Ciò che sta per accadere all’Università della Calabria, l’Ateneo del Rettore Beniamino Andreatta, per il quale ha speso quattro anni della sua vita per dare alla Calabria con amore, passione e spirito innovativo pregnante di legalità, uno strumento punto di riferimento per lo sviluppo della regione calabrese, nonché centro culturale attrattivo e di ricerca per i suoi giovani nei percorsi formativi giusti di alta qualità per un loro inserimento nel mondo del lavoro, è qualcosa di allucinante per effetto della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico 2025/2026.
( nella foto in apertura l'Aula Magna dell'Unical "Beniamino Andreatta" )
Una cerimonia che si svolgerà il prossimo 12 settembre 2025, nell’aula magna “Beniamino Andreatta”, con il professore Orazio Attanasio, docente a Yale, uno tra i più autorevoli studiosi di economia applicata a livello mondiale, che terrà una lezione magistrale sul tema: “Costruire misure nuove per capire il comportamento”. Una cerimonia alla quale dovrà prendere parte, tra l’altro, secondo programma, la prof.ssa Giovanna Iannantuoni, la presidente della Conferenza permanente dei rettori delle università italiane; nonché rettrice dell’Università di Milano- Bicocca.
Allucinante perché la cerimonia è stata organizzata e promossa dal rettore Nicola Leone, nel suo quadrimestre di “vacatio”, a distanza esattamente di 48 giorni della sua scadenza di mandato rettorale, quando ancora non si conosce il nome del nono rettore, che dovrà rimanere in carica per il sessennio 2025/2031, per il quale il 10 giugno 2025 sono state indette le elezioni con presentazione delle candidature entro il 31 luglio 2025. Tutto questo a seguito di alcune modifiche apportate allo Statuto, da lui proposte, di cui al decreto rettorale 23 marzo 2012, n°562, ed aggiornato con decreto rettorale 3 agosto 2023, n°1119, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 189 del 14 agosto 2023.
Il rettore uscente, quindi, in carica ancora per pochissimi giorni di “vacatio”, proclamerà l’apertura dell’anno accademico 2025/2026, che avrà inizio il 1° novembre 2025, nel contesto ambientale sopra descritto, quando il giorno prima 11 settembre 2025 scadrà il termine di presentazione delle domande di partecipazione al concorso di ammissione ai corsi di laurea magistrale per l’anno accademico 2025/2026.
La proclamazione dell’apertura di un anno accademico per tutte le Università italiane è un evento particolare e storico nei secoli assoggettato a un protocollo particolare, in cui le massime autorità accademiche, come il corpo docente sfileranno, insieme al rettore in ermellino, e prenderanno posto negli spazi loro riservati con indosso l’abito accademico ufficiale, unitamente ai rettori ospiti delle altre Università italiane.
Ma nel caso dell’Università della Calabria in questa circostanza inaugurale, dovrebbero esserci nell’aula magna Beniamino Andreatta, i due candidati in “pectore” , i professori Gianluigi Greco e Franco Rubino, costretti ad assistere, dal momento che solo a metà ottobre sapremo chi sarà l’eletto, ad una cerimonia in cui il rettore uscente, toglierà a uno dei due il dritto sacrosanto di proclamare per la prima volta l’apertura del suo primo anno accademico del suo sessennio di mandato rettorale 2025/2031, senza attendere il 2027. E’ uno spettacolo da “Scherzi a parte”?
Mettendo da parte il fatto di trovarsi in un’aula magna il cui nome, Beniamino Andreatta, al quale è stata intitolata esattamente il 15 gennaio 2009, alla presenza dei familiari e del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, merita rispetto da parte dell’intera comunità universitaria ed ispirare, data la sua tempra di alto spessore accademico, morale e politico, azioni e sentimenti alti di valori pregnanti, siano essi di moralità, legalità, socialità ed umanità, a cui soprattutto l’Università della Calabria per le sue specificità di essere un Campus universitario residenziale, unico in Italia, è chiamata a darne testimonianza nazionale ed internazionale.
Per il rettore Nicola Leone “sarà anche l’ultima lectio inaugurale - è scritto nella nota stampa di annuncio dell’evento del 12 settembre - che offrirà un resoconto significativo del suo mandato: sei anni di governo accademico caratterizzato da innovazione, crescita e apertura al territorio, che hanno rilanciato il ruolo dell’Unical nel panorama nazionale e internazionale, rendendo l’ateneo un punto di riferimento per cervelli di ritorno e studiosi di prestigio”.
Bisogna che prenda atto il prof. Leone, che la sua ultima cerimonia inaugurale di un anno accademico del suo sessennio di mandato rettorale è stata quella dello scorso anno relativa appunto all’anno accademico 2024/2025, con la partecipazione della prof.ssa Franca Melfi, che ha svolto la “Lectio Magistralis”. Questa che vuole celebrare il prossimo 12 settembre è un’altra cosa, come già detto in precedenza, che dovrà far parte integrante del sessennio accademico 2025/2026 del nono rettore dell’Università della Calabria, che si dovrà insediare il prossimo 1° novembre, senza sapere ancora fino ad oggi chi sarà, grazie alle modifiche apportate dallo stesso rettore allo Statuto nell’estate del 2023, con il sostegno del Senato Accademico e voto contrario unico dello studente rappresentante dell’Associazione ATHENA Rèf.
Ciò che può fare il rettore in questa circostanza è trasformare la cerimonia inaugurale dell’anno accademico in un evento quale “Cerimonia di commiato”, con la comunità universitaria e non solo, ricordando i punti qualificanti del suo mandato rettorale, dal momento che nello stesso testo del comunicato ha annunciato ciò che di positivo ha realizzato. Altrimenti non potrebbe apparire come una appropriazione indebita perpetrata a danno del nuovo rettore, che si insedierà il 1° novembre prossimo e quindi con l’inizio dell’anno accademico 2025/226, il primo del suo sessennio 2025/2031?
Franco Bartucci


