L’Associazione Antimafie e Antiusura Dioghenes APS vuole tenere viva la memoria nei confronti di Lea Garofalo, la fimmina massacrata e bruciata in un bidone dalla mafia calabrese a Milano il 24 novembre del 2009, attraverso il coinvolgimento degli studenti delle scuole italiane (di ogni ordine e grado) e con l’individuazione di personalità (“Testimoni” del nostro tempo) che si sono distinte tramite la loro professione e il loro impegno, dando un serio contributo alla lotta alle mafie e al contrasto della mentalità mafiosa.

PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo, il programma ufficiale

Con il PREMIO NAZIONALE dedicato a Lea Garofalo, si intende valorizzare, attraverso le competenze delle scuole italiane, i temi legati alla educazione alla legalità, alla inclusione sociale e culturale. 

Senza dimenticare le azioni di donne e uomini che, nel silenzio generale, contribuiscono con azioni concrete ad una forma di resistenza attiva. Il coraggio e la passione rendono ancora viva questa battaglia da vincere. A tutti i costi.

Per questa ragione verranno premiate le opere realizzate dagli Studenti e saranno individuati i “Testimoni” del nostro tempo.

 

La I edizione del PREMIO, ideata ed organizzata da Dioghenes APS, con il contributo della testata giornalistica nazionale WordNews.it (in partnership con l’Ufficio Stampa Nazionale Lo Scriptorium e Romanzi Italiani), ha come finalità la diffusione della storia di Lea Garofalo nelle scuole e nei territori italiani.

Soprattutto per non dimenticare le tante storie di donne e uomini che hanno avuto la forza e il coraggio di contrastare le mafie.  

21 novembre 2022 – Conferenza Stampa

ore 12:00 – Presentazione dell’evento alla Stampa, con la presenza degli organizzatori della manifestazione, presso la sala “Paolo Borsellino” della Provincia di Crotone.

Interventi: Paolo De Chiara (Presidente Dioghenes APS), Marisa Garofalo (Presidente Giuria Premio), Sergio Ferrari (Presidente della Provincia di Crotone), Simone Saporito (Sindaco di Petilia Policastro). 

 

1 ^ GIORNATA, 22 novembre 2022

 

ore 11:00 - Una delegazione di Dioghenes APS, rappresentata dal Presidente dell’Associazione Antimafie e Antiusura e Responsabile del Premio, dal Presidente della Giuria del Premio e dagli esponenti della società civile incontrerà gli Studenti dell’ISS “Pertini Santoni” di Crotone, per affrontare le tematiche legate alla Cultura della Legalità.

 

 

«Battendo sempre sullo stesso chiodo può persino crollare una casa».

Pier Paolo Pasolini

 

2^ GIORNATA, 23 novembre 2022

 

ore 11:00 Una delegazione di Dioghenes APS, rappresentata dal Presidente dell’Associazione Antimafie e Antiusura e Responsabile del Premio, dal Presidente della Giuria del Premio e dagli esponenti della società civile incontrerà gli Studenti del Liceo Scientifico “Filolao” di Crotone, per affrontare le tematiche legate alla Cultura della Legalità; 

image.jpeg

 

ore 19:30 – Presentazione del libro UNA FIMMINA CALABRESE (Bonfirraro editore).

 

Sarà presente l’autore.

 

Saluti: Simone Saporito (Sindaco di Petilia Policastro).

 

Relatori: Marisa Garofalo (sorella di Lea), Pino Cassata (coordinatore Agende Rosse di Rozzano e dintorni).

 

Modera: Carmelo Colosimo (giornalista Gazzetta del Sud)

 

L’evento si svolgerà presso il ristorante Le Giarre, Roccabernarda (Kr), via Giardini n. 12

 

3^ GIORNATA, 24 novembre 2022

 

TREDICI ANNI DOPO

Per non dimenticare la morte violenta subita da Lea Garofalo a Milano

(24 novembre 2009 – 24 novembre 2022)

Premiazione degli Studenti vincitori del Bando. Consegna degli Attestati per le opere “fuori concorso”.

Consegna del Premio ai “Testimoni” del nostro tempo e consegna delle Menzioni Speciali.

 

La parte musicale è affidata agli Studenti dell’Istituto “G. Marconi” di Petilia Policastro e di Pagliarelle e dell’Istituto “D. Alighieri” di Foresta.

