria e chiamare al confronto il governo centrale, colpevole di averla abbandonata al suo destino di povertà e sottosviluppo. “In cinquant’anni nulla è cambiato, al limite peggiorato: almeno nel 1970 la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista ci promisero posti di lavoro e ci lasciarono, come contentino, un polo industriale e siderurgico, che oggi non crea neanche più occupazione, ma porta solo inquinamento e danni alla salute. Qui si muore come a Taranto, solo che di Gioia Tauro neanche se ne parla. La Calabria- afferma Alfredo Iorio, promotore e fondatore del movimento Calabria prima di tutto - è scomparsa dalle colonne dei giornali nazionali così come da tutti i programmi di investimento del governo: mentre da Roma a Torino e Milano si viaggia da anni ad alta velocità, qui salutiamo come un successo l’inizio della progettazione della rete veloce, mentre sulla linea jonica si viaggia ancora su un solo binario non elettrificato. Per non parlare della statale 106, la “strada della morte” mai ammodernata…” È lungo il cahier de doléances stilato da Iorio, che lo ha spinto ad iniziare uno sciopero della fame, a cinquant’anni esatti da quel primo sciopero generale indetto a Reggio Calabria il 14 luglio 1970, con l’obiettivo di mettere il governo di fronte alle sue responsabilità in merito al mancato sviluppo di questa regione: “Sono cinquant’anni che le sorti della Calabria vengono decise a Roma - conclude Alfredo Iorio - da una classe politica che ha lasciato dietro di sé il deserto: non è un caso che siamo in testa a tutte le classifiche di spopolamento, con almeno 5.000 emigrati all’anno. Se l’obiettivo della politica romana è quello di impoverire il popolo per meglio controllarlo o quello di rendere la Calabria una landa disabitata da riempire con i nuovi schiavi portati da fuori, c’è ancora qualcuno che vuole tenere la testa alta. Questa è una terra di briganti e i briganti, si sa, sono come le serpi: finché non le stuzzichi, non ti mordono. Sono cinquant’anni che ci stuzzicano”.

Redazione

La prima assemblea regionale della Calabria venne eletta nelle elezioni regionali del 7 e 8 giugno del 1970 e la prima seduta del consiglio regionale si tenne il 13 luglio. Da allora sono trascorsi esattamente 50 anni. Mezzo secolo di regionalismo contrassegnato da un costante degrado anche del livello della classe politica calabrese. Basta solo leggere i nomi dei primi quaranta consiglieri regionali  vennero eletti nella Prima Legislatura. Il confronto con la classe politica di oggi è improponibile. Deve essere anche sottolineato che nel 1970 la politica in Calabria era espressione di una società dove i valori avevano un senso e dove la politica era ancora contrassegnata da preparazione culturale, passione e militanza. Oggi la passione, la militanza e la preparazione culturale sono un grave handicap e sono ostativi per potersi impegnare in politica. Per non discutere dei valori dell'onestà e della corretteza. Termini che allora avevano un significato e che oggi, invece, fanno sbellicare dalle risate. E' il caso di elencare i nomi degli eletti in rigoroso ordine alfabetico: 
Algieri prof. Armando
nato ad Acri (Cs) il 6 febbraio 1938, eletto nella lista del PCI con 7.433 voti.

Alvaro sig. Saverio
nato a Giffone (Rc) il 29 febbraio 1916, eletto nella lista del PSI con 7.405 voti.

Aragona dott. Consalvo
nato a Cosenza il 27 marzo 1916, eletto nella lista del PSI con 9.472 voti.

Bevilacqua prof. Francesco
nato a Lametia Terme (Cz) il 22 gennaio 1928, eletto nella lista della DC con 9.282 voti.

Casalinuovo avv. Mario
nato a Catanzaro il 18 maggio 1922, eletto nella lista del PSI con 12.173 voti.

Cassadonte rag. Vincenzo
nato a Squillace (Cz) il 9 maggio 1924, eletto nella lista PSU-PSDI con 3.525 voti.

Chiriano avv. Rosario
nato a Filadelfia (Cz) il 23 gennaio 1934, eletto nella lista della DC con 9.785 voti.

Corigliano avv. Ernesto
nato a Cosenza il 15 novembre 1921, eletto nella lista della DC con 14.461 voti.

