Questo è il titolo del Comunicato stampa ufficiale diramato dall’area di comunicazione della stessa Università; ma poi prosegue affermando: “Inaugurato l’anno accademico dell’Unical. Il rettore Nicola Leone ha presentato un resoconto del sessennio, caratterizzato da straordinari risultati per l’ateneo. Lectio magistralis dell’economista Orazio Attanasio ”.
( I tanti Rettori ospiti presenti all'Inaugurazione dell'Anno Accademico dell'UniCal )
Il testo prosegue in questo modo: “Il rettore Nicola Leone ha aperto ufficialmente, questa mattina, l’anno accademico 2025/2026 dell’Università della Calabria, che ha visto la “lectio magistralis” del professor Orazio Attanasio, tra i più autorevoli economisti al mondo, in arrivo all’Unical dalla Yale University. Il Rettore, a conclusione del suo sessennio alla guida dell'Università della Calabria, ha evidenziato i traguardi raggiunti nel suo mandato, ricevendo alla fine una calorosa e lunghissima standing ovation dalla platea”.
Questo non è un servizio di elogi ma di critica di un evento non conforme al rispetto delle regole e del buon costume Universitario. Ciò che si è visto in verità non è stato l’inaugurazione del 54° anno accademico dell’Università della Calabria, ma una cerimonia di apertura ufficiale dell’anno accademico 2025/2026, che in base al calendario accademico, approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo nella seduta del 3 febbraio 2025, prevede appunto l’inizio delle lezioni del primo semestre il 22 settembre 2025 con chiusura il 17 gennaio 2026.
Una cerimonia che di fatto si è svolta secondo il tradizionale protocollo che tutte le università italiane adottano quando celebrano l’inaugurazione dell’anno accademico indossando le toghe ed ermellini, rettori ospiti e così via.
Poi come un rettore in scadenza di mandato tra 48 giorni, in pieno periodo di “vacatio”, causa la competizione elettorale in corso, che vedrà il nome del nuovo rettore a metà ottobre, per insediarsi il 1° novembre prossimo per il primo sessennio del suo mandato 2025/2031, può mai celebrare l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026, il 54° nell’ordine di tempo?
Giusto, quindi, parlare di apertura di anno accademico, ma resta il fatto che la celebrazione vista nella mattinata del 12 settembre 2025 nell’aula magna Beniamino Andreatta è stata svolta in modo tipico di inaugurazione di anno accademico secondo il tradizionale protocollo. Peraltro condiviso anche dai due candidati della competizione elettorale, prof. Gianluigi Greco e Franco Rubino, che hanno partecipato alla cerimonia, indossando la toga, durante il corteo dei direttori di Dipartimento, dei componenti del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione dell’Unical, riconoscendo, quindi, di fatto il diritto al rettore uscente di celebrarla in quel modo solenne come inaugurazione vera e propria dell’anno accademico.
D’altra parte il rettore uscente nel modificare lo statuto dell’Unical nell’estate del 2023, nella parte relativa alle norme generali per le designazioni elettive, riducendo il periodo di ”Vacatio” per l’elezione del rettore a quattro mesi, lo aveva detto affermando di non condividere i sei mesi di distanza tra l’elezione del rettore e del suo insediamento, che in base alla legge del Testo unico è fissato al 1° novembre, come lo stesso anno accademico con chiusura al 31 ottobre. Ma la legge sull’autonomia universitaria del 1989 ha consentito ad ogni università di darsi autonomamente l’organizzazione didattica ed amministrativa di proprio compiacimento, cosicché nel caso dell’UniCal questo periodo può essere vissuto come normale gestione fino all’ultimo istante della scadenza del mandato.
Al corteo dei direttori di dipartimento è seguita poi da sfilata di dieci Rettori delle università, su 97 esistenti finora nel nostro Paese, con la presenza della Presidente della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) prof.ssa Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano Bicocca, la quale intervenendo nella parte finale della cerimonia ha rivolto un accorato appello per sostenere il sistema universitario italiano.
