Francamente sarebbe stata una grande sorpresa se il Pd calabrese, consociativo da sempre del potere e facente parte del PUT ( partito unico della Torta), termine utilizzato e coniato dal candidato Presidente Carlo Tansi, fosse stato concorde con la eventuale candidatura del Sindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi De Magistris a Governatore.

Se qualcuno ricorda e la memoria è un grande difetto del popolo calabrese nella enciclopedica inchiesta "Why Not" non erano in pochi gli esponenti Pd coinvolti, poi indubbiamente indenni dall'inchiesta stessa che il "Sistema" di corruzione che impera in Calabria da sempre ha disintegrato. Sarebbe stata una grande sorpresa avere un Pd a favore di un uomo anti "sistema" che ha pagato un caro e duro prezzo per essersi permesso in Calabria di indagare sugli intoccabili. Ed in merito alla eventuale candidatura di De Magistris alcuni esponenti del Pd hanno scritto una lettera al segretario nazionale Zingaretti. La lettera è firmata da Mario Galea, già presidente della federazione del  Pd di Crotone, del dirigente provinciale della federazione Pd di Catanzaro Ernesto Palma, dei consiglieri comunali Pd di Monterosso, Montalto Uffugo e Cardeto, Massimiliano La Serra, Rocco Raimondo e Saverio Russo. "Circola voce in Calabria- si legge nella lettera indirizzata a Zingaretti  - che uno dei candidati alla Presidenza della regione potrebbe essere Luigi de Magistris, l’attuale sindaco di Napoli. Vogliamo dirti con sincerità che, chiunque sia il suo sponsor – anche se alcuni di noi, che conoscono il personaggio, pensano che lo sponsor potrebbe essere lui stesso - noi non potremmo accettare questa vera e propria offesa alla libertà e all’autonomia dei calabresi. La riduzione definitiva di questo nostro difficile territorio ad una colonia d’oltremare. Anche se la memoria non è più presente come elemento distintivo della condotta delle forze politiche, ricordiamo l’atteggiamento di scherno riservato all’epoca della sua prima elezione al comune di Napoli – nella mitica stagione della bandana - nei confronti del segretario del Pd del tempo, Pierluigi Bersani, tenuto irrisoriamente fuori dall’esecutivo. Condotta che durò dieci anni. Una tale scelta cadrebbe sui calabresi  ad appena un anno da quell’altra sciagurata, attuata nella persona di Filippo Callipo. Il quale, dopo essersi candidato nel 2010 contro il centrosinistra, causandone la sconfitta e dopo essersi, cinque anni dopo, impegnato teatralmente a favore della candidata del centrodestra e contro il nostro candidato Mario Oliverio, è stato pregato di candidarsi, ad onta dell’anagrafe, come elemento di novità e di grande rinnovamento, più che dal centrosinistra, dal Pd da te guidato". Ma molto più pesante della lettera inviata a Zingaretti è stata l'intervista rilasciata a "Il Mattino" dal capogruppo regionale del Pd, Domenico Bevacqua, nella quale lo stesso Bevacqua boccia sonoramente tale candidatura mai voluta e mai sponsorizzata da alcun esponente del Pd sostenendo che in Calabria "non vi è bisogno di alcun nuovo commissario". Del resto sul fatto che nessun esponente del Pd calabrese potesse sponsorizzare anche sommessamente la candidatura di Luigi De Magistris nessuno può nutrire dubbio alcuno. Conoscendo il Pd in Calabria e la sua storia era un fatto assolutamente certo.

Redazione

Editoriale del Direttore (2)