Nel mondo sanitario e non solo si è discusso molto e si continua a discutere sull'accordo tra Azienda Zero e le ASP con chi ne declama le virtù, chi, invece, pone in evidenza alcune incongruenze e anche nel mondo sindacale vi è chi lo ha approvato e chi, invece, lo ritiene dannoso soprattutto per gli otre 1.200 dipendenti coinvolti direttamente nell'accordo.
( nella foto in apertura la Cittadella Regionale )
E su tale interessante tema pubblichiamo integralmente la nota del segretario territoriale della FSI - USAE, Claudio Gentile.
"L’O.S. FSI USAE intende porre l’attenzione sull’accordo capestro concluso tra Azienda zero e le AASSPP della Regione Calabria con l’avallo di alcune OOSS sindacali, imponendo il passaggio ad Azienda zero del servizio di emergenza/urgenza 118 ratificato con il DCA n. 62 del 18/03/2026.
Tante sono le polemiche che sta provocando e ha già provocato “l’annessione “ dei servizi delle ASP ad Azienda zero.” Infatti, in tempi non sospetti sono stati effettuati altri passaggi di rami d’ azienda in Azienda Zero.
I passaggi di funzioni approvati con i DCA 192/2023 e 287/2024 e 52 del 23/02/2024 hanno riguardato la Struttura Complessa ICT, infrastrutture e applicativi digitali, coordinamento e gestione flussi informativi, la struttura complessa "Gestione Risorse Umane - Gestione delle Procedure di reclutamento" ed infine il servizio di Emergenza Urgenza.
Anche nelle precedenti cessioni ci sono state criticità sollevate ma mai affrontate né dal comitato dei direttori generali e né tanto meno delle OO.SS. firmatarie degli accordi di passaggio del personale.
Molti dipendenti delle ASP non hanno accettato la proposta e la modalità in cui è avvenuto il passaggio ad Azienda Zero.
Anche alla luce dell’impossibilità a ricoprire gli incarichi che avevano nelle Aziende di appartenenza o essere messi nelle condizioni di poter ricoprire gli incarichi nella nuova azienda.
Non è stato nemmeno possibile per i dipendenti avere un quadro chiaro delle posizioni aperte a cui avrebbero potuto accedere nel caso di passaggio.
Il personale è stato sottoposto perfino ad un colloquio motivazionale e successivamente ad un vero e proprio concorso.
Oggi parte di questo personale, essendo in carico alle Asp di appartenenza continua a svolgere funzioni necessarie e indispensabili per Azienda Zero, in modo diretto o indiretto, che la stessa azienda non riesce a gestire con il suo esiguo personale.
Il personale delle ASP non confluito in Azienda Zero aspetta ancora di essere ricollocato, rimane demotivato e in alcuni casi anche demansionato.
I nodi sono venuti al pettine, accentuando questo modus operandi, nel momento in cui è stato programmato il passaggio del personale 118, si tratta di oltre 1200 dipendenti altamente qualificati e con competenze specifiche che in caso di una eventuale rinuncia ad entrare in Azienda zero si potrebbero trovare in sovrannumero e difficilmente sarebbero ricollocabili per le competenze e i ruoli professionali per cui si sono formati da anni.
Qualche operatore ha capito ed ha già optato per la mobilità volontaria verso gli Spoke o verso le Aziende Ospedaliere dove può essere più facile una ricollocazione, senza affannarsi nell’integrazione del 118. Insomma, il problema esiste per Azienda zero che appare allo stato un contenitore vuoto che va riempito di contenuti e personale, ma noi come organizzazione FSI-USAE, riteniamo che con le forzature e i lascia passare di alcuni sindacati che non hanno consultato il personale, magari convocandolo, in assemblee pubbliche, non si otterrà il risultato tanto atteso e si continuerà con il tergiversare.
Tutto ciò a discapito della qualità dei servizi erogati ai pazienti che subiranno le conseguenze di questa metamorfosi.
Non bastano le lamentele di tutti, fra questi gli interventi di autorevoli onorevoli regionali che chiedono di rivalutare il DCA 62 del 18/03/2026, pomo della discordia, adducendo rischi organizzativi e operativi da non sottovalutare.
Prova ne è che Azienda zero non riesce a rispettare le tempistiche di un cronoprogramma, con scadenze molto ravvicinate. Intanto, in questo caos le varie ASP e Azienda zero sfornano delibere a tutto spiano, di personale senza titoli, provvedimenti che loro definiscono temporanei ma che in realtà saranno definitivi, cambiamenti di ruolo e professionalità all’occorrenza, senza battere ciglio.
Questa O.S. ha notato con piacere il disappunto della Cisl medici Calabria e del Nursing Up che probabilmente per ragioni diverse, ma certamente, condivisibili hanno inteso contestare questo accordo, quindi a nulla valgono le ragioni della Cisl regionale “a suo dire di stare in buona salute” che rappresenta gli operatori del comparto che si “sbraccia“ su alcune testate giornalistiche “anteponendo fin dall’ inizio la tutela e il benessere di ogni singolo operatore”, così si esprimono.
Non si riesce a stabilire chi hanno incontrato e di quale benessere stanno parlando, li invitiamo almeno ad andarsi a fare un giro nelle sale operative.
Apprendiamo con piacere anche le dimostranze fatte dalla Cgil e dalla Uil sul tema, sicuramente mettono in evidenza le varie problematiche dell’emergenza-urgenza sottolineando in particolare ciò di cui noi abbiamo già parlato, Azienda zero aveva fretta di chiudere l’accordo e lo ha fatto nel peggiore dei modi coinvolgendo solo alcuni sindacati che a sua volta si sono divisi nel percorso e nella sottoscrizione dell’accordo.
Noi diciamo basta, questa è una sopraffazione, l’operatore del 118 non può essere “deportato” senza chiarezza e senza dignità.
Si vuole utilizzare quale strumento amministrativo la mobilità volontaria ai sensi dell’articolo 30 del d.lgs. 165/2001 mascherandolo con un trasferimento diretto e automatico.
Ci rivolgiamo alle altre forze sindacali che non condividono questo percorso, per il bene comune degli operatori e dei pazienti, li invitiamo ad organizzarci e a dialogare in modo sereno sul tema e a fare proposte meritevoli da condividere insieme.
Questo percorso è molto accidentato, del resto siamo tutti dalla stessa parte e comunque chiediamo attenzione e sicurezza per gli operatori. Perché trasferire il personale con imposizioni camuffate, per volontà di questi pochi sindacati che non rappresentano tutti i lavoratori? Sindacati firmatari a livello nazionale che non si possono arrogare il diritto di decidere per tutti senza il consenso dei lavoratori.
Questo non è modo di fare sindacato, è solo sopraffazione, del resto ad Azienda zero questo fa comodo per tutelare gli interessi aziendali a discapito dei lavoratori e dei pazienti che “continuano a viaggiare in questa malasanità”.
Le dimissioni del Dr. Francesco Andreacchi sono il segnale, di un sistema che non può essere gestito unilateralmente senza che al centro sia posto il personale medico, sanitario e parasanitario, sottopagato a cui non viene garantita alcuna possibilità di crescita professionale e decisionale. Le professionalità calabresi vanno tutelate non si può fare ricorso a personale proveniente da altre regioni o al privato per fare caporalato anche sulle professioni sanitarie".
Il Segretario Territoriale FSI-USAE Dott. Claudio Gentile


