Continua inesorabile lo spopolamento di Cosenza. Nel 1981 i residenti erano 106.801. Oggi sono 63.561 (ultimo dato Istat al 31 maggio 2022). Ben 43.240 in meno. Senza considerare che i "veri" residenti non superano i 50 - 53-000 essendo la differenza i cosiddetti "fuorisede" che nell'intero territorio nazionale sono circa 5.000.000 e che in Calabria sommano intorno alle 300 - 350.000 e che a Cosenza si possono quantificare intorno ai 10 - 12.000.
 
I "fuorisede" sono coloro i quali conservano la residenza presso le proprie famiglie o presso il comune di nascita per vari motivi ma che in realtà sono domiciliati per motivi di studio e lavoro in altre regioni d'Italia.
 
Oramai quella che un tempo era "l'Atene della Calabria" è oggi un paesotto all'incirca di 50 - 53.000 abitanti. Del resto basti pensare all'abbandono del centro storico della città, un tempo popolato e denso di vita e partecipazione e oggi stracolmo di case disabitate, abbandonate, e, finanche, pericolanti.
 
Cosenza, detta un tempo "L'Atene della Calabria" ( opuscolo della casa editrice Sonzogno pubblicato il 17 novembre 1928 venduto a Lire 1)
 
 
Basti accennare agli oltre 3.000 appartamenti chiusi e disabitati dei quali circa la metà in vendita e che nessuno acquista per una forte eccedenza dell'offerta.
 
I giovani che non hanno praticamente alcuna speranza di poter lavorare nella città di Cosenza continuano ad andarsene.
 
L'Università della Calabria continua a sfornare laureati che poi, per la gran maggioranza, sceglie di andare ad insegnare nelle scuole del Nord o di andare a lavorare in altri campi non solo al Nord ma anche all'estero.
 
Su circa 100.000 laureati usciti dall'Unical nei suoi primi 50 anni di vita oltre 60.000 vivono altrove, senza considerare che nei primi anni in circa 10.000 conseguirono la laurea nei corsi riservati agli studenti - lavoratori ( molto più agevolati da programmi ed esami molto più abbordabili) che erano ovviamente già occupati.
 
In un simile contesto di sempre più cronica mancanza di lavoro la città continuerà anno dopo anno, a spopolarsi sempre più.
 
Rimarranno tanti pensionati come già accade in altri comuni calabresi. Con il 47% della popolazione pensionata, il calo delle nascite e le partenze dei giovani, è un fenomeno demografico inevitabile.
 
L'Istat ha previsto che con il trend attuale la Calabria nel 2050 ( fra soli 28 anni) sarà circa 1.100.000 abitanti dei quali almeno 700.000 ultrasessantenne.
 
Praticamente una regione di anziani.  Una terra che perde la sua gioventù è una terra senza futuro.
 
Ma con i politici che ci ritroviamo quale speranza possiamo avere di poter invertire la rotta? Praticamente nessuna.
 
Tanto per i figli dei politici il posto di lavoro e le poltrone sono sempre assicurate. In Calabria da sempre la famiglia è famiglia.
 
E' una società basata sul potere delle famiglie. Infatti anche la 'ndrangheta, modello sociale, culturale e di potere sul territorio, speculare a quello politico, è basata da sempre sulle famiglie. 
 
Redazione
 

Editoriale del Direttore