Donato avv. Angelo
nato a Chiaravalle Centrale (Cz) il 12 aprile 1934, eletto nella lista della DC con 10.626 voti.

Falvo avv. Benito
nato a Scigliano (Cs) il 6 aprile 1924, eletto nella lista del MSI con 4.920 voti.

Ferrara avv. Aldo
nato a Serra San Bruno (Cz) il 18 dicembre 1921, eletto nella lista della DC con 18.656 voti.

Fittante prof. Costantino
nato a Chiaravalle Centrale (Cz) il 1 febbraio 1933, eletto nelle lista del PCI con 5.412 voti.

Fragomeni sig. Giuseppe
nato a Siderno (Rc) il 21 ottobre 1914, eletto nella lista del PCI con 6.682 voti.

Guarasci prof. Antonio
nato a Rogliano (Cs) il 7 maggio 1918, eletto nella lista della DC con 18.687 voti.

Guarascio prof. Giuseppe
nato a Cotronei (Cz) il 7 ottobre 1928, eletto nella lista del PCI con 15.654 voti.

Intrieri dott. Domenico
nato a Celico (Cs) il 15 aprile 1920, eletto nella lista della DC con 14.092 voti.

Iuliano prof. avv. Tommaso
nato a Tiriolo (Cz) il 31 gennaio 1920, eletto nella lista del PCI con 10.128 voti.

Jacopino dott. Pasquale
nato a San Lorenzo (Rc) il 1 giugno 1910, eletto nella lista della DC con 15.913 voti.

Jozzi geom. Pasqualino
nato a Verzino (Cz) il 10 maggio 1913, eletto nella lista del PCI con 9.550 voti.

Latella dott. Consolato Paolo
nato a Siderno (Rc) il 3 agosto 1909, eletto nella lista del PSI con 7.334 voti.

Ligato dott. Lodovico
nato a Reggio Calabria il 15 agosto 1939, eletto nella lista della DC con 13.150 voti.

Liguori dott. Giorgio
nato a Montegiordano (Cs) il 1 ottobre 1922, eletto nella lista della DC con 11.301 voti.

Lupoi prof. Antonino
nato a Sinopoli (Rc) il 24 dicembre 1914, eletto nella lista della DC con 14.321 voti.

Mallamaci dott. Benedetto
nato a Motta San Giovanni (Rc) il 29 gennaio 1926, eletto nella lista PSU-PSDI con 3.414 voti.

Marini avv. Giuseppe
nato a Montepaone (Cz) il 6 ottobre 1907, eletto nella lista del MSI con 5.004 voti.

Martorelli avv. Francesco
nato a Cosenza il 6 gennaio 1929, eletto nella lista del PCI con 7.019 voti.

Mundo avv. Antonio
nato ad Albidona (Cs) il 3 gennaio 1938, eletto nella lista del PSI con 8.807 voti.

Nicolò sig. Giuseppe
nato a Bova Marina (Rc) il 12 settembre 1924, eletto nella lista della DC con 18.185 voti.

Oliverio sig. Giuseppe
nato a San Giovanni in Fiore (Cs) il 21 ottobre 1917, eletto nella lista del PCI con 13.454 voti.

Palermo prof. Fedele
nato a Carolei (Cs) il 30 aprile 1922, eletto nella lista della DC con 12.517 voti.

Passafari dott. Vittorio
nato a Borgia (Cz) il 24 febbraio 1918, eletto nella lista del PSI con 4.356 voti.

Peltrone dott. Vincenzo
nato a Badolato (Cz) il 5 agosto 1920, eletto nella lista della DC con 12.588 voti.

Perugini dott. Pasquale
nato a Cosenza il 5 luglio 1926, eletto nella lista della DC con 20.106 voti.

Rende dott. Mariano
nato a Bisignano (Cs) il 19 luglio 1928, eletto nella lista della DC con 14.370 voti.

Rossi prof. Tommaso
nato a Cardeto (Rc) il 25 agosto 1927, eletto nella lista del PCI con 8.924 voti.

Scaramuzzino dott. Antonio
nato a Lametia Terme (Cz) il 26 novembre 1928, eletto nella lista del PRI con 5.756 voti.

Scarpino rag. Sergio
nato a Catanzaro il 25 gennaio 1937, eletto nella lista della DC con 10.330 voti.

Scudo dott. Giovanni
nato a Reggio Calabria il 14 aprile 1919, eletto nella lista del PCI con 5.735 voti.

