Mentre il numero dei docenti in Calabria rimane stabile e si attesta nell'anno scolastico in corso a 36.143 docenti, il numero degli studenti continua a calare inesorabilmente.
Basta solo un dato In venti anni, dal 1° settembre 2005 al 1° settembre 2025 gli studenti di ogni ordine e grado in Calabria sono passati da 390.689 a 254.725, un terzo in meno, cioè ben 135.964 in meno alla media di quasi 7.000 studenti svaniti ogni anno, con oramai oggi un docente ogni 7 alunni.
Un calo che ha prodotto un continuo ridimensionamento e accorpamento delle scuole con la riduzione a soli 279 dirigenti scolastici e 1.400 unità del personale ATA in tutta la Regione.
Un calo della platea studentesca che rende l'idea dell'impoverimento, dell'invecchiamento e della desertificazione giovanile della nostra Calabria.
In qualsiasi altra area del Pianeta si sarebbe corso ai ripari, ma in Calabria tutto tace e tutto procede come nulla fosse, nell'appiattimento culturale, sociale e civile che oramai contraddistingue il modello sociale calabro.
Ognuno pensa solo a se stesso.
Ognuno, adeguandosi al "Sistema" cerca solo di tutelarsi affidandosi al politico o al protettore di turno in una terra dove tutto, come sempre, dipende solo dalla Casta politica.
E al fenomeno marcato della denatalità che poi si traduce in un minor numero di studenti si aggiunge un fenomeno nuovo e non trascurabile.
Quello della generazione "Baby Boomer", cioè i nati fra il 1946 e il 1964, che hanno vissuto la loro gioventù nel pieno boom economico del dopoguerra, che, giunti alla pensione, raggiungono i propri figli che vivono in altre regioni d'Italia e abbandonano la Calabria.
Un tempo gli emigranti sognavano il ritorno, oggi si emigra anche dopo i 60 - 70 anni.
Altro che la famosa e decantata "Restanza" che in teoria bellissima e desiderata da tutti è ancora oggi una grande utopia.
Come si può restare in borghi dove chiudono gli Uffici postali, dove non ci sono più sportelli bancari, dove non ci sono più medici di famiglia e guardie mediche, dove non ci sono più, in alcuni casi, neanche distributori di carburante, dove praticamente vi è rimasto il deserto.
Belle le parole, le favole, gli annunci, il tutto bello, l'ottimismo decantato e diffuso a piene mani per nascondere la realtà.
Ed essendo la Calabria la Regione in Europa con la più alta percentuale di ultrasessantenni, circa il 55% della popolazione, è anche la Regione in Europa con il più alto tasso di malati cronici che in Calabria hanno sempre più difficoltà per curarsi.
In tanti, infatti, hanno rinunciato alle cure.
Sanità allo sfascio, il lavoro praticamente scomparso, il lavoro privato ridotto a sfruttamento con salari da quarto mondo, agibilità politica e sociale nulla e vi è chi parla di "Restanza" e "Calabria Meravigliosa".
Ma oggi è l'epoca del "Sonno della Ragione", delle "Fake News", delle false verità.
E la falsità ha preso il sopravvento con la verità odiata e disprezzata da tutti.
Redazione


