Non vi è dubbio alcuno che con la Presidenza del Consiglio a guida Giorgia Meloni e che con Fratelli d'Italia che ha travalicato nei sondaggi il 30% si è oramai consolidato l'avvio della terza Repubblica a guida Meloni e con il tramonto, se non altro per ragioni anagrafiche, del protagonista della seconda Repubblica, Silvio Berlusconi.

E lo stesso Berlusconi consapevole di una posizione secondaria rispetto alla Meloni che non accetterà mai considerato il fatto che, per come scrive Francesco Verderame sul Corriere della Sera, "non sopporta nessuno sopra di lui" è pronto a rilanciare un patto federativo con la Lega di Matteo Salvini.

Ma su un patto federativo che potrebbe nascere vi è, in concomitanza, un patto federativo che si è frantumato. Ed è quello fra il Nuovo Psi di Stefano Caldoro e Forza Italia. Patto Federativo che era in vigore sin dal 1994, anno di nascita di Forza Italia.

L'On. Stefano Caldoro con Silvio Berlusconi

Oramai è chiaro che la leadership del centrodestra della giovane 45enne Giorgia Meloni non potrà che accelerare la fase discendente di Silvio Berlusconi e il calo di Matteo Salvini che, soprattutto nelle regioni del Nord, continua a perdere consenso.

"Seguiremo con interesse le proposte della premier", dice il socialista Caldoro, "A partire dalla riforma sul presidenzialismo". E sul piano delle Regioni e delle amministrazioni municipali molti che da Forza italia e Lega sono già transitati in Fratelli d'Italia e in tanti altri attendono gli eventi.

"Ridefinire il ruolo dei riformisti e liberali nel centrodestra è la sfida di oggi". Così il "Nuovo Psi" di Lucio Barani e Stefano Caldoro presenta i suoi obiettivi, guardando con particolare interesse a Giorgia Meloni.

Il simbolo del "Nuovo Psi"

Stefano Caldoro, 61 anni, già Ministro e già Presidente della Regione Campania, attualmente leader dell'opposizione in consiglio regionale in Campania, si è dimesso da responsabile del dipartimento  "Autonomie" del partito degli azzurri con una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi.   

Addio condiviso con il consigliere regionale casertano Massimo Grimaldi, vice coordinatore regionale, alla quarta elezione in Regione, uno da oltre 50 mila preferenze.

Stefano Caldoro ha evidenziato come su ben 5 Ministri di Forza italia del Nord non ve ne sia nessuno del Sud. Inoltre Caldoro ha anche sottolineato nella sua missiva a Berlusconi "una scarsa ed insufficiente visione del partito sul ruolo della Campania e del Sud".

Con la scelta di Stefano Caldoro sia alla Regione Campania che nella città di Napoli spariscono i gruppi consiliari di Forza Italia.

Sarà molto interessante osservare se Stefano Caldoro e Lucio Barani saranno interessati a ricostruire e rifondare il Nuovo Psi anche nelle altre regioni e,soprattutto, nelle regioni del Sud.
 
In particolar modo in Calabria dove il Nuovo Psi sino al 2010 è stato anche rappresentato in Regione e dove ha avuto una sua storia ed una sua rappresentanza, figlia di un partito socialista che nella Prima Repubblica, ha rivestito in Calabria un ruolo da indubbio protagonista.
 
Redazione

Editoriale del Direttore