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La notizia è nota: sono stati appaltati i lavori del raddoppio della galleria Santomarco per un importo di 1,6 miliardi di euro.

( nella foto in apertura il progetto dello svincolo autostradale Rende - Montalto - Università atteso da anni )

Parte integrante del tracciato ferroviario Cosenza/Paola/San Lucido per una lunghezza di 22 km, di cui circa 17 in galleria e i restanti 5 in superficie, nonché la realizzazione della stazione ferroviaria in località Settimo di Montalto Uffugo, con relativa viabilità di collegamento per il territorio e il polo universitario di Rende, i cui lavori dovranno essere ultimati entro il 2032, pari ai lavori del tracciato dell’Alta Velocità tra Battipaglia e Praia a Mare e secondo il ministro Salvini addirittura in coincidenza dell’inaugurazione del ponte delle stretto di Messina/Reggio Calabria.

I comuni interessati per la realizzazione del tracciato ferroviario a doppio binario sono: Paola, San Lucido, San Fili, San Vincenzo La Costa, Montalto, Rende, Cosenza.

Per la realizzazione dei lavori saranno occupate 1500 persone, tra personale diretto e di terzi.

Nel complesso è prevista la costruzione di nove ponti e due viadotti ferroviari: un viadotto lungo 350 metri, attraverserà l’autostrada A2, un secondo, di 205 metri, scavalcherà il torrente Settimo, località dove è prevista pure come detto in precedenza la realizzazione della stazione ferroviaria, che ci fa risalire addirittura a quanto previsto dal progetto Gregotti del 1974, circa la realizzazione delle strutture dell’Università della Calabria sui territori di Rende e Montalto Uffugo, inserito tra l’asse stradale S.S. 107 Crotone/Cosenza/Paola ed il neo tracciato ferroviario elettrificato previsto all’epoca Cosenza/Paola, con incrocio a Settimo e con relativa stazione del tracciato ferroviario Sibari/Paola.

Di questo nessuno ne parla anche perché il progetto dell’UniCal dal 2007 risulta bloccato con gli ultimi due cubi collocati sulla collina di contrada Vermicelli, a circa 2 km in linea d’aria, sul cui territorio dovevano essere realizzate altre opere importanti, tra cui gli edifici da destinare alle Scuole di specializzazione, strutture fieristiche finalizzate alla valorizzazione della ricerca scientifica, complessi residenziali ed il villaggio dello sport, abilitato ad ospitare campionati sportivi universitari regionali e nazionali, come le ben note universiadi a livello internazionale.

Era questo il disegno ed il progetto pensato dal Rettore Andreatta per l’Università della Calabria vista su un’area urbana unica quale cuore pulsante di una “Grande Cosenza”, che univa anzitutto Rende/Montalto/Cosenza e relativo hinterland attraverso un sistema viario stradale e ferroviario veloce (metropolitana) che lambiva da Nord a Sud il complesso strutturale universitario con l’autostrada Salerno/Reggio Calabria; mentre a Nord in località Settimo di Montalto Uffugo aveva la sua teste di ponte e di attraversamento ferroviario veloce della galleria Santomarco per unire lo Jonio (Scavi di Sibari) al Tirreno (Paola e la sua culla di religiosità francescana), facendo dell’intera area la nuova grande città mediterranea.

Nel 1987 è entrato in funzione il tratto ferroviario Cosenza/Settimo/Paola elettrificato con il traforo della Santomarco, come auspicato nel mese di giugno 1971 da una commissione apposita nominata dal Comitato Tecnico Amministrativo dell’Università, presieduto dal Rettore, prof. Beniamino Andreatta, con tempi di percorrenza in venti minuti; come prevedeva tra l’altro un collegamento veloce tra Castrovillari/Sibari/UniCal/Cosenza attraverso un sistema di metropolitana veloce; mentre nel frattempo è stato costruito il lungo viadotto in località Settimo di collegamento diretto ferroviario scalo di Montalto/Paola con incrocio al tratto ferroviario Cosenza/Paola sempre in località Settimo di Montalto Uffugo, lì dove il progetto Gregotti dell’Università della Calabria del 1974 ha previsto l’incrocio con l’asse della stessa università tramite regolare stazione ferroviaria.

