L’indennità di pronto soccorso consente di riconoscere e compensare le condizioni di lavoro particolarmente difficili, stressanti e gravose (anche legato al tragico delle aggressioni fisiche), del personale sanitario (medici, infermieri ,tecnici sanitari, operatori sanitari e quant’altro ),che opera nei servizi connessi al pronto soccorso e nei servizi territoriali 118, per valorizzare il loro ruolo cruciale e contrastare la carenza atavica di personale , migliorando la qualità dell’assistenza attraverso stanziamenti specifici previsti per legge.
Vogliamo ricordare al Dipartimento Sanità della Regione Calabria che in precedenza sempre sull’argomento relativo a questa indennità per gli anni 2022 e 2023 era stato espressamente previsto un accordo come da verbale del 15/02/2024 che comprendeva le indennità di P.S. per il Suem 118 con al seguito la centrale operativa , i punti di primo intervento , i pronto soccorso ostetrico-ginecologici e pediatrici ad esclusione del personale Trsm e Tslb che fa parte del sistema a parere della scrivente O.S.
Noi come Fsi-USAE ci stiamo battendo in tutt’Italia nelle varie regioni e stiamo dando il nostro contributo per allargare l’indennità di pronto soccorso a tutta la platea che opera in questo settore compreso naturalmente il Suem 118.In altre Regioni tipo la Puglia, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, l’Umbria ecc. esiste ed è assodato il riconoscimento dell’indennità di pronto soccorso a tutti gli attori del processo di cui stiamo parlando.
I “mitici “pacati e silenti sindacati che hanno firmato l’accordo in questione il 25/06/26 recante le linee guida sulle indennità di P.S. non hanno inteso spendere nessuna parola per la platea degli operatori che lavorano nel Suem 118 e nell’indotto di cui parlavamo in precedenza, né tantomeno Il Dipartimento Sanità della Regione Calabria ha inteso parlare dell’argomento. Oggi il Suem 118 appare sempre più bistrattato; ma sicuramente a causa dei precedenti in corso non è che godeva e gode di buona salute!!
Con questo accordo sostenuto da alcuni sindacati Cisl Fp, Fials e Nursind (gli stessi che hanno firmato l’accordo capestro, che ha portato all’approvazione del Dca n.62 del 18-03-26 emergenza -urgenza /Azienda zero, che tutti sanno cosa ha provocato) si è voluta mettere una pietra definitiva sul Suem 118 e l’indotto di cui parlavamo prima. Il mancato riconoscimento dell’indennità sicuramente creerà ricadute negative sul piano motivazionale e organizzativo di questo personale che quotidianamente si impatta in circostanze a dir poco complesse nella gestione del paziente.
Chiediamo al Dipartimento Sanità di rivedere l’Accordo in positivo rispetto al personale mancante, infatti gli art. 107 del Ccnl sanità 2019/2021 e di seguito il 69 del Ccnl sanità 2022/2024 lasciano alla contrattazione tra le parti il compito di individuare l’indennità ai servizi di emergenza urgenza allargando la platea, non riferendosi quindi solo al pronto soccorso ma bensì agli operatori che agiscono nell’indotto per compensare il particolare disagio ( infatti è un indennità di questo tipo) che viene affrontato in queste unità operative che operano in coordinamento con il pronto soccorso.
Addirittura, esistono sentenze anche non lontane, una per tutte per esempio quella del Tar di Reggio Calabria che ha stabilito che l’indennità di pronto soccorso spetta anche a chi lavora nei servizi di emergenza; quindi, anche la giurisprudenza si muove in questa direzione.
Alla luce di tutto ciò perché la Regione Calabria, il Dipartimento Sanità dovrebbe avere orientamenti diversi mortificando il personale interessato? E di conseguenza con queste disparità creare un danno inevitabilmente al paziente finale? Ultimo anello del processo?"
Il Segretario Territoriale FSI-USAE
Dott. Claudio Gentile


