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Alla luce di quanto accaduto in questi anni all’Università della Calabria, rispetto anche allo stato sociale ed economico del territorio di appartenenza e della relativa società che in esso vi risiede, con le prospettive politiche che sono all’ordine del giorno relativamente al suo sviluppo o meno, va riconosciuto che l’UniCal non è più il punto di appoggio e riferimento centrale per l’intero sviluppo della Calabria.

Ciò che sta per accadere all’Università della Calabria, l’Ateneo del Rettore Beniamino Andreatta, per il quale ha speso quattro anni della sua vita per dare alla Calabria con amore, passione e spirito innovativo pregnante di legalità, uno strumento punto di riferimento per lo sviluppo della regione calabrese, nonché centro culturale attrattivo e di ricerca per i suoi giovani nei percorsi formativi giusti di alta qualità per un loro inserimento nel mondo del lavoro, è qualcosa di allucinante per effetto della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico 2025/2026. 

Del quadrimestre bianco al posto del semestre bianco, secondo prassi e leggi dello Stato deciso dal rettore Leone, con l’approvazione del Senato Accademico, modificando lo Statuto nell’estate del 2023, nel pieno del cinquantesimo del primo anno accademico 1972/1973, per la scelta del nono rettore ne sono già trascorsi dal 1° luglio ben due mesi, con l’università della Calabria nella quiete riposante della calda estate 2025.

Grazie all’anomalia della legge di riforma universitaria Gelmini, 30 dicembre 2010 n° 240, che ha fissato per i rettori un mandato unico di sei anni non rinnovabile e la durata del senato accademico per un massimo di quattro anni rinnovabile per una sola volta fino a un massimo di otto anni, l’Università della Calabria dopo quindici anni dall’entrata in vigore della legge, molto contestata all’epoca dall’intera comunità universitaria del campus di Arcavacata, attraverso delle manifestazioni molto partecipate e seguite, promosse dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e dalle associazioni studentesche, che rimarranno nella sua storia, si è venuta a trovare nelle condizioni che nel prossimo mese di ottobre dovrà scegliere il suo nono rettore in una condizione anomala che stravolgerà la sua storia dei suoi primi cinquant’anni di vita.

Editoriale del Direttore