 

Saranno consegnate all’Amministrazione locale le firme raccolte (change.org) per l’intitolazione di una strada a Pagliarelle a Lea Garofalo.

 

 

 

La Cerimonia si svolgerà presso la Biblioteca comunale di Petilia Policastro (Crotone), via Mercato.

 

 

I PREMI SPECIALI sono realizzati dal maestro orafo Michele Affidato.

Sulla coltre del tuo cordoglio

Oltre il limite del cielo

Voliamo insieme

In sottofondo la tua risata catartica

Così, lungo la strada scura

Ci rialzeremo l'una per l'altra

Ti penso, Lea

Marisa Garofalo, Presidente di Giuria PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO

 

In un Paese strano, senza memoria, è fondamentale ricordare anche con un Premio, quindi ogni anno, una donna che è stata massacrata dalla schifosa ‘ndrangheta. Gli errori commessi in passato non devono essere più ripetuti. Questa donna calabrese è stata stritolata dalla violenza criminale della mafia calabrese ma è stata anche abbandonata da uno Stato poco attento a tutelare i suoi cittadini. E le scuse ancora non sono arrivate. La testimone di giustizia compare ancora negli elenchi dei collaboratori di giustizia. Una vergogna di Stato.  

Lea Garofalo è stata abbandonata ed isolata da tutti. In vita. Solo dopo la morte ha ottenuto rispetto e credibilità. Nel Paese “orribilmente sporco” bisogna aspettare la morte per diventare credibili. Tutto ciò non deve più accadere. Le persone vanno tutelate quando sono vive.

Non basta, poi, ricordarle sulle bandiere e sui prodotti alimentari.

Basta con questa inutile e dannosa ipocrisia italiota.    

Il Premio dedicato alla sua memoria è necessario per rinnovare la memoria e per coltivarla ma, soprattutto, per spazzare via una mentalità mafiosa presente ovunque, non solo nei territori dove questi farabutti hanno ancora il bastone del comando.

Paolo De Chiara, Presidente Dioghenes APS, Ass. ANTIMAFIE e ANTIUSURA

 

Lea, una donna che ha saputo ribellarsi alla ‘ndrangheta pagando con la vita, è esempio di coraggio. Da Testimone di giustizia non posso non puntare il dito su chi avrebbe dovuto proteggerla e, come già accaduto, non ha fatto nulla. Lasciandola come un bersaglio di una vendetta già annunciata. Vendetta consumata per mano criminale.

Una donna, che dopo essersi ribellata, ha “collaborato” con la giustizia ma senza essere stata mai una delinquente. Non ha barattato la sua “collaborazione” con gli organi inquirenti. Cosa che, invece, i collaboratori di giustizia fanno, assicurandosi protezione e sconti di pena.

Una protezione che non è mai stata data a Lea, rimasta sempre abbandonata a sé stessa. A volte umiliata e offesa da chi avrebbe dovuta proteggerla. Ha trovato la morte. Uccisa da chi l’ha voluta punire e zittire per sempre, lanciando un messaggio criminale: “chi si ribella e denuncia deve morire”. Se avesse trovato la giusta protezione e il giusto appoggio, oggi, Lea sarebbe tra di noi a gridare che la ‘ndrangheta fa schifo. Questa donna è una eroina ma anche una vittima di un sistema di protezione che negli anni ha distrutto molte vite. Bisogna ricordare Lea ogni giorno perché la sua morte non resti un sacrificio invano, perché chi l’ha abbondonata venga allontanato per sempre dal Servizio centrale di protezione. Un Sistema che infligge sui Testimoni continue pressioni psicologiche e vessazioni. Tutto questo è accaduto anche a Lea. Molti hanno definito il Programma una tortura e solo chi è stato inserito nello Speciale programma di protezione può documentare ciò che accade. In molti hanno paura di parlare.

Ricordare Lea Garofalo con un Premio alla memoria è voler gridare a tutti i colpevoli e i collusi che, anche se è stata barbaramente uccisa, il suo pensiero di libertà e di contrasto alla ‘ndrangheta continuerà per sempre. Lea è un esempio non solo per la Calabria ma per tutta la Nazione.

Gennaro Ciliberto, Presidente Onorario Dioghenes APS, Ass. ANTIMAFIE e ANTIUSURA


Editoriale del Direttore