Il tanto decantato debito delle  aziende sanitarie e delle  aziende ospedaliere è stato, ed è ancora oggi, al centro del dibattito sulla disfunzione del mondo sanitario calabrese. Da un lato l'impossibilità per anni di vare un quadro preciso dell'entità del debito, dall'altro la mancanza di bilanci chiari e precisi con casi addirittura di contabilità orali.
 
Un tema che ha fatto discutere tanto anche a livello nazionale con tante trasmissioni TV trasmesse da canali nazionali. E la chiarezza sui conti è il primo gradino da raggiungere per poi affrontare con decisione altre tematiche sanitarie irrisolte da decenni.
 
E sulla ricognizione del debito il Governatore Roberto Occhiuto che oramai da quasi un anno è anche Commissario ad acta per la sanità ha affermato che "finalmente la Guardia di Finanza ci ha restituito la bozza di convenzione che avevamo preparato. Abbiamo costituito dei gruppi di lavoro, anche all'interno del dipartimento e ognuno per azienda ospedaliera e sanitaria. Questi gruppi di lavoro saranno coadiuvati dalla Guardia di Finanza, entro fine anno accerteremo l'entità del debito sanitario. Una cosa che i commissari in passato non sono mai riusciti a fare e questo è un obiettivo strutturale che stiamo cercando di conseguire".
 
"Entro dicembre avremo la ricognizione del debito e io sono convinto che all'esito di questa attività - ha concluso il Goveratore Roberto Occhiuto - si vedrà che questo debito monstre in Calabria nemmeno c'è. Perché quando riconcilieremo i conti del tesoriere e quindi della banca con i pagamenti effettivamente realizzati alle cliniche private e agli operatori che dicono di avere crediti si verificherà che i crediti sono stati pagati e non una volta sola ma due o tre volte e quindi invece di avere dei creditori scopriremo di avere dei debitori".
 
Se dovesse realmente verificarsi tale situazione sarà interessante verificare se i doppi o tripli pagamenti sono stati involontari o il frutto di una precisa volontà mirata a rimpinguare le casse dei presunti creditori con connivenze della burocrazia sanitaria magari avallata dai politici che tutelano tale burocrazia, che determinano le carriere nelle Asp e nelle aziende ospedaliere e che hanno utilizzato le stesse quali bancomat per arricchirsi e per coltivare il "voto di scambio" oltre ad avvantaggiare magari strutture sanitarie private accreditate anch'esse legate sempre alla Casta politica che non figurano quali proprietari ma lo sono di fatto comunque utilizzando prestanomi e lecchini compiacenti adottando gli stessi ed identici sistemi della criminalità mafiosa.
 
Quella criminalità che se non fosse protetta dalla parte inquinata della politica non potrebbe neanche esistere.
 
Quel connubio di borghesia mafiosa che nella sanità ha sempre avuto la gallina dalle uova d'oro. Quello che un tempo erano i lavori pubblici e che oggi, da almeno un ventennio è la sanità.
 
Redazione

Editoriale del Direttore