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Poteva essere tranquillamente una cerimonia di saluto e commiato con la comunità universitaria dell’UniCal, aperta anche al territorio, relazionando su tutto quello che ha realizzato nel corso dei suoi sei anni di mandato e viverla in modo sociale ed umano.

( nella foto in apertura le Autorità presenti nell'Aula Magna in occasione dell'inaugurazione dell'Anno accademico )

Mentre il Rettore Leone in scadenza con il 31 ottobre prossimo ha preferito promuovere una cerimonia inaugurale vera e propria, secondo il protocollo tradizionale e storico universitario, dell’anno accademico 2025/2026, togliendo al nuovo rettore che gli succederà questo evento celebrativo particolare, utile a presentarsi, data la partecipazione di rettori di altre università, nonché a creare rapporti di conoscenza, quanto con le istituzioni del territorio e del mondo universitario, pur sempre utili per la definizione di programmi collaborativi.

Ma ritorniamo alla cerimonia e alla relazione del rettore che ha tracciato il bilancio dei suoi sei anni di mandato, raccontando un percorso di riforme che ha profondamente trasformato l’ateneo, “rendendolo oggi – così ha sostenuto - un punto di riferimento non solo per la Calabria, ma anche a livello nazionale e internazionale”.

Ma vediamoli questi punti: 1) Un’offerta formativa rinnovata e sempre più internazionale, chiudendo otto corsi di laurea obsoleti lasciando spazio a 14 nuovi corsi innovativi, pensati in stretta connessione con il mercato del lavoro e le esigenze del territorio. Per l’internazionalizzazione sono stati introdotti 11 corsi magistrali interamente in lingua inglese, che vanno ad aggiungersi ai tre attivati durante il rettorato del prof. Gino Crisci. Il successo si è visto immediatamente con le numerose domande di iscrizioni (6/7 mila) giunte da studenti di 97 paesi del mondo. Sono stati aggiornati più di 80 corsi di laurea che hanno portato a un incremento delle immatricolazioni. “Studiare conviene e il nostro obiettivo è dare ai giovani la possibilità di costruire qui il loro futuro, senza essere costretti a lasciare la Calabria”, ha dichiarato Leone.

2) Occupazione dei laureati, Leone ha ricordato i dati Almalaurea, attraverso i quali si apprende che l’Unical è oggi prima in Italia tra le grandi università per crescita occupazionale a cinque anni dalla laurea. L’occupazione a un anno dalla laurea magistrale è cresciuta del 12%, e sei laureati su dieci scelgono di restare a lavorare al Sud.

3) Reclutamento dei migliori talenti per una ricerca e didattica di qualità che grazie al sistema Open Call sono stati assunti con chiamata diretta 15 scienziati di prestigio provenienti da università come Yale, Oxford e Vienna e, complessivamente, sono stati reclutati 215 ricercatori, contribuendo così a elevare ulteriormente la qualità della ricerca e didattica. Questo impegno ha portato l’UniCal a ottenere il prestigioso bollino europeo HR Excellence in Research, riconoscimento che certifica la qualità dell’ambiente di ricerca. Tra i progetti più significativi figura StarLab, infrastruttura scientifica di interesse nazionale.

4) Un Campus a misura di studente. Grande attenzione è stata dedicata al diritto allo studio e alla qualità dei servizi per gli studenti. Per due anni consecutivi, la classifica Censis ha collocato l’Unical al primo posto tra tutte le università d’Italia in queste categorie. In realtà circa questo sondaggio del Censis che ha raggiunto quasi i suoi trenta anni di vita l’Università della Calabria ha sempre goduto di questa posizione di primato, tranne qualche anno, per effetto del punteggio massimo assegnato (110) ai servizi residenziali, che nessuna Università italiana possiede nelle sue dimensioni. “Un risultato storico – ha aggiunto il rettore Leone - che in tutti e sei gli anni del mandato, la totalità degli studenti idonei ha ricevuto la borsa di studio. Parallelamente è stata potenziata la residenzialità, raggiungendo quota 2.500 posti letto”.

Ma sui servizi residenziali il merito va al lavoro compiuto dalla pro rettrice Patrizia Piro, che per cinque anni e mezzo ne ha guidato le sorti del Centro Residenziale, quale sua delegata, senza ricevere in questa circostanza un attestato di ringraziamento.

5) Medicina a Crotone e la rivoluzione sanitaria dell’Annunziata, un argomento sensibile ed ampio che ha portato il rettore a ringraziare il commissario De Salazar, presente in aula, quanto anche il presidente dimissionario della regione, Roberto Occhiuto, per il quale questo argomento ci si riserva di trattarlo a parte, data la sua ampiezza di problematiche.