Torchia prof. Giuseppe
nato a Miglierina (Cz) il 29 luglio 1930, eletto nella lista del PLI con 2.494 voti.

Valentini prof. Scipione
nato ad Altilia (Cs) il 4 ottobre 1915, eletto nella lista del PSIUP con 2.942 voti (*).

Molti i nomi che poi ebbero un ruolo importante anche successivamente nella storia politica calabrese ed anche nazionale. Solo per citare alcuni esempi Mario Casalinuovo divenne Ministro dei lavori pubblici, Francesco Martorelli fu parlamentare per tre legislature, Costantino Fittante, eletto deputato nel ‘83, Giuseppe Guarascio, eletto senatore nel ‘83, Giuseppe Mascaro, eletto senatore nel’ ’83, Antonio Mundo, eletto deputato nel ‘83, nel ‘87 e nel ‘92, Pasquale Perugini, eletto deputato nel ‘83 e senatore nel ‘87, Rosario Chiriano, eletto deputato nel ‘87, Angelo Donato, eletto senatore nel ‘87 e nel ‘92, Benito Falvo, eletto deputato nel ‘94, Tommaso Rossi, parlamentare europeo dal '85 all '89. Un parterre di grande prestigio. Nomi importanti con storie personali notevoli. Esattamente il contrario di oggi dove imperano nomi di illustri sconosciuti sul piano civile e culturale ma molto conosciuti  alle cronache giudiziarie. Questa era la Calabria e la società degli anni '70. Oggi la classe politica attuale riflette la società calabrese dell'oggi. Come sosteneva Socrate nell'antica Grecia "ogni popolo merita il governo che vota".

Redazione


 

