Eugenio Canino, presidente dell’Associazione "Savutolibero", da sempre impegnato sul tema della cultura della Legalità e promotore del prestigioso Premio "Costruttori di Legalità", giunto alla sua ben diciottesima Edizione, interviene sulla decisione del Consiglio di Stato sul caso del magistrato Eugenio Facciolla esprimendo il proprio compiacimento.
( nella foto in apertura il Magistrato Dott. Eugenio Facciolla con Eugenio Canino, Presidente Associazione SavutoLibero in una delle edizioni del Premio "Costruttori di Legalità")
"Abbiamo appreso con grande soddisfazione la notizia della decisione del Consiglio di Stato che riguarda il dottor Eugenio Facciolla.
È un sentimento che desidero condividere con tutti gli amici del gruppo e con gli aderenti alla nostra associazione, che hanno seguito con attenzione e partecipazione questa lunga vicenda".
È con queste parole che Eugenio Canino, appresa la notizia della pronuncia riguardante il magistrato Eugenio Facciolla, ha manifestato al gruppo la propria soddisfazione e quella degli aderenti all’associazione che rappresenta.
Una decisione particolarmente significativa nell’ambito della lunga vicenda professionale e giudiziaria che ha interessato Facciolla, già Procuratore della Repubblica di Castrovillari.
Il Consiglio di Stato ha respinto l’impugnazione proposta contro la precedente pronuncia del TAR del Lazio, che aveva annullato il provvedimento con il quale il Consiglio Superiore della Magistratura non aveva confermato Facciolla nelle funzioni direttive di Procuratore della Repubblica.
La pronuncia interviene dopo un altro passaggio fondamentale: l’assoluzione pronunciata dal Tribunale di Salerno il 18 luglio 2025 nel procedimento penale che aveva coinvolto il magistrato.
Sono due piani giuridicamente distinti – quello penale e quello amministrativo – che hanno tuttavia segnato profondamente il percorso professionale e personale di Facciolla.
Da una parte l’esito assolutorio del procedimento penale; dall’altra il contenzioso amministrativo relativo alla decisione assunta dal CSM sulla conferma nell’incarico direttivo.
Per Eugenio Canino, la nuova pronuncia rappresenta dunque motivo di particolare soddisfazione.
Un sentimento che, come ha voluto sottolineare rivolgendosi al gruppo, non è soltanto personale, ma è condiviso dagli aderenti all’associazione che rappresenta e da quanti hanno seguito negli anni la vicenda del magistrato.
L’esito del giudizio offre inevitabilmente anche lo spunto per una riflessione più generale sul rapporto tra giustizia, istituzioni e tutela delle persone.
Quando una vicenda giudiziaria e amministrativa si prolunga nel tempo, infatti, le sue conseguenze non rimangono circoscritte alle aule dei tribunali, ma possono incidere profondamente sulla carriera, sulla reputazione e sulla vita di chi ne è coinvolto.
Ed è proprio in questi casi che assume particolare importanza il sistema delle garanzie previsto dallo Stato di diritto: ogni provvedimento delle istituzioni deve poter essere sottoposto al controllo degli organi giurisdizionali competenti e, quando ne ricorrano i presupposti, essere riesaminato o annullato.


