Sono trascorsi due decenni dalla morte dell'On. Francesco Fortugno che venne barbaramente assassinato a Locri dinanzi al seggio dove si votava per le primarie dell'Ulivo.
( nella foto l'On. Francesco Fortugno ucciso il 16 ottobre 2025 a Locri, 54 anni, stimatissimo medico aveva più volte denunciato le infiltrazioni criminali nella sanità )
Francesco Fortugno era vicepresidente del Consiglio regionale ed era uno stimato ed apprezzato medico.
Più volte ebbe il coraggio di denunciare le infiltrazioni criminali e mafiose nel mondo della sanità.
Inutile dire che il suo sacrificio è stato completamente inutile.
Oggi la criminalità è molto più forte di allora e nel mondo della saniità pesa molto più di allora.
Ma vi è da sottolineare che in seguito alla morte di Francesco Fortugno nacque sull'onda della protesta e dell'indignazione anche un movimento giovanile che prese il nome di "Ammazzateci tutti" che ebbe notorietà nazionale.
Era un movimento di giovani che voleva diffondere la cultura della legalità, che voleva rompere con il muro dell'omertà.
Ne divenne rappresentante il giovane Aldo Pecora che riuscì a giungere alla ribalta nazionale.
"I ragazzi di Locri" furono in grado di avere una loro voce, un loro seguito che fece sperare in qualche cambiamento.

Ma alla fine anche il Movimento "Ammazzateci Tutti" si spense nell'oblio e nella smobilitazione di chi lo aveva lanciato.
Anche "I Ragazzi di Locri" furono solo una stagione mediatica che ebbe una durata limitata.
Anche il loro entusiasmo e il loro coraggio di uscire allo scoperto in territori dominati da anni dalle famiglie storiche della 'ndrangheta che controllano anche l'aria che si respira oltre ai preziosissimi voti che sono fondamentali soprattutto nelle elezioni regionali si spense e tutto ritornò alla "normalità".
Con una differenza sostanziale.
Nei decenni passati qualche barlume di protesta, qualche personaggio politico aveva il coraggio di portare avanti delle battaglie contro la corruzione e la criminalità, e riusciva anche ad essere eletto.
Oggi, invece, con la selezione "naturale" di una classe politica complice, corrotta e sempre più alla ricerca del voto delle famiglie di 'ndrangheta non vi è più spazio di movimento per chi vorrebbe cambiare l'esistente e non vi sono più le condizioni per un politico che combatte le mafie ne per essere candidato e ancor più di essere votato.
Tante le inchieste giudiziarie dove si è potuto accertare che alle porte dei capi - mafia vi era la fila di candidati regionali che chiedevano il voto.
Ovviamente l'unico voto vincente in Calabria, quello di scambio che altrove è un reato, in Calabria è la normalità.
Lodevoli le commemorazioni e i momenti di ricordo di uomini che hanno sacrificato la loro vita per battaglie di legalità ma è necessario avere la consapevolezza che tali momenti rimangono circoscritti al momento stesso e che oramai non hanno più alcuna incisività sociale e collettiva.
Inoltre è necessario sottolineare, per come ha sostenuto in più occasioni il Procuratore capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, profondo conoscitore delle dinamiche politico - criminali della Calabria, "Su 820.000 votanti almeno 200.000 sono i voti controllati dalla 'ndrangheta" e gli amici degli amici vanno tutti a votare.
Oggi la 'ndrangheta non ha alcuna necessità di uccidere o di intimidire qualcuno.
Oggi tutto ruota attraverso personaggi politici di peso che notoriamente sono espressione del potere criminale e del patto corruttivo fra politica, borghesia mafiosa e 'ndrangheta.
Neanche la magistratura e le Procure riescono più a scalfire tale "Sistema".
Con buona pace di uomini come Francesco Fortugno e di movimenti antimafia come "Ammazzateci Tutti".
La stagione dell'antimafia si è definitivamente spenta.
Il termine legalità è oramai fuori moda.
La borghesia mafiosa, la politica corrotta e le famiglie di 'ndrangheta hanno vinto.
I calabresi onesti e per bene hanno perso.
In una terra consegnata alle mafie e soprattutto alla corruzione politica e alle caste della borghesia mafiosa dominante anche la speranza è oramai insignificante.
Redazione