Carmine Bruno è un giovane che ha creduto nella Lega in Calabria in tempi non sospetti, quando dichiararsi leghista in Calabria poneva a rischio la propria incolumità fisica e quando la Lega iniziava timidamente la sua conversione meridionalista con il Movimento "Noi Con Salvini"  costituito ufficialmente il 19 dicembre 2014, esattamente un anno dopo alla nomina dalla segreteria nazionale della Lega Nord di Matteo Salvini del 15 dicembre 2013. E Carmine Bruno aderisce al Movimento Noi con Salvini nel 2014, quindi, leghista della primissima ora. Giustamente si definisce nella sua lettera aperta indirizzata a Matteo Salvini militante storico ed ex segretario regionale della "Lega Giovani Calabria", ruolo ricoperto con l'entusiasmo tipico degli anni giovanili e di chi crede fermamente nelle idee che porta avanti. E nella lunga lettera aperta indirizzata a Matteo Salvini della quale riportiamo alcune parti si legge " ho deciso di scriverti questa lettera perché dopo mesi di silenzio e dopo tutte le operazioni “Distruttive” dei tuoi illustri rappresentanti e da te avallate in Calabria sento l'esigenza di esprimere tutto il mio dissenso e il mio pensiero in merito; come ben sai ho ricoperto un ruolo nel tuo partito, un ruolo, che contrariamente ai tuoi attuali rappresentanti ha rappresentato con mia grande soddisfazione una fase costruttiva nella mia terra culminata con l'elezione al parlamento Europeo di Vincenzo Sofo, un giovane come me figlio di quello spirito di idee giovanili e liberali e soprattutto figlio di questa terra.  E’ per questi giustificati motivi che ho deciso di scriverti questi sostanziali concetti, e per questi, ho deciso di prendere le dovute distanze dal tuo partito e considerando i personaggi che ti rappresentano e che tu hai autorizzato a rappresentarti in tutto e per tutto malgrado le innumerevoli segnalazioni negative sarei ben lieto che il mio nome non venga piu accomunato o accostato al tuo partito nella mia Regione. Ho aderito al tuo progetto politico nel lontano 2014, ho partecipato a cinque Pontide, tre edizioni della scuola politica di partito tra Roma e Milano, decine e decine di manifestazioni di piazza in tutta Italia e ho persino rappresentato i giovani della mia regione ad una puntata del Maurizio Costanzo show nel 2018 mettendoci la faccia davanti a tutta la nazione. Da segretario regionale dei giovani ho dato il massimo, grazie anche all'aiuto dei miei genitori che mi hanno sostenuto con onesti sacrifici in questa avventura. Credevo in te e nella battaglia che stavi portando avanti contro questa Europa. Ricordo di aver aderito alla lega in seguito ad una trasmissione di LA7, quando ad un certo punto hai mostrato a tutti un libro del prof. Alberto Bagnai. Ma soprattutto credevo che avessi a cuore anche il cambiamento del sud e della mia terra, la Calabria. Ci hai illusi tutti, da tutte le piazze calabresi parlavi di giovani e affermavi con forza e convinzione che, in caso di vittoria alle regionali, avresti rivoltato la politica regionale calabrese come un calzino. Musica per le nostre orecchie !! nulla di tutto cio’, risultato: ci hai mandato un commissario punitivo che attualmente per meriti di grande esperto di demolizioni potrei definire il capo ruspa del plotone delle ruspe da te un tempo capitanato e che attualmente giacciono tutte inermi ed arrugginite nei capannoni della regione Calabria ; ebbene, questo capo ruspa è stato promosso da te notte tempo “segretario regionale” per particolari meriti demolitori. Hai deciso di affidare a livello dirigenziale il partito in Calabria per i prossimi anni ad una coppia di personaggi inediti e arroganti, Invernizzi e uno sconosciuto Rauti, due neofiti del dialogo. D'altronde anche la nomina esterna in giunta del vice presidente Nino Spirlì, è un capolavoro di alta politica che nessuno da queste parti ha capito e che solo un grande taumaturgo come te poteva tirar fuori dal cilindro magico. Mai potevo immaginare che quella stessa maglia che indossavi qualche anno fa con lo slogan “ruspe in azione” la dovessimo un giorno utilizzare contro di te e la classe dirigente che oggi ti rappresenta. Hai promesso in lungo e largo il cambiamento, di puntare su persone nuove e giovani e alla fine hai dimostrato di essere peggio di tutti gli altri. Il tuo partito in Calabria è una ricicleria. Più che il partito del cambiamento il tuo è stato il partito del rispolvero e dell’accomodamento dei vecchi arnesi politici che tanto male hanno fatto a questa terra; chi l'avrebbe mai detto, quelli che avremmo dovuto combattere politicamente parlando si intende, quelli che hanno ridotto questa regione all'ultimo posto di tutte le classifiche Istat, quelli che erano in Forza Italia quando questo movimento andava per la maggiore e conveniva farne parte, ebbene, a tutti questi hai consegnato il partito. Giusto per fare un esempio, a Reggio Calabria città dove tu dovrai esprimere il candidato sindaco hai scelto di affidarti a politici che rappresentano la vecchia politica gestionale in quella città nonostante Andrea Crippa, vice segretario della lega dinanzi a circa 500 militanti, poco più di un anno fa, in un magnifico convegno da me organizzato nella mia cittadina di Roccella Jonica presso il Convento dei Minimi aveva completamente chiuso le porte a tutti gli esponenti espressioni della vecchia politica citando espressamente in negativo e chiaramente quale esempio calzante, l’ex governatore Giuseppe Scopelliti. Ricordo perfettamente che la consigliere regionale Tilde Minasi, seduta tra i primi posti, si alzo’ stizzita e con una chiara espressione di dissenso abbandono’ la sala; per i pochi che non lo sapessero la Minasi è stata e forse lo è ancora una valida rappresentante e sostenitrice della corrente dell'ex governatore Scopelliti. Sempre per i pochi che non lo sapessero attualmente è la capogruppo della Lega presso il Consiglio Regionale; sono queste le stranezze della politica alle quali pensavamo che la Lega non ne fosse abituata, vero On. Crippa?. Ormai sembra un metodo applicato in tutte le provincie quello di dialogare o meglio approcciare politicamente con i vecchi arnesi della politica. Come fai ad andare in tv a parlare di cambiamento, di un mondo migliore da lasciare ai giovani quando in Calabria sei rappresentato da una classe politica che sulla coscienza ha i tanti problemi della nostra terra? A questo punto mi viene un dubbio; siamo sicuri che quello visto ed ascoltato nei tanti comizi elettorali in Calabria fossi tu? oppure era “Crozza” che sotto le tue sembianze con imitazioni mirate e perfette prometteva tutto ed il resto di tutto con l'intento di sputtanarti? Ti abbiamo accolto insieme a qualche tuo giovane parlamentare in questi anni con gioia. Ti abbiamo dato il cuore, ti abbiamo anche dato l'onore di venire nella nostra terra per promettere il cambiamento e mettere veti politici su quello e quell'altro quando in realtà l'unico veto politico che noi calabresi dovevamo porre era proprio su di te e la tua classe dirigente che hai spedito nella nostra terra per rappresentarti . Hai tradito tutti noi, vederti scendere nei sondaggi non è una sorpresa considerando quello che hai fatto In Calabria dove hai disatteso tutte le legittime aspirazioni che ci avevi promesso. Ricordati che i Calabresi siamo gente “Tosta” generosa si, ma non fessi e non dimentichiamo facilmente. Da questa storia abbiamo imparato tanto, non pensare che con il tuo tradimento ci hai tarpato le ali perche’ noi riprenderemo a volare alto per visualizzare meglio le nostre idee e il nostro amato territorio di Calabria. Ci siamo rialzati piu’ forti e propositivi che mai con una gran voglia di ripartire verso quella rivoluzione politica che tanto abbiamo sognato, saremo noi stessi i condottieri del cambiamento, abbiamo capito che la Calabria è dei Calabresi onesti, lavoratori ed intellettuali che con la loro semplicità, il loro ingegno, spesso esportato in tutto il mondo, sapranno sicuramente gestire quel “Tesoro Calabria” che la natura ci ha regalato".
Carmine Bruno
 


