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Il recente accordo approvato in Regione sul passaggio del personale dell'emergenza - urgenza ( il 118) verso Azienda Zero che coinvolge ben 1244 dipendenti del settore sanità continua a far discutere.

( nella foto in apertura la Cittadelle Regionale )

Discussione nella quale si evidenzia anche una diversa visione fra sigle sindacali.Ed in merito alla posizione espressa dalla FSI-USAE ( Federazione Sindacati Indipendenti - Unione Sindacati Autonomi Europei ) pubblichiamo integralmente la nota pervenuta in redazione firma del dott. Claudio Gentile, segretario territoriale Cosenza della FSI-USAE.

"Ci sembra opportuno evidenziare alcune dinamiche che inevitabilmente si proiettano sull’utente finale che in questo caso specifico è il cittadino/paziente che ha bisogno di una buona sanità.

Ebbene qualche giorno fa, è stato approvato in Regione un accordo definitivo per il passaggio del personale dell’emergenza urgenza, per capirci del 118 ad azienda zero.

L’ accordo, in primo luogo, porta la firma del chiassoso sindacato Fials che da quello che sembra ha trainato il sindacato Cisl e il taciturno sindacato Nursind accompagnandoli alla firma, per strada però hanno perso la solidarietà del sindacato Nursing Up che nel corso delle trattative evidentemente ha ritrovato la bussola, si è reso conto che non condivide né il merito né il metodo delle trattative parlandone anche in particolare in un’assemblea degli iscritti tenutasi a Campo Calabro.

Da ricordare fra l’altro che giorno 5/3/26 a ridosso dell’accordo tanto sbandierato, la Cisl medici Calabria con una dichiarazione a verbale definiva il regolamento “non chiaro, generico e discrezionale”, quindi anche nella Cisl la linea si è contraddittoria.

In sintesi, questo accordo è stato siglato da una minoranza delle organizzazioni sindacali proprio perché i vertici di azienda zero per comodità hanno deciso di dettare le regole solo ad una sparuta minoranza di sindacati che però sono definiti firmatari del contratto collettivo nazionale, cosa che poco importa nella realtà Calabrese, difronte ad una riorganizzazione così importante.

A nostro parere questo tipo di comportamento genera solo ed esclusivamente confusione fra gli operatori del 118 che appaiono sempre più smarriti, sfiduciati e delusi.

In una prossima occasione ci sarà modo di discutere dell’accordo che sicuramente non è condivisibile nel merito e nel metodo da parte della scrivente organizzazione.

Ruberebbe troppo tempo parlarne in questa occasione, però va fatta una domanda su tutte: che fine fa il personale che non aderisce ad azienda zero, se va in soprannumero, le varie Asp hanno previsto l’impatto che potrebbe avere questa numerosa platea di operatori sulle varie piante organiche?

Oppure ci si deve augurare di essere inabile per avere una via di uscita preferenziale?

Si tratta di circa 1244 dipendenti coinvolti in questo passaggio.

Queste organizzazioni sindacali che si sono accusate la paternità non hanno agito nel rispetto delle prerogative degli operatori del 118, ma in un interesse a loro dire collettivo senza aver coinvolto nessuno degli attori del servizio, per questo gli operatori non ci vedono chiaro e sono preoccupati.

Va sottolineato che ogni accordo che abbia una portata di questo tipo necessita del passaggio per ratifica, in assemblea plenaria di tutti i dipendenti interessati, cosa che nessuno di questi sindacati ha chiesto o programmato almeno per quanto riguarda l’Asp di Cosenza che risulta addirittura capofila per tutto il 118 regionale.

Continuiamo a dire che la maggior parte degli operatori sono impiegati Asp e non Azienda zero con tutto quello che ne consegue.

Riteniamo che nella maggior parte degli statuti delle organizzazioni sindacali dopo l’approvazione di un accordo sia necessario indire un’assemblea dei lavoratori per trasferire tutti i concetti necessari, condividerli con il personale interessato e se il caso passare ad un’approvazione o disapprovazione in assemblea.

