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Negli ultimi tempi a Cosenza e provincia si registrano sempre più atti intimidatori tendenti a richieste estorsive da parte di una criminalità che sempre più controlla il territorio e manifesta sempre più spavalderia ed arroganza.

Si ripetono ciclicamente inutili convegni sulla 'ndrangheta e si ripetono anche giusti e sacrosanti appelli aduna maggiore sicurezza ma nella realtà dei fatti non si muove nulla e le consorterie criminali sono sempre più impuniti e sempre più forti, nonostante solo nell'area urbana di Cosenza si siano registrati negli ultimi 30 anni, cioè dal 1993 ad oggi, ben 156 pentiti o collaboratori di giustizia.

Ma se tutti si lamentano, se tutti discutono di 'ndrangheta e se oltre 150 pentiti non hanno scardinato nulla e la 'ndrangheta è sempre più ossessiva e pervasiva e controlla sempre più il territorio vi deve essere qualcosa che non quadra.

Probabilmente l'asse criminalità - politica - imprenditori ed istituzioni corrotte, quindi il cosiddetto livello dei colletti bianchi sul quale mai nessuna Procura ha indagato sino in fondo, e sulla quale quando i pentiti ne hanno raccontato sono divenuti magicamente inattendibili, è talmente forte da impedire qualsiasi cambiamento.

Ed in questo quadro divengono inutili tutti gli appelli che non avranno ascolto alcuno,  anche quelli accorati e in buona fede come quello che riportiamo integralmente della Confindustria:

 

"Gli imprenditori di Confindustria Cosenza si sono stretti in un caloroso abbraccio intorno al collega Giovanni Termine la cui azienda ( la Idrogeo, impresa specializzata nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali con sede a San Marco Argentano) è stata vittima di un ulteriore atto intimidatorio con danneggiamento di un mezzo consumato in maniera efferata e con evidente segno di sfida.

(nella foto di copertina Fortunato Amarelli, Giuseppe Galiano, Giovan attista Piercacciante, Giovanni Termine e Rosario Branda)

È così che il presidente degli industriali cosentini Giovan Battista Perciaccante ha inteso aprire i lavori del Consiglio Direttivo dell’Associazione convocato per fine anno in forma allargata con la partecipazione di tutti gli imprenditori associati.

“La legalità – ha esordito il presidente Perciaccante – è un valore imprescindibile per tutta la comunità e per ciascun cittadino e rappresenta un fattore chiave per chi fa impresa, produce reddito e distribuisce ricchezza sul territorio. La forte recrudescenza criminale che siamo costretti a registrare, non lascia dormire sonni tranquilli e non consente di garantire la giusta serenità negli ambienti lavorativi e aziendali in cui operiamo. E questo non è accettabile”.

“Quello che serve – ha continuato il presidente di Confindustria Cosenza - è una decisa politica di contrasto alla criminalità organizzata supportata da una efficace attività di prevenzione territoriale con il coinvolgimento attivo delle forze sane della società civile ed economica, per garantire i principi della concorrenza leale e della libertà di fare impresa”.

Commosso e liberatorio l’intervento di Giovanni Termine seduto al tavolo della presidenza, a fianco del presidente Perciaccante con il past presidente Fortunato Amarelli, il presidente f.f. di Ance Cosenza Giuseppe Galiano ed il direttore Rosario Branda. Dopo aver ringraziato i colleghi ed i vertici di Confindustria Cosenza per il sostegno e la solidarietà ricevuta, l’imprenditore Termine si è soffermato sulle tante intimidazioni subìte, cui hanno fatto seguito relative e puntuali denunce alle autorità competenti, ed ha avuto modo di raccontare l’ultimo accadimento evidenziando la spregiudicatezza di “malviventi che si sono presentati incappucciati nel cantiere sito nel comune di Amantea, hanno malmenato alcuni operai intenti a lavorare e prima di andare via hanno dato fuoco all’auto della vigilanza”.

Nel riprendere la parola, il presidente Perciaccante ha informato i colleghi di aver inoltrato al Prefetto della provincia di Cosenza una richiesta di apposita riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza che ha ricevuto immediato riscontro.

Numerosi gli interventi degli imprenditori presenti dai quali è emerso con chiarezza di come occorra impegnarsi sempre di più per affermare il principio che “la legalità conviene. Perché non è solo una questione di civiltà ma anche di convenienza economica ed il rispetto delle regole oltre a rappresentare un valore sociale assoluto in ogni paese che possa definirsi civile, diventa un bene prezioso per le ricadute sul sistema economico”.

Nel concludere i lavori, il presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante, portando a sintesi gli stimoli ed i suggerimenti emersi dalla discussione, ha preannunciato che con il collega componente il Consiglio Generale di Confindustria Natale Mazzuca si renderanno promotori di una importante iniziativa in direzione dell'affermazione della legalità che vedrà protagonisti tutti gli imprenditori calabresi".

 

Redazione

 

 

 


Editoriale del Direttore