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Gianni Alemanno, detenuto dal 31 dicembre 2024 nel carcere di Rebibbia, già Sindaco di Roma dal 2008 al 2013 e Ministro con Berlusconi dal 2011 al 2006, in una intervista rilasciata alla giornalista Irene Famà per il quotidiano "La Stampa" rilancia ed apprezza la scelta politica del Generale Roberto Vannacci, che, nel quadro stagnante e immobile della politica italiana con leader segretari e padroni assoluti dei partiti che gestiscono praticamente da sempre è l'unica novità sostanziale degli ultimi anni.

 
( nella foto in apertura il Generale Roberto Vannacci con l'ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno )
 
Basti pensare che la Lega è gestita dal padre - padrone Matteo Salvini dal lontano 15 dicembre 2013 e che Fratelli d'Italia è un partito nato nel 2012 gestito dalle sorelle Giorgia e Arianna Meloni fin dal 21 dicembre 2012, data di nascita del partito stesso e dove l'unica preoccupazione del quadro dirigente è il fare a gara per chi è più bravo nel replicare e nel compiacersi con le sorelle.
 
E' curioso il fatto che il partito non cambi nome da "Fratelli d'Italia" a "Sorelle d'Italia", sarebbe più consono alla realtà.
 
In tale contesto molti elettori della Lega e di Fratelli d'Italia, delusi dalle tante mancate promesse e da una gestione autoritaria dei due partiti dove la militanza, l'impegno, il merito non hanno alcuna importanza e dove conta solo il rapporto compiacente e personale con il "capo", potrebbero nell'urna votare "Futuro Nazionale", la creatura politica del Generale Vannacci.

Alla domanda posta dalla giornalista de "La Stampa" a Gianni Alemanno :"Vannacci ha fondato un suo partito e vuole porsi come leader nella sfida identitaria. Ce la farà?" lo stesso Alemanno risponde affermando che "Se saprà costruire un’aggregazione politica ampia e partecipata, ce la farà sicuramente. Tra l’altro ha un background di vita, cultura e patriottismo molto superiore a quello di Meloni e Salvini".

E gli ultimi sondaggi certificano la crescita di "Futuro Nazionale" che per molti sarà in grado di superare lo sbarramento del 4%.
 
Del resto negli ultimi anni l'elettorato ha dimostrato una grande propensione agli spostamenti e al cosiddetto voto di protesta.
 
Nelle elezioni politiche del 2018 il Movimento 5 Stelle prese ben 10.945.411 voti, il 32,66%, nelle Europee del 2019 la Lega raggiunse il 34,3% con 9.175.208 voti e nelle politiche del 2022 il grande successo di Fratelli d'Italia con il 26%, cioè 7.300.628 voti.
 
Uno scenario di mobilità del voto a dir poco impressionante a fronte, invece, di un quadro politico stagnante dove a gestire il vero e reale potere sono oramai in pochissimi.
 
In un contesto simile sarà interessante osservare se in questo ultimo tratto della legislatura che ci divide dal voto del 2027 si affronterà la paventata riforma elettorale e se dopo un'intera legislatura a guida Meloni, gli italiani riconfermeranno la fiducia a Fratelli d'Italia e al centrodestra.
 
Redazione
 

Editoriale del Direttore