( Il più recente dei numerosi testi sulla criminalità a firma del dott. Nicola Gratteri e Antonio Nicaso )
E nel clima da fine della stagione per la legalità e uno degli obiettivi da demolire e da denigrare non poteva che essere il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Napoli, dott. Nicola Gratteri, attivissimo nella sua battaglia contro la 'ndrangheta e nella diffusione della cultura per la legalità con i suoi numerosi testi scritti con uno dei massimi esperti di criminalità, Antonio Nicaso, e la sua costante partecipazioni ad incontri e eventi pubblici sul tema della lotta alle mafie.
E nel evidenziare come il Procuratore Nicola Gratteri sia divenuto un bersaglio pubblichiamo uno scritto di Lorenzo Tosa, giornalista e scrittore tratto da un suo post sul suo profilo Facebook con ben 803.525 follower:
"La destra ha ufficialmente eletto un nuovo nemico, un nuovo bersaglio da esporre alla propria gogna quotidiana: il magistrato Nicola Gratteri.
Gli stanno tirando addosso di tutto. Gli hanno dato del “pazzo”, dell’”eversivo”, del “falsificatore”, dell’”odiatore”, il ministro della Giustizia Nordio ha persino messo in discussione le sue capacità “psico-attidudinali”.
E tutto per queste poche parole che Gratteri ha pronunciato al “Corriere della Calabria” e che - come al solito - sono state volutamente equivocate, decontestualizzate, in alcuni casi addirittura manipolate, esattamente come è accaduto con Francesca Albanese.
Eccole:
“È certo che per il No voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il 'Sì', ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente".
Chiunque sia dotato di una minima onestà intellettuale e conoscenza dell’italiano comprenderebbe che:
Primo: Gratteri si stava riferendo esplicitamente alla situazione calabrese (lo dice proprio letteralmente), regione in cui ha lavorato per anni combattendo proprio quel mix letale di criminalità organizzata, politica infiltrata e massoneria deviata. Roba nota da decenni.
Secondo: Gratteri - e qui siamo all’analisi logica e grammaticale da prima media - non ha detto che tutti quelli che votano Sì al Referendum sono imputati, indagati e massoni deviati ma che imputati, indagati e massoni deviati voteranno Sì.
È una sua opinione, e in una democrazia ha tutto il diritto di esprimerlo.
E invece oggi chiunque si esprime in toni più o meno forti per il No al Referendum, che siano storici, magistrati, giornalisti, intellettuali, vengono censurati, zittiti, infangati, additati come odiatori.
È accaduto con Albanese su Gaza. Succede ogni giorno sul Referendum.
Io invece voglio esprimere solidarietà totale al magistrato Nicola Gratteri.
Che ha semplicemente detto, con toni magari forti, quello che sanno e pensano milioni di italiani - tra cui una quantità fuori scala di suoi colleghi, giuristi ed esperti di diritto - che hanno letto questa riforma e ne denunciano da mesi le storture costituzionali e i pericoli per la democrazia.
Io sto con Gratteri. E credo di essere in buona compagnia.


