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Il grande Indro Montanelli sosteneva spesso che la funzione del vero giornalismo è quello di "cane da guardia della democrazia".

( nella foto in apertura Indro Montanelli (1909 - 2001) )

Questa definizione esatta e sacrosante nei tempi in cui Montanelli esplicava la sua nobile professione aveva un suo grande significato.

Oggi non ha più alcun valore.

Il giornalismo esercita una sua funzione quando riesce a determinare un pensiero critico del lettore  e orientare anche la cosiddetta "opinione pubblica".

Oggi non esiste più alcun pensiero critico e men che meno esiste l'opinione pubblica.

Nella trasformazione, o, per meglio dire, nella terribile e nefasta involuzione della società degli ultimi anni il concetto di opinione pubblica è completamente svanito per il semplice fatto che di pubblico non vi è più nulla.

La società è un concetto superato. In realtà vi sono milioni di sfrenati individualismi radicati in un mondo dove ciò che conta è il dio denaro e l'apparire.

Individualismi che sfociano nell'odio e nella rivalità contro tutti e tutto.

Altro che concetto di società.

E, in egual modo, l'opinione pubblica è stata disintegrata dal fatto che ognuno costruisce una propria opinione spesso senza alcun costrutto solo attraverso messaggi e fake news che impazzano sui social, che, in ultima analisi sono stati i distruttori e la causa principale del disastro di oggi.

Ognuno può scrivere post su tutto lo scibile umano e sentirsi culturalmente alla pari di Leonardo Da Vinci e quindi non ascoltare nessuno e non apprendere nulla.

In un simile contesto nessuno può insegnare nulla e nessuno può apprendere nulla.

Basti pensare che oltre il 40% degli italiani è affetto da analfabetismo di ritorno cioè l'incapacità di comprendere ciò che vede, ciò che ascolta e ciò che legge ( sui social ) e non è in grado di concepire nessun commento critico autonomo.

In tale contesto le edicole chiudono, i quotidiani cartacei vendono sempre meno copie, i giornali non influenzano più nessuno e anche i quotidiani on- line non riescono a far quadrare i conti.

Le redazioni licenziano, i giornalisti vivono di precarietà e di paghe bassissime.

Tranne una piccola elitè legata alla politica e protetta e privilegiata per appartenenze familiari, dinastiche e di potere, per la gran maggioranza solo fame, precarietà a vita e rischi di querele temerarie.

In soli pochi anni, dal 2020 al 2024, si sono persi per strada più di un terzo dei lettori dei quotidiani cartacei.

Su 60.000.000 di residenti in Italia si vendono solo 1.320.000 quotidiani al giorno e nel digitale solo 190.000 sono le copie frutto di abbonamenti ai siti on - line.

Praticamente oramai il nulla cosmico.

Bastano un paio di influencer per raggiungere tali cifre.

Gli abbonamenti on-line sono poca cosa, le pubblicità sempre meno e i costi sempre maggiori.

Oramai le aziende editoriali sono tutte in passivo.

Riescono a sopravvivere quelle sovvenzionate dallo Stato e quelle acquistate da grandi imprenditori che, pur sapendo di acquistare aziende in perdita, li acquistano per compensare con altre attività i favori di un giornalismo di sudditanza al potere e alla politica.

Perdono  nell'editoria ma acquisiscono grandi favori dalla politica e incassano con altro.

 

In tal modo non esistendo più un libero editore sganciato dalla politica quello che rimane della stampa si riduce ad essere solo un megafono sempre meno ascoltato del potere politico.

Altro che cane da guardia della democrazia. Esattamente il contrario, cane da guardia del potere corrotto e corruttivo della politica che tutto esercita nel periodo di decadenza che viviamo, tranne che esercizio democratico del potere.

E l'Italia è oggi uno dei paesi dove si legge di meno.

Nel lontano 2004 il 72% degli italiani leggeva un quotidiano. Dopo venti anni, nel 2024, gli italiani a leggere un quotidiano sono il 20% ( sia cartaceo che on - line).

In un simile scenario, morendo il giornalismo, muore la democrazia, muori il diritto all'informazione, quella vera, sempre più rara.

La strada verso nuove forme autoritarie è stata già presa ovviamente nella non consapevolezza del popolo italico.

Che subissato da informazioni sui social da fake news, profondamente ignorante e senza alcun senso critico è oramai pronto a seguire il pifferaio magico e finire danzando e felici nel burrone come tutti i topolini che seguivano inebriati il magico suono del flauto seduttore.

Redazione

 


Editoriale del Direttore