 
 
 
 

Il Sindaco di Cosenza Occhiuto e il Sindaco di Rende, Manna, chiedono alla Presidente della Regione Santelli l'istituzione immediata della circolare veloce Cosenza-Rende-Unical e la fornitura di bus elettrici da destinare al servizio. Una duplice richiesta: autorizzare nell'immediato l'istituzione della circolare veloce unica Cosenza-Rende-Unical e la fornitura di bus elettrici da destinare al servizio integrato di mobilità unica urbana. E' quanto chiedono in una lettera a firma congiunta, indirizzata alla Presidente della Giunta regionale della Calabria, Jole Santelli, i Sindaci di Cosenza, Mario Occhiuto, e di Rende, Marcello Manna. “Con la ripresa delle attività scolastiche, alla fine dell'estate- scrivono Occhiuto e Manna – si riproporranno le consuete problematiche di mobilità nell'area urbana Cosenza/Rende. Questa situazione produrrà una forte domanda di mobilità pubblica alla quale si dovrà rispondere con un'ampia ed effettiva offerta di servizi, anche al fine di contenere la diffusione del Covid-19 che, per quanto in fase regressiva, è pur sempre vivo e contagioso”. A questo proposito Occhiuto e Manna chiedono alla Santelli di autorizzare sin da subito la circolare unica veloce Cosenza-Rende-Unical, “considerato – sottolineano nella lettera alla Presidente della Regione - il tessuto urbano senza soluzione di continuità tra i due comuni, con conseguenti ripercussioni sulla mobilità delle persone. La riprogettazione del sistema di mobilità pubblico, vista l'emergenza – sostengono Occhiuto e Manna – per essere effettivo ed efficace, in vista della riapertura, a settembre, dell'anno scolastico, necessita di scelte immediate che consentano l'espletamento di tutti gli accorgimenti (corsie pereferenziali, percorsi, orari, turni di lavoro, ecc.) per la piena e completa operatività. L'esistenza dell'area urbana Cosenza-Rende, del resto – prosegue la lettera dei Sindaci dei due comuni -. è stata ufficialmente riconosciuta dalla Regione Calabria, già in base a quanto riportato dalle linee guida del Piano regionale dei trasporti, nelle quali è detto che “l'armatura urbana calabrese vede, oggi, come città più importanti Reggio Calabria, Catanzaro e la conurbazione Cosenza-Rende”. Più recentemente – fanno notare Occhiuto e Manna – è stata formalizzata in altre ed importanti procedure amministrative, come ad esempio nel P.I.S.U., nelle quali proprio formalmente e non solo sostanzialmente, si parla di Area Urbana Cosenza-Rende. Il tessuto urbano unico Cosenza-Rende manca di un relativo servizio di trasporto pubblico urbano unico, agognato dalla comunità e che aveva trovato vasto e diffuso consenso nella sua prima sperimentazione del 2014. Del resto – fanno osservare i primi cittadini di Cosenza e Rende – la legge regionale n.23 del 7 agosto 1999 (recante norme per il trasporto pubblico locale) consente una tale programmazione, quando, alla lettera c1) definisce i servizi urbani di trasporto pubblico “se svolti nell'ambito del territorio di un Comune caratterizzati da una frequenza medio-alta di corse, in presenza di una sostanziale continuità di insediamenti urbani, oppure necessari a collegare il centro urbano con lo scalo ferroviario e/o con l'aeroporto situati anche nel territorio di comuni limitrofi. Anche con riferimento al Programma pluriennale del trasporto pubblico locale 2019-2021 (DGR 402/2019) – prosegue la lettera dei Sindaci di Cosenza e Rende – è stato già istituito l'Ambito di Area Urbana di Cosenza-Rende e nelle riunioni del tavolo permanente dei soggetti con funzione di programmazione per la formazione del Programma Pluriennale del Trasporto Pubblico Locale 2019-2021 è stato chiesto ai Comuni dell'Ambito di Area Urbana di Cosenza-Rende di fornire al Settore trasporto pubblico locale della Regione Calabria e all'Autorità Regionale dei Trasporti (ARTCal) informazioni sull'approvazione delle convenzioni istitutive degli Ambiti Territoriali. La Circolare veloce Cosenza-Rende-Unical costituisce l'elemento fondamentale dei percorsi di Trasporto Pubblico Locale previsti nella pianificazione d'ambito di imminente formazione”. Occhiuto e Manna prospettano alla Presidente Santelli l'esigenza di istituire la circolare veloce Cosenza-Rende-Unical come un'esigenza ancora più impellente, “considerate, inoltre, le risapute problematiche della metroleggera che riguardano il prolungamento della prevista durata dei lavori ed i conseguenti disagi”. Occhiuto e Manna rappresentano, infine, alla Presidente Santelli “gli effetti benefici, in termini di ecosostenibilità nell'utilizzo del mezzo pubblico al fine di diminuire l'inquinamento ambientale, anch'esso ritenuto un fattore di aumento del rischio della persistenza e diffusione del virus Covid-19”.

