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L'Università della Calabria

Sul fenomeno del nepotismo nelle Università italiane sul quale sono stati scritti fiumi d'inchiostro anche su quotidiani e riviste nazionali, fenomeno che coinvolge anche l'Università della Calabria, pubblichiamo integralmente la nota stampa del Movimento Athena-RéF a firma di Riccardo Latella, Consigliere d'amministrazione.
 
 
"Sulla base di quanto avviene, ormai troppo frequentemente, all’interno della nostra Università sentiamo, col senso di responsabilità che da anni ci caratterizza, il dovere di sollecitare una riflessione approfondita, data la rilevanza e la delicatezza del tema, sulle politiche di reclutamento del nostro Ateneo.

Sovvengono spontaneamente dubbi riguardo l’integrità del senso etico che contraddistingue (o, a questo punto, dovrebbe contraddistinguere) la fucina professionale del nostro territorio. Risulta essere ormai prassi consolidata quella di tenere a carico dell'Ateneo o della pubblica amministrazione familiari e/o compagni/e di esponenti già in carica in Ateneo.
 
Esterniamo queste considerazioni a valle dell’assegnazione di uno specifico dottorato. Ci riferiamo al dottorato assegnato con D.R. 1296 del 27/09/2022 alla dott.ssa Maria Maria Rita Maiolo. Quest’ultima risulta essere la figlia del professore Mario Maiolo (docente del dipartimento DIAM). L'azienda cofinanziatrice della Borsa di Dottorato risulta presieduta dal suddetto Prof. Maiolo e nel CTS dell'azienda è presente anche la Prof.ssa Piro, Pro-Rettrice dell'Università della Calabria. Un membro della commissione giudicatrice per l’assegnazione del Dottorato, nello specifico la Prof.ssa Mariastella Amisano, è presente anche nel CTS della suddetta azienda.
 
Questo si palesa soltanto come l’ennesimo di tanti casi eclatanti di nepotismo, già più volte segnalati alla Governance. Il primo documento sul tema in questione è stato trasmesso al Consiglio di Amministrazione, al Pro Rettore e al Magnifico Rettore Prof. Nicola Leone pochi mesi dopo dell’inizio del suo mandato, speranzosi che non avrebbe disatteso le promesse proferite in campagna elettorale: “Garantire che ai concorsi vincano sempre i candidati più meritevoli, è un nostro preciso dovere istituzionale oltre che civico. Nel privato o a casa nostra si tende ad aiutare l’amico o il familiare; ma non possiamo certo farlo quando gestiamo risorse pubbliche, abbiamo il dovere di essere equi, applicando le regole con serietà e rigore. Oltre a costituire un dovere etico, un reclutamento meritocratico è una leva importante per favorire l’innalzamento della qualità e migliorare le “performance” dell’Ateneo con benefici per tutta la comunità”.
 
Nostro malgrado abbiamo, solo dopo, riscontrato che si tratta di un iter ormai ben radicato all’interno del Nostro Ateneo. Si è denotato uno schema ricorrente che contravviene a quanto espresso dal Magnifico Rettore, che abbiamo prontamente segnalato pubblicamente (pochi mesi fa) esponendo alcuni casi esemplificativi.

Infatti, abbiamo espresso il nostro disappunto per la chiamata all’interno del Dipartimento DISPES della compagna del Prof. Ercole Giap Parini (allora e attualmente Direttore del medesimo Dipartimento). 
Abbiamo esplicitato il sussistersi di tale pratica anche con la chiamata all’interno del Dipartimento DIMES della compagna del Prof. Sergio Greco (già due volte Direttore del medesimo Dipartimento). 
Si è, inoltre, verificata una situazione (denunciata in sede di Senato Accademico dal Docente F. Puzzo) di chiamata della compagna del Prof. Marcello Maggiolini da personale tecnico a personale docente all’interno dello stesso dipartimento (il Prof. Maggiolini all’epoca ricopriva addirittura anche la carica di Consigliere d’Amministrazione dell’Ateneo). A queste si aggiunge un’altra casistica nella stabile pratica nepotistica: il conferimento del Dottorato di Ricerca alla figlia del già citato Prof. S. Greco, anche quest’ultima risultata vincitrice per iscriversi a un Corso di Dottorato afferente al medesimo dipartimento. E i casi di familismo amorale sono numerosissimi: moglie e mariti che lavorano in dipartimenti diversi.
 
Occorre, a nostro avviso, avviare una profonda riflessione sull’eticità di tali pratiche, fortemente lesive dell’immagine e della Storia dell’Università della Calabria, iniziando a chiedersi se un Ateneo che annoveri il nepotismo tra le sue prassi più frequenti sia il modello di Università che vorremmo portare avanti. 
 
Rivolgendoci, a questo punto, alla Governance ed evidenziando come non sia, a nostro parere, più possibile esimersi dall’adozione di provvedimenti atti a cessare tali azioni, chiediamo come intende determinarsi in merito a quanto finora espresso. È nostro dovere segnalare ogni tipo di evento che ricada nelle sopracitate casistiche e mai ci esimeremo dal farlo.
 
L’Unical non può essere solo un Campus fatto di cubi, ponti e spazi verdi dove si fa istruzione, ma deve tornare ad essere un faro culturale e di buone pratiche, in una terra spesso abbandonata a consuetudini immorali, per formare le menti e le coscienze dell’individuo nello spirito della rettitudine e del bene comune.
 
Noi la sogniamo così!
 
 
Movimento Athena-RèF
Riccardo Latella - Consigliere d'amministrazione, Athena-RèF
 

Editoriale del Direttore