Negli ultimi dieci anni grazie all’impegno governativo regionale del presidente Mario Oliverio con assessore alle infrastrutture Roberto Musmanno sono maturati importanti progetti di grande impatto strutturale viario e ferroviario elettrificato per la jonica, come per la Cosenza/Catanzaro con attraversamento della Sila. Ma ancora meglio il finanziamento per la metropolitana Germaneto/Catanzaro e soprattutto quella più vicina a noi, per un importo di 160 milioni di euro, di collegamento Università della Calabria/Rende/Cosenza centro storico, da consegnare completata entro il 2023. Per non parlare della proposta di un confronto sul tracciato interno Alta Velocità Praia Mare/Tarsia/UniCal/Cosenza/Lamezia/Reggio Calabria. Progetti ancora in altomare.

La planimetria generale dell'UniCal

Progetti in altomare che interessano l’UniCal -

Diciamo che il periodo di gestione politica regionale ad opera del presidente Mario Oliverio con l’assessore Musmanno per l’Università della Calabria sono stati di consistenti investimenti, non solo per il grosso contributo finanziario destinato a coprire tutte le borse di studio degli studenti meritevoli avendone diritto, che ha rafforzato e supportato il punteggio di primato nazionale dell’UniCal, per servizi resi, nel rapporto annuale del Censis riguardanti le grandi università italiane, quanto di ulteriore supporto per iniziative importanti che riguardano il collegamento del territorio con l’Università, ch’è bene ricordare in questo momento per fare chiarezza: 1) nel 2017 è stata istituita la stazione ferroviaria virtuale “Castiglione Cosenza UniCal”, grazie ad un accordo tra Regione, Trenitalia e Consorzio Autolinee per integrare il trasporto ferroviario e quello su gomma verso il campus universitario. Contestualmente fu lanciato il servizio “Treno+Bus” a tariffa integrata, che ha introdotto la possibilità di acquistare un unico biglietto comprensivo del viaggio in treno fino alla stazione reale di Castiglione Cosentino e della corsa in autobus fino al campus. 2) La fermata ferroviaria a Settimo di Montalto Uffugo sulla linea Paola/Sibari/Cosenza, tra l’uscita della Galleria Santomarco e il bivio di Settimo, il cui accordo fu sottoscritto nell’agosto 2019, tra il presidente Oliverio e l’amministratore delegato RFI, Maurizio Gentile, attraverso la realizzazione di una piattaforma pagabile dalla Regione per un importo di circa 800.000 euro, coperto con fondi POR 2007/2013 già disponibili, con l’obiettivo di essere punto di sosta per la Frecciargento Sibari/Bolzano e i treni regionali, con collegamenti all’Università tramite navetta elettrica, dal momento che la fermata sarebbe stata a solo circa 800 metri dal campus universitario.

La costruzione è stata rinviata, sebbene prevista nel Recovery Plan (Piano Stazioni per il Sud) con completamento entro il 2026, in quanto inserita nel programma AV tra Paola E Cosenza, i cui lavori sono stati appena appaltati come già evidenziato ad introduzione del servizio. 3) Svincolo autostradale indicato come “Rende/Università”, che servirà direttamente l’area industriale di Rende e di collegamento con la stessa università sul lato nord. La realizzazione dello svincolo è stato previsto nel Contratto di programma 2016/2020 tra il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti insieme all’Anas, grazie alla positiva azione di impulso della regione Calabria.