Redazione

 

Oramai il segretario regionale della Lega, il deputato bergamasco Cristian Invernizzi è in pianta stabile negli uffici della immensa cittadella regionale. Essendo tempo di nomine è ovvio che sia così. La Lega è un partito nato con Bossi alla fine degli anni '80 e quindi conosce bene quale importanza abbiano le nomine di sottogoverno. Lo stesso Invernizzi inizialmente seguace di Bossi e negli anni passati acceso antimeridionalista, dopo la catarsi con Salvini e la trasformazione in politico bergamasco meridionalista, è ben consapevole di come l'apparato di potere del sottogoverno sia il modello principe per la conquista ed il radicamento del consenso. Dopo essersi consultato con il consigliere regionale Pietro Molinaro ed il deputato lametino Domenico Furgiuele ed in seguito alla rinuncia alla nomina di Presidente della Sacal dell'ex senatrice leghista Anna Maria Mancuso che vive a Monza ma è calabrese d'origine, è iniziata una forte interlocuzione con l'Udc. Colloquio che potrebbe scaturire nella nomina a Presidente Sacal, la società che gestisce gli aeroporti calabresi, dell'ex Sindaco di Lamezia Terme, Pasqualino Scaramuzzino che è stato anche presidente della Fondazione Terina. L'interlocuzione ha ovviamente coinvolto Franco talarico, esponente di punta dell'Udc calabrese. Il nome di Scaramuzzino sembra essere quello attualmente in pole position ma la nomina di Presidente della sacal è nomina molto ambita e, quindi, fin quando il nome non sarà definitivo tutto è ancora possibile. Soprattutto quando si pone in atto il vangelo della politica, il mai tramontato ed eterno "Manuale Cencelli", il tanto amato manuale che divide la torta delle nomine attraverso la spartizione delle stesse con la decisione dei capi - partito. Come si usava fare sin dagli albori della Prima Repubblica e come si usa fare anche oggi nella famigerata Seconda Repubblica e come si farà sempre in eterno, soprattutto in Calabria, terra dove "tutto cambia ma mai nulla cambia" per come affermò Tancredi, nipote prediletto del Principe Fabrizio Salina, nel bellissimo libro edito nel 1958 "Il Gattopardo", scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La Lega che in Calabria doveva essere una grande novità è invece identica agli altri partiti che l'hanno preceduta negli anni passati. E' proprio vero che "tutto cambia e mai nulla cambia".