Certo è stata una relazione dei risultati positivi ottenuti nell’arco dei sei anni del suo mandato, grazie alle figure di prestigio di docenti e ricercatori che gravitano nelle varie aree di ricerca dell’ateneo che meritano un ringraziamento pubblico e una citazione nominativa per l’impegno profuso nell’ottenimento dei risultati di primati nazionali ed internazionali.

Ma da giornalista non ci si può limitare a raccontare i risultati positivi ottenuti dalla gestione Leone, nascondendo, in quanto note, gli errori compiuti, che condizioneranno il presente ed il futuro dell’Università nella sua metodologia di gestione e governabilità. Ci si riferisce per primo alla mancata celebrazione del cinquantesimo anniversario della nascita dell’UniCal, che nell’arco di questi ultimi quattro anni, ne sono passati diversi; mentre per il prossimo 6 novembre cade il 50° anniversario della scomparsa del prof. Umberto Caldora, maestro sommo per l’UniCal, quale primo direttore del dipartimento di storia, deceduto in uno degli appartamenti delle maisonettes del Centro Residenziale. Al tentativo di modificare in ambito Crui la durata del mandato dei rettori, previsto dalla legge Gelmini del 2010 in un unico di sei anni, per portarlo a due di quattro anni. Alla presentazione dell’emendamento, ad opera di tre senatori di Forza Italia, al Senato per riconoscergli una proroga di due anni con scadenza a fine dicembre 2027, tramite il decreto “Mille proroghe”, respinto dalla commissione e ritirato dagli stessi autori, essendone consenziente come riportato nel documento dell’Associazione studentesca Athena Rèf. Alle modifiche apportate allo Statuto dell’UniCal, di cui al Decreto rettorale 23 marzo 2012, n° 562, nelle parti relative alla durata del mandato del Senato Accademico e dei direttori di dipartimento, adottando la formula del 4+4, in funzione della modifica pensata in ambito Crui per arrivare a cambiare la durata del mandato del rettore, da unico di sei anni a due di 4+4, regolarmente non portato a termine; nonché nella durata del periodo di “vacatio” per l’elezione del rettore portato da sei mesi a quattro mesi. Delle modifiche che hanno portato, nell’aspetto applicativo degli articoli di cui sopra, l’Università della Calabria a trovarsi in una posizione anomala nella gestione della stessa, rispetto alle altre Università italiane dove vige il sistema del 3+3 per la durata dei mandati del Senato Accademico e dei direttori di dipartimento.

Una posizione anomala a cui il nuovo rettore dovrà porvi rimedio riscrivendo lo Statuto, pensando in grande, con l’inserimento dei due organismi previsti dal primo Statuto Andreatta, di cui al Dpr 1° dicembre 1971 n° 1329, quali la Commissione di collegamento con gli enti esterni e il Comitato di Coordinamento e Programmazione, finiti per essere abrogati, la prima con lo Statuto datato 28 febbraio 1997; mentre il secondo con lo Statuto del 2012 di cui sopra. Per il contesto ed il clima che si è venuto a creare nell’Università della Calabria bisogna mobilitarsi per rifondarla portandola allo spirito che i padri fondatori ci hanno indicato e mostrato.

Per ritornare alla cerimonia di apertura dell’anno accademico 2025/2026, conclusasi con un lungo applauso nei confronti del rettore Nicola Leone, a completamento della valutazione dei risultati positivi presentati, non si trascuri dall’altra parte ciò che ha prodotto in forma contraria testé ricordato e che mettono a fuoco la verità su un mandato verso il quale gli storici di domani potranno esprimersi in merito. Intanto alla cerimonia, alla quale hanno partecipato i rettori, Rosario Aiello, Giovanni Latorre, Gino Mirocle Crisci ed il prof Sebastiano Andò, padre fondatore del Centro Sanitario, che ha prodotto l’istituzione del corso di laurea in medicina e Chirurgia, non si sono notate presenze di parlamentari calabresi, come si è notata l’assenza dell’Arcivescovo di Cosenza/Bisignano, Mons. Checchinato; mentre durante il lungo applauso finale si è visto il Sindaco di Rende, Sandro Principe, restare fermo, con accanto il Sindaco di Cosenza Franz Caruso, che batteva la mano sul suo telefonino custodito con l’altra mano. Questa è la cronaca di parte dell’evento inaugurale dell’apertura dell’anno accademico 2025/2026 dell’UniCal. 
Franco Bartucci


Editoriale del Direttore