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La crisi economica in seguito alla pandemia da Covid assume ogni giorno dimensioni sempre più preoccupanti. In una realtà economica fragile come quella calabrese è ovvio che il blocco delle attività commerciali, la chiusure delle attività di ristorazione e la oramai certa crisi del settore turistico oltre al fermo delle attività artigianali non poteva non creare situazioni di incertezza e di  nuove povertà. Tantissime le famiglie senza reddito. Ed in merito a tale grave situazione per la quale non vi è stata sinora risposta da parte delle Istituzioni un gruppo di manifestanti, dinanzi al Palazzo degli Uffici della Prefettura di Cosenza, nella centrale Piazza XI settembre, hanno richiesto di poter interloquire con il prefetto Cinzia Quercio. Richiesta rimasta inevasa. Durante la manifestazione si sono registrati anche momenti di tensione quando alcuni manifestanti hanno tentato di lanciare delle cassette della verdura vuote nell'atrio di Palazzo che ospita gli uffici prefettizi. Su uno striscione si leggeva: "Affitti, bollette, reddito, cassa integrazione, partite Iva, posti di lavoro. Vogliamo risposte". I manifestanti hanno anche ribadito il grave ritardo nell'erogazione dei sussidi, compresi i buoni spesa. In piazza anche commercianti che lamentano l'assenza di misure reali a garantire la loro sopravvivenza. "Le cassette - spiega Ferdinando Gentile del comitato Prendocasa - simboleggiano le persone che non riescono più a fare la spesa. Assistiamo ad un balletto di ordinanze che interessa poco alle persone preoccupate da come dovranno portare il pranzo a tavola senza un centesimo in tasca. Non riusciamo neanche a capire se il Prefetto sia qui a Cosenza o meno, parla solo con le forze dell'ordine che denunciano noi anziché invece dei soci di cliniche private. La politica deve intervenire. L'emergenza sociale rischia di diventare problematica. Tante persone per vergogna non si mettono in prima linea come noi, ma la povertà si è allargata a fasce di popolazione inaspettate"

Redazione

Al via le manifestazioni per  celebrare il centenario della nascita di Norma Cossetto, la giovane istriana nata nel 1920, sequestrata, stuprata e uccisa nell’ottobre 1943 dai partigiani comunisti slavi. Ad organizzare l’evento nazionale è il Comitato 10 Febbraio, che domenica 17 maggio 2020, alle ore 18, effettuerà una video conferenza di apertura delle celebrazioni, che sarà visibile sulle piattaforme YouTube e Facebook ( pagina Comitato 10 Febbraio). “La conferenza di domenica 17 maggio – dichiarano gli Avv. Marco Perri , referente cittadino del Comitato 10 Febbraio e Michele Arnoni , esponente locale del Movimento Italia del Meridione – è l’inizio di una serie di eventi che saranno organizzati quest’anno per ricordare degnamente il sacrificio di Norma Cossetto, alla quale la Repubblica Italiana nel 2005 ha conferito la medaglia d’oro al merito civile. Abbiamo inviato una lettera al Sindaco e alla Giunta affinché anche nella nostra città sia ricordata la Cossetto, proponendo di illuminare di tricolore il Palazzo comunale  nella notte tra il 16 e il 17 Maggio. Detta iniziativa , seppur semplice , farebbe onore alla nostra città, la cui amministrazione ha già mostrato sensibilità in merito alle vicende e agli eccidi delle foibe, intitolando uno slargo a quei martiri. Inoltre un po’ di tempo fa è stata avanzata richiesta di intitolazione di una Via, Piazza o giardino alla patriota Norma Cossetto.

Redazione

Il vasto e grave incendio che nella giornata di ieri ha devastato gli stabilimenti produttivi dell’Azienda “L’Artigiano della ‘Nduja” a Spilinga dell’imprenditore Luigi Caccamo, ha di fatto cancellato una delle più importanti e riconosciute eccellenze del territorio del settore agroalimentare, provocando un diffuso senso di amarezza e smarrimento. Appresa la notizia nell’immediatezza del verificarsi della tragedia, il presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia Sebastiano Caffo, si è subito recato sul posto per testimoniare all’imprenditore  Caccamo, alla sua famiglia, all’Azienda, dunque, ai suoi dirigenti e ai lavoratori, la vicinanza e solidarietà personale e istituzionale, perché in un momento così tragico non si sentano soli e non perdano la speranza di poter ricominciare. “Di fronte ad una tragedia di tali proporzioni –dice il Presidente Caffo- proviamo un senso di profondo dolore se solo pensiamo ai sacrifici, al coraggio e al lavoro quotidiano che nel corso degli anni l’imprenditore Caccamo e la sua Azienda hanno mantenuto per inseguire un obiettivo di solidità e successo che ora sembra essere improvvisamente e letteralmente andato in fumo. Anche se le immagini ancora vive del devastante incendio e le macerie che ha lasciato potrebbero oggi portare ad annientare qualsiasi speranza futura, la nostra vicinanza a Luigi Caccamo e alla sua Azienda –continua Caffo- vuole invece trasmettere concretamente conforto, solidarietà e soprattutto allontanare qualsiasi sentimento di solitudine e abbandono perché  Luigi Caccamo sappia di non essere solo né ora né quando sarà il momento di ricominciare, perché mai abbia a perdere questa speranza e questa prospettiva di rinascita. L’Azienda Caccamo rappresenta infatti un orgoglio di famiglia ma anche un importante patrimonio produttivo per il nostro territorio che non deve essere assolutamente disperso. Sono certo –aggiunge il Presidente Caffo- che Luigi e sua moglie Graziella non si arrenderanno di fronte a questo grave disastro e saranno capaci di rialzarsi per ripartire con maggiore slancio , forti dell’esperienza di tanti anni che ha portato l’azienda ad essere gradualmente il punto di riferimento della vera ‘Nduja di Spilinga, riconosciuta da tutti in campo nazionale ed estero.. Una sfida che ha contribuito a rendere famoso questo favoloso prodotto  e la sua terra d’origine  e che deve continuare a dare lustro con la sua unicità alla nostra provincia e a tutto l’agroalimentare calabrese. Mi auguro –conclude Caffo- che tutte le istituzioni facciano sentire la loro vicinanza a Luigi e a chi, come lui, ogni giorno fa immani sacrifici per creare lavoro e prospettive future anche e soprattutto in un territorio non sempre facile e sicuro come il nostro e soprattutto in momenti difficili come questo”.

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Editoriale del Direttore