Noi come FSI-USAE abbiamo chiesto l’indizione di un’assemblea sulla tematica 118 nella seduta Rsu Asp Cosenza in data 10/03/2026 attraverso il nostro rappresentante delegato sindacale componente Rsu.

La richiesta è stata verbalizzata e rivolta a tutti i componenti Rsu e in particolare al Coordinatore Rsu Antonio Maiolino che è stato a suo dire, in pompa magna trasmettendolo attraverso un video “griffato” Fials il promotore dell’accordo in Regione in nome e per conto di tutta la Rsu dell’Asp che sull’argomento conosce ben poco, non ci risulta infatti una discussione pubblica e/o all’interno della loro assise sull’argomento.

Attendiamo che la Rsu e il Coordinatore in prima persona come ha fatto per il resto (tematica 118) si determini per convocare l’assemblea che è sovrana, non convocarla significa agire de plano, senza contraddittorio e mancando di rispetto al personale che è sovrano, ricordiamo a scanso di equivoci che i rappresentanti dei sindacati agiscono in nome e per conto dei dipendenti, questa mancanza potrebbe inficiare l’accordo.

In una recente riunione risalente al  10 Marzo tenutasi in Asp Cosenza capofila del progetto 118 con il Dott. De Salazar dove è stato illustrato il “progetto” De Salazar e gli stessi sindacati “ firmatari “ come usano definirsi hanno condiviso il discorso fatto dal De Salazar , di un rilancio del 118 passando attraverso una discussione e condivisione però dimenticando che qualche giorno prima avevano chiuso definitivamente un accordo con azienda zero sulla stessa tematica, alla faccia dei poveri operatori disorientati.

Consiglio a questi signori invece di pensare a spot pubblicitari, cincischiando come di consuetudine, di affrontare le problematiche con responsabilità per il bene comune dei dipendenti interessati e soprattutto dell’utente finale il “paziente”. Se il dipendente 118 non è motivato e bistrattato di conseguenza purtroppo il risultato finale inevitabilmente si ripercuote sul malato che è l’elemento determinante del processo.

Batta un colpo il Dott. De Salazar si apra alla discussione con tutti i sindacati e le forze sociali senza restare “ostaggio “solo di pochi per dare una mano agli operatori sfiduciati, ricordando che l’Asp di Cosenza è capofila e non è subalterna a nessuno.

Ad oggi il 118 continua a non brillare, continua a pagare per una gestione opaca delle amministrazioni precedenti, continua a mal gestire la sua organizzazione anche e soprattutto per la mancanza di protocolli.

Addirittura, anche in questa fase precaria e di riorganizzazione le Asp e Azienda zero continuano a sfornare nomine, non si capisce a che titolo e con che titoli, di personale che dovrà gestire i processi, non agendo in conformità alle norme.

Basta sfogliare l’Albo pretorio delle Asp e Azienda zero per poter vedere le nomine effettuate senza alcuna manifestazione d’ interesse o avviso o concorso pubblico, delibere che continuano con la stessa storia di prima e si trincerano dietro la voce “utilizzo temporaneo “, leggasi però definitivo nel tempo, molto in uso in queste amministrazioni.

O magari all’interno di queste delibere i Ruoli degli operatori che all’occorrenza vengono rimodulati o adattati (l’infermiere diventa amministrativo e viceversa, o magari il tecnico diventa operatore sociosanitario e viceversa, o ancora il medico diventa infermiere o qualcos’altro e viceversa), tutto in barba al mansionario stabilito nei vari contratti collettivi.

Tutto questo si può definire consuetudinario.

Ebbene ci sembra opportuno quindi aprire una discussione seria su questa tematica senza indugiare e/o delegare ad altri il ruolo di capofila.

L’Asp di Cosenza ha tutte le carte in regola con la nomina del Dott. De Salazar per farsi sentire e rinnovare l’organizzazione del 118 rivoltandola magari come un calzino visto che ad oggi la precedente gestione è stata solo opaca e fallimentare".

Il Segretario Territoriale FSI-USAE Dott. Claudio Gentile


Editoriale del Direttore