Alquanto stucchevole la ridda di dichiarazioni contro alcune presunte affermazioni del Procuratore capo della Procura della Repubblica di Napoli, dott. Nicola Gratteri, per molti anni impegnato nella lotta alle mafie in Calabria, rilasciate in una intervista sul referendum relativo alla separazione delle carriere in magistratura che si terrà il prossimo 22 e 23 marzo.
( nella foto in apertura il Procuratore capo della Procura della Repubblica di Napoli, dott. Nicola Gratteri )
E in merito a tutto ciò che ha scatenato forti polemiche nei confronti del dott. Gratteri è opportuno pubblicare quanto riportato l'autrice dell'intervista, la bravissima giornalista Lucia Serino, in un post sul suo profilo Facebook.
Intervista su "Il Corriere della Calabria" divenuta oggetto della polemica anche a livello nazionale.
"Se la lingua italiana ha ancora un senso - scrive Lucia Serino sul post Fb - vorrei invitare tutti coloro che si stanno indignando per le dichiarazioni che il Procuratore Gratteri ha fatto nella mia intervista sul referendum al Corriere della Calabria a riascoltare con attenzione le sue parole.
NON HA MAI DETTO che quelli che votano sì sono massoni etc etc. HA DETTO che gli indagati, la massoneria deviata etc etc, queste categorie dunque, voteranno per il Sì.
È diverso. Molto diverso".
E' chiaro che il Procuratore Gratteri ha affermato che voteranno per il "Si, "anche" alcune categorie e non che chi voterà per il "Si" sono "solo ed esclusivamente" determinate categorie.
Vi è una differenza abissale. E' ovvio che per il "si" voteranno tante persone per bene che ritengono fondato il Referendum del 22 e 23 marzo, come voteranno per il "Si" tanti operatori della Giustizia e finanche un cospicuo numero di magistrati che si sono apertamente dichiarati per il "Si".
E l'identico discorso vale per chi voterà per il "No", ritenendo valide le ragioni del "no".
E lo stesso Procuratore Nicola Gratteri ad intervenire specificando il senso delle proprie affermazioni.
«I miei interventi non possono essere parcelizzati - ha affermato il Procuratore Nicola Gratteri - e letti in modo disorganico rispetto ad una intervista che parlava di indagini e situazioni di malaffare in cui ho detto che a mio parere voteranno Sì certamente le persone a cui questo sistema conviene, quindi certamente tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura.
Non ho detto, come strumentalmente vogliono fare credere, che quelli che votano Sì sono TUTTI appartenenti a centri di potere».
E' ovvio che tanti di coloro i quali non hanno mai detto una sola parola sui magistrati che, soprattutto in Calabria, non hanno mai effettuato alcuna indagine sul rapporto politica - affari - voto di scambio e che non hanno mai proferito parola sulle tante Procure denominate "Porto delle Nebbie" non potevano che sfruttare l'occasione per scagliarsi contro il Procuratore Gratteri.
Anche tutto ciò conferma la misera fine della stagione antimafia, la fine della cultura per la legalità e la fine della lotta alla corruzione, oramai divenuta la normalità.
Argomenti che non interessano più nessuno e che sono passati di moda.
Numerosi gli esponenti di Forza Italia che senza verificare la veridicità e il vero significato delle dichiarazioni del Procuratore Gratteri si sono lanciati in critiche anche piuttosto ardite.
Quindi oltre al Presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, anche il segretario nazionale e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani per poi seguire con la Vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il Vicepresidente della Commissione Giustizia, Enrico Costa, il Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto e tanti altri.
Non vi è dubbio che in Calabria per la forza espressa dal centrodestra il "Si" non potrà che vincere a mani basse.
Ma sul piano nazionale la partita è ancora aperta e se una quota di chi non si reca alle urne non credendo più a tutta la classe politica di questa nefasta Seconda Repubblica, dovesse decidere di votare per il "No" recandosi alle urne referendarie non è detto che il "Si" vinca.
Anche se, indubbiamente,a parte i vari sondaggi, il "Si" appare ad oggi in netto vantaggio.
Redazione