Redazione
 

Non è detto che alcuni segnali già in atto non possano concludersi con un bel rimpasto di giunta che potrebbe essere concretizzato dopo l'appuntamento elettorale del 20 settembre negli ultimi giorni dello stesso mese.. I segnali vi sono tutti. La Lega che con un lapidario intervento del Segretario regionale, il deputato bergamasco Cristian Invernizzi, chiede ufficialmente di riflettere sulla posizione in giunta dell'assessore regionale Domenica Catalfamo in evidente difficoltà per alcune vicende giudiziarie, e Fratelli d'Italia che, forte del vento in poppa con i sondaggi che la quotano al 15% vorrebbe un maggior peso in giunta e, soprattutto, un maggior peso tra le tante appetibili nomine di sottogoverno quali l'Arpacal, la Sacal, la Sorical e così via. Indubbiamente Fratelli d'Italia non può tacere dinanzi allo straripare della Lega che sembra fare incetta di tutto e di più con chiaro riferimento alle nomine più importanti e "pesanti" in assoluto che sono quelle del mondo della sanità. Il mondo più politicizzato fra tutti i settori esistenti Il desideratissimo mondo della sanità denso di potere, di nomine e di tutto. Del resto fra i corridoi del mondo politico calabrese sembra ripetersi come un mantra quella maledizione tipica di tutti i Presidenti della Regione Calabria che dopo la loro esperienza di Presidenti hanno chiuso la loro carriera politica. Quello delll'uomo solo al comando, con la novità che nel caso della Presidente Jole Santelli dovrà essere rettificato in "la donna sola al comando". Ma al di là di differenze di genere la sostanza rimane identica. La stanza del potere del decimo piano della "magica" cittadella porta naturalmente ad una posizione dominante che inevitabilmente desta pensieri e preoccupazioni negli alleati di turno che vorrebbero ed aspirano a sempre maggiori spazi di potere. Il vero "succo" della politica calabrese e del "Palazzo regionale". I problemi annosi ed irrisolti da decenni del calabresi, quelli, possono, ovviamente attendere. Fra nomine da fare, potere da gestire la Governatrice Santelli non avrà difficoltà a far quadrare il cerchio con i suoi alleati. Ma se dovesse continuare nella gestione da "donna sola al comando" allora potrebbe, effettivamente, essere costretta fra qualche mese ad un rimpasto di giunta. Nulla di eclatante, non è la prima volta e non sarà l'ultima.

Redazione

 La Lega di Matteo Salvini è al 26%, secondo l’ultimo sondaggio di Demopolis per la trasmissione di La7, Otto e Mezzo. Il Carroccio ha quasi cinque punti di vantaggio rispetto al Pd. Il Partito Democratico di Nicola Zingretti è al 21,2%. Questi sondaggi politici danno poi il Movimento 5 Stelle al 15,8%. E per l'M5S si profila la minaccia di Fratelli d’Italia visto che il partito guidato da Giorgia Meloni è ora al 15%. A seguire, il sondaggio Demopolis vede Forza Italia al 6%, mentre La Sinistra (ovvero Sinistra italiana e Leu) è al 3,4%. Italia Viva di Matteo Renzi è vicinissima, visto che i sondaggi in questione la danno al 3,2%. Azione di Calenda? Al 2,5%. Nessun altro partito riesce a superare la soglia del 2%. Gli indecisi sono tanti: stando ai sondaggi Demopolis al 19%, mentre l’affluenza stimata è del 68%. Una riflessione che emerge dal sondaggio di Demopolis è sul trend registrato dalle europee del maggio 2019 ad oggi. La Lega di Matteo Salvini ha perso oltre otto punti (dal 34,3% al 26% rilevato in questi sondaggi). Mediamente stabili, anche se in leggero calo, il Pd e il Movimento 5 Stelle. Fratelli d’Italia è il partito che registra la crescita più importante: il partito di Giorgia Meloni ha quasi triplicato i consensi in un anno, passando dal 6,4% delle europee al 15% di oggi. La forbice tra il primo e il quarto partito italiano (Lega-Fratelli d'Italia) si è notevolmente ridotta: dal 28% di un anno fa ai soli 11 punti di differenza di oggi.

Fonte: affaritaliani.it 

Fonte Foto : affaritaliani.it

Editoriale del Direttore