La Calabria è da sempre una bella Cenerentola, una favola fantastica per gli imbroglioni e i soliti "furbetti" ed una terra maledetta, difficile e priva di risorse per le persone oneste, per i giovani diligenti e studiosi, per i calabresi per bene.

Tante le storie che confermano la validità di tale assunto. Oltre 300.000 i giovani quasi tutti scolarizzati, moltissimi laureati, che hanno abbandonato la Calabria per realizzarsi dove il merito e la preparazione sono ancora un "valore" spendibile sul mercato.

Tanti i giovani rimasti in Calabria alla ricerca disperata di un lavoro che non troveranno mai e tanti i calabresi onesti che si barcamenano per far quadrare i conti e poter sopravvivere.

Ma tanti anche i "truffatori", i "Prenditori", i liberi professionisti senza scrupoli, i politici e tutti quei faccendieri che hanno lucrato e continuano a lucrare su una Calabria che rimane sempre ultima nelle graduatorie economiche di ogni sorta.

Basti accennare alla favola delle erogazioni del Fondi della Comunità Europea in favore della Calabria con l'obiettivo, mai raggiunto, di farla uscire dalle Regioni Obiettivo 1, cioè quelle più povere e ben al di sotto dei parametri economici delle altre Regioni più fortunate.

Ben 34 anni di finanziamenti, ben 6 programmazioni, da quella del 1988 - 1993 a quella del 1994 - 1999, per poi a seguire quella del 2000- 2006, quella del 2007 al 2013 e quella del 2013 - 2020. Per poi la sesta, quella attualmente in corso, 2021 - 2027 presentata in pompa magna con tante altrettante favole a suo tempo dalla Regione Calabria con la gestione di fondi per ben 5 miliardi di euro. Una cifra mostruosa.

Ma di cifre mostruose ne sono state gestite tante in ben 34 anni. Risultati: il nulla.

La Calabria era arretrata economicamente nel 1988 e lo è ancora oggi nel 2022. E allora che cosa non ha funzionato, perchè nonostante i tanti soldini piovuti dalla Comunità Europea verso la Calabria nulla è cambiato?.

La risposta è semplice e disarmante. A gestirli è la Regione e, quindi, il ceto politico regionale, i politici eletti alla Regione, che nominano i direttori generali e supportano la burocrazia regionale che cammina a braccetto con la politica.

E quando a gestire il denaro è la politica lo sviluppo va a farsi benedire.

La politica ha altri interessi che sono quelli clientelari, di gestione del potere che alla base si fonda sul sottosviluppo economico, sull'assistenzialismo diffuso, sul controllo dei voti e sul controllo del territorio con sempre più frequenti accordi di quel potere parallelo sempre più collegato alla politica, cioè la criminalità organizzata, la 'ndrangheta.

Per non continuare a tediare con teorie che possono sembrare catastrofiche citiamo alcune dichiarazioni della Guardia di Finanza pubblicate in un Report sulle frodi Comunitarie, cioè sui soldini che mandati dall'Europa in Calabria, poi spariscono nel nulla.

Un capannone sequestrato dalla DIA in Calabria costruito con una truffa ai danni della Comunità Europea

" I fondi comunitari, importante volano di crescita rischiano, però, di essere depotenziati dalle tante truffe, malversazioni, frodi e altri illeciti messi in atto da furbetti, truffatori e criminalità organizzata. Secondo la Guardia di Finanza – che ha svolto, dal 2014 al 2016, quasi 13 mila controlli – in 6 casi su 10 i contributi sono chiesti od ottenuti in maniera fraudolenta.

E la percentuale sale ancora per la PAC (politica agricola comune): 64%. Il picco delle irregolarità è nel Mezzogiorno, dove si concentra l’85% delle frodi su fondi strutturali e spese dirette della Ue". 

Inutile sottolineare che la Regione dove la Guardia di Finanza ha accertato la più alta percentuale di frodi è stata la Calabria., come è perfettamente inutile ribadire che molte di queste, la stragrandissima maggioranza, sono rimaste e rimarranno per sempre impunite, con la protezione e l'impunità della classe politica corrotta ( e per tale caratteristica fondamentale votata dalla maggioranza del popolo che vive di clientela e vota con il voto di scambio) e in perfetto stile calabrese.

Redazione

Editoriale del Direttore