L’opera, per la quale è previsto un investimento complessivo di 33 milioni di euro, prevede anche la realizzazione dei collegamenti con l’area industriale di Rende e l’Università della Calabria, con una rotatoria di raccordo alla viabilità esistente. Infatti, su proposta dell’assessore Musmanno, la giunta regionale dell’epoca ha disposto un finanziamento complessivo di 6,5 milioni di euro per le “opere accessorie” a servizio dello svincolo A2 Rende-Università di Settimo e della fermata ferroviaria Montalto/Università come stabilito nel DGR n.385 del 9 agosto 2019 (PAC 2014/2020, Asse 7, Azione 7.4.1).

Son trascorsi sei anni con il subentro di due governi regionali di centro destra con presidenti, Santelli, Spirlì ed Occhiuto, nonché un intero mandato dell’ottavo rettore dell’Università della Calabria e di quanto sopra descritto c’è solo traccia sulle carte. Eppure, soprattutto il progetto, finalmente appaltato, della linea nuova Alta Velocità Cosenza/Paola bisogna essere consapevoli ch’è parte integrante del progetto dell’Università della Calabria, anzi legato al suo sviluppo come si evince dagli stessi elaborati del concorso internazionale, assegnato nella fase conclusiva del 1974 agli architetti Martensson (complesso residenziale) e Gregotti (asse ponte).

L’appalto di realizzazione del raddoppio della galleria Santomarco e del nuovo tracciato ferroviario Cosenza/Paola/San Lucido coincide con il mandato del sessennio del nono rettore dell’Università della Calabria, che sarà eletto nella prossima metà del mese di ottobre, il quale rimarrà in carica negli anni accademici 2025/2031, a partire dal prossimo 1° novembre.

Come noto ci sono due candidati che si contendono questo ruolo: il prof. Gianluigi Greco, direttore uscente del dipartimento di matematica informatica, giunto alla fine del suo mandato, ed il prof. Franco Rubino, direttore appena eletto del dipartimento di Scienze aziendali e giuridiche, per il quadriennio 2025/2929, dopo essere subentrato nel 2024 al periodo di “vacatio” creatosi a seguito della scomparsa del prof. Alfio Cariola.

In questi giorni, esattamente da 57 giorni, ci si trova nei quattro mesi di “vacatio”, per effetto della modifica apportata allo Statuto dell’Università, di cui al Decreto Rettorale 3 agosto 2023 n° 1119, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 189 del 14 agosto 2023, con approvazione del Senato Accademico, presieduto dal rettore Nicola Leone, senza ancora, in un Ateneo in “vacanza”, che uno dei due candidati, il prof. Franco Rubino, abbia potuto presentare il suo programma, a differenza del prof. Gianluigi Greco, composto da 83 pagine, già depositato fin dal 5 agosto e visibile attraverso il sito di Ateneo.

Tutto questo è irreale ed “Anomalo” anche perché nell’unico programma disponibile non c’è traccia sullo stato di sviluppo strutturale dell’Università della Calabria per come scaturito dall’impegno, dalle competenze professionali, accademiche ed anche politiche dei padri fondatori, tra i quali il suo primo rettore, prof. Beniamino Andreatta, che finanche durante la fase di partenza della nascita dell’Università diede l’idea all’arch. Vittorio Gregotti, per come lui stesso ha confidato in una lettera, pubblicata dal numero speciale della rivista Arel dedicata al 25° anniversario del suo silenzio, che tipo di “cittadella universitaria” dovesse sorgere in quel territorio vincolato dei Comuni di Rende e Montalto Uffugo. E’ una pagina di storia ancora aperta e da riprendere per portarla a completamento, cominciando a pensare per il nono rettore alla riscrittura del suo nuovo Statuto, in quanto quello attualmente in vigore è privo di significati pregnanti nella convivenza interna e nel rapporto con la società.

Già questa fase che dovrà portare alla scelta del nono rettore ne è un esempio pratico e visibile, dove l’assenza di conoscenza dei candidati e di confronto, ne è un esempio di assoluto silenzio e noncuranza come se tutto fosse stato già predisposto e costruito. 

Franco Bartucci


Editoriale del Direttore