“Investire nell’educazione – ha spiegato – significa costruire consapevolezza, coscienza critica e libertà”. La Presidente ha ribadito il ruolo strategico dell’università come motore di crescita, innovazione e coesione sociale: “nel nostro Paese due milioni di studenti, più della metà, sono i primi laureati nelle loro famiglie, dimostrando che l’università è il vero ascensore sociale. In Calabria questi numeri crescono ancora di più: un patrimonio straordinario da sostenere con investimenti pubblici e privati”. “L’università è la risposta – ha concluso – perché qui si costruisce il capitale umano, si alimenta la ricerca e si garantisce il futuro del Paese”.
Nel parlare delle percentuali dei laureati nelle famiglie disagiate, la presidente della Crui, Giovanna Iannantuoni, non è certamente a conoscenza che tale situazione si è creata per prima in Italia, proprio con l’istituzione dell’Università della Calabria, a partire dal primo anno accademico 1972/1973, grazie al bando di concorso di ammissione, orgoglio del Rettore Beniamino Andreatta, che nello stabilire le regole d’ingresso introdusse due paletti importanti, legando la composizione delle graduatorie al merito degli studenti e al reddito familiare, cosicché vennero premiati quegli studenti figli delle famiglie più disagiate.
Ma Andreatta, per primo in Italia introdusse l’organizzazione dipartimentale e introdusse nello Statuto, di cui al DPR. 1° dicembre 1971 n° 1329, la regola del diritto d’informazione e della trasparenza sugli atti amministrativi dell’Università(art.10).
In virtù di questo articolo si vorrebbe conoscere da parte del presidente della Crui la verità sul dibattito aperto tra il 2023/2024, in ambito di tale organismo, circa la modifica delle legge Gelmini 30 dicembre 2010, n° 240, nella parte relativa il mandato rettorale fissato in un periodo di sei anni senza rinnovo, mirando ad un cambiamento di due mandati quadriennali per un tempo massimo di otto anni.
Il tentativo di modificare la legge Gelmini in ambito della Crui non è stato accolto, ma nel frattempo il rettore con il Senato Accademico aveva provveduto a modificare lo Statuto dell’UniCal adottando il “sistema del 4+4” per la durata del mandato del Senato Accademico e dei direttori di dipartimento, che condizionerà la futura governabilità dell’Università, salvo se i direttori di dipartimento appena eletti rinuncino al bonus dei due anni concessi per “grazia ricevuta” e non certamente per effetto leggi; come lo stesso nuovo rettore che verrà eletto dovrà procedere a riscrivere il nuovo Statuto, se vuole governare in modo democratico.
In fondo nella sua Università, come in tante altre, vige la “regola del 3+3”, e un buon consiglio non guasterebbe anche in funzione di un impegno pubblico, da esercitare con il coinvolgimento del mondo della politica, finalizzato a far modificare la legge Gelmini nella parte relativa la durata del mandato del Senati Accademico, che non può essere di 4+4 bensì di 3+3, in modo che sia concomitante con la durata del mandato del rettore. Sarebbe utilissimo e rasserenare l’inquietudine esistente in ambito universitario su tale materia.
Ciò che ci ha sorpreso della presidente della Crui Giovanna Iannantuoni, chiamata dal rettore, insieme al prof. Anastasio, a firmare il registro delle presenze onorarie nell’università e nelle circostanze delle cerimonie inaugurali, vi ha scritto, rendendo orgoglioso il rettore che l’ha resa pubblica contestualmente: “Oggi il centro del mondo è qui, all’università della Calabria”. Bellissimo riconoscimento che meriterebbe un approfondimento per essere in linea con le sue parole di apertura: “Costruire consapevolezza, coscienza critica e libertà nelle università è fondamentale”.
Franco Bartucci


