Il Prof Michele Borrelli non è più con noi. Un grande studioso di livello mondiale che come tutti i calabresi (nemo profeta in patria) ha avuto molti più riconoscimenti altrove che nella sua amata terra. Docente di Pedagogia generale all'Università della Calabria, unico e grande referente del filosofo tedesco Karl Otto Apel.

Memorabili i suoi studi di area tedesca apprezzati in tante università del mondo come memorabili sono state tutte le iniziative culturali organizzate dal Centro Filosofico Internazionale "Karl - Otto Apel", prestigiosa associazione scientifica riconosciuta a livello internazionale fondata a presieduta dallo stesso Michele Borrelli.

Ed in ricordo del Prof. Michele Borrelli ripubblichiamo la sintesi dell'iniziativa che si celebrò il 23 settembre del lontano 2007, il "1° Premio Internazionale per la Filosofia " Karl - Otto Apel" con la prestigiosa partecipazione e la premiazione di Gianni Vattimo e del Procuratore capo della Procura della Repubblica di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri. Il Prof. Michele Borrelli volle che a moderare la bella manifestazione fosse il sottoscritto considerando la grande amicizia e stima che ci legava con in comune l'impegno per la cultura per la legalità. A lui dedico la ripubblicazione del seguente articolo ( a firma della giornalista Francesca Caputo), nella consapevolezza che Michele, ora nel Regno dei Giusti, continuerà ad essere un esempio per coloro i quali hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto.
 
"La Calabria di Apel, la Calabria di Vattimo, la Calabria di Gratteri: tre modelli etici a confronto". Domenica 23 settembre 2007, alle ore 17,00 presso la Sala Congressi del Grand Hotel delle Terme (Acquappesa), si è tenuto il 1° Premio internazionale per la filosofia «Karl-Otto Apel». La manifestazione è stata organizzata dal Centro Filosofico Internazionale «Karl-Otto Apel», associazione scientifica nata per iniziativa di Michele Borrelli, studioso di area tedesca, docente di Pedagogia generale all'Università della Calabria, legato al filosofo tedesco da rapporti di amicizia e di collaborazione scientifica. Il premio si rivolge alla comunità scientifica ed intellettuale italiana ed internazionale e si propone – secondo le intenzioni del suo ideatore prof. Michele Borrelli – come evento tendente a promuovere una familiarizzazione con la filosofia in relazione ai grandi problemi etici della nostra società. Scopo dell'iniziativa è stato quello di premiare Gianni Vattimo, grande figura del dibattito filosofico mondiale attuale e, contemporaneamente, di consegnare al filosofo tedesco Karl-Otto Apel (il maggiore filosofo d’oggi) un volume internazionale prodotto in occasione del suo 85esimo compleanno, che ricorreva il 15 marzo di quest'anno, a cui partecipano venticinque fra i massimi esperti internazionali nel campo dell'Etica filosofica. Una straordinaria ed irripetibile iniziativa che ha visto riunite le due figure più rappresentative del dibattito filosofico mondiale contemporaneo: Karl-Otto Apel (1922), erede del pensiero di Kant, Peirce e Gadamer, e Gianni Vattimo (1936), erede del pensiero di Nietzsche e di Heidegger e allievo di Pareyson e Gadamer. Il Centro Filosofico Internazionale «Karl-Otto Apel», rivolgendosi alla comunità scientifica ed intellettuale internazionale, ha inteso premiare Gianni Vattimo per la sua proposta filosofica di una filosofia debole che via via dibatte in una mole notevolissima di opere filosofiche tradotte in diciotto lingue e note in tutto il mondo. Il suo lavoro filosofico, dal punto di vista etico, è costantemente alimentato dalla necessità di ridurre la violenza. Una delle motivazioni del premio è, infatti, la seguente: “Per aver iscritto la sua proposta filosofica di una filosofia debole nell’ambito di un articolato impegno emancipativo da fondamenti assoluti che aspira a ridurre la violenza in tutte le sue forme, affermando, contro la violenza del dogmatismo, il valore evangelico della carità”. Ad impreziosire questa bellissima iniziativa l’intervento del giudice antimafia Nicola Gratteri della Procura di Reggio Calabria, il quale, grazie alla presenza di Apel e Vattimo, ha avuto modo di fare il punto sui rapporti tra etica e legalità. All’iniziativa ha partecipato, inoltre, il filosofo tedesco Reinhard Hesse, prof. di Etica e Filosofia all'Università di Friburgo. Era, inoltre, presente il rettore dell'UniCal Giovanni Latorre che ha sottolineato l’impegno dell’Università degli Studi della Calabria sul versante della ricerca e della cultura. I temi conduttori della manifestazione sono stati filosofia e legalità e, più precisamente, il confronto fra tre modelli etici: l'etica del discorso di Karl-Otto Apel, l’etica della carità di Gianni Vattimo, l’etica della legalità  di Nicola Gratteri. L’iniziativa si è così posta come un momento di riflessione etica molto forte. A presiedere e coordinare, con grande competenza i lavori, è stato Gianfranco Bonofiglio (giornalista e scrittore),  responsabile del Centro studi nazionale sull’illegalità, da sempre impegnato nella diffusione della cultura della legalità. Il prof. Michele Borrelli (presidente del Centro Filosofico Internazionale «Karl-Otto Apel» e fra i maggiori esperti in ambito italiano del pensiero apeliano) ha presentato la proposta etica dell’illustre filosofo tedesco. “La filosofia di Apel, la filosofia di questo geniale filosofo – ha precisato Borrelli – che nel frattempo è nostro concittadino, amico mio personale, ma amico di tutta Acquappesa, filosofo a cui abbiamo dedicato il Centro filosofico internazionale omonimo, il cui comitato scientifico-filosofico, penso non ha pari nel mondo - ebbene questa filosofia è una filosofia che ha come centro proprio la ricerca etica, ovvero la ricerca di principi etici condivisi o condivisibili da tutti e da ognuno nel mondo”. Apel ha proposto nei suoi numerosi scritti la fondazione dell'etica in chiave discorsiva. Come ha giustamente sottolineato Borrelli “il discorso è la  chiave di lettura dell'etica filosofica di Apel; una chiave di lettura capace di offrire una risposta seria, vera, efficace alle sfide mondiali e alle possibilità della nostra sopravvivenza e di quelle del pianeta”. “La ricerca etica – ha chiarito Borrelli – è legata per Apel al discorso stesso, al discorso (universale) a cui tutti (in via di principio) devono poter  partecipare e a cui tutti, tutti i popoli, hanno il diritto e sono chiamati a rimettersi, per discutere sulle possibilità di ricerca di condivisione di principi etici validi per ognuno nel mondo”.  Articolata la Festschrift, prodotta in onore di Karl-Otto Apel, ha radunato venticinque saggi in più lingue (tedesco, inglese, spagnolo, italiano, ucraino). La realizzazione di questa straordinaria iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo dell’Amministrazione comunale di Acquappesa, della Banca Ubi-Carime e della Provincia di Cosenza, che il Centro Filosofico Internazionale “Karl-Otto Apel” ringrazia per la collaborazione e la disponibilità dimostrata.
Francesca Caputo


 

 

 


Editoriale del Direttore (2)