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Nonostante le solite chiacchiere di una classe politica sempre più incolta, inetta e incapace di promuovere reali azioni di cambiamento nella terra di Calabria continua il solito trend di abbandono e di spopolamento.
 
Circa 600.000 le case vuote che si registrano nella Regione, una cifra semplicemente impressionante su 1.800.000 residenti e non più di 1.400.000 "abitanti" reali, cioè coloro i quali hanno la residenza in Calabria e vivono realmente in Calabria.
 
E del milione e quattrocentomila abitanti reali sempre più numerosi gli anziani e sempre di meno i giovani.
 
Per una combinazione micidiale, l'emigrazione dei giovani che continuano ad andarsene altrove, il crollo dei matrimoni e il drastico calo delle nascite.
 
Elementi che accomunati in pochi decenni comporterà un ridimensionamento della popolazione che avrà, ovviamente, conseguenze catastrofiche sull'economia.

Mentre nelle gradi città il costo della case è salito alle stelle, sia in termini di acquisto che in termini di locazione, il numero delle case vuote in Calabria ha raggiunto livelli incredibili.
 
Ben 600.000 appartamenti vuoti su 1,400.000 abitanti è un dato che dovrebbe far riflettere chiunque.
 
Giovani in attesa di partire per le varie città del Nord presso l'Autostazione della città di Cosenza
 
Ma oramai con il sonno della ragione dilagante accoppiato alla crescita esponenziale dell'analfabetismo funzionale e con la cultura dell'illegalità che regna sovrana sperare in cambiamenti che possano provenire dal popolo o dalla comunità è oramai una speranza senza alcun significato e totalmente improponibile.
 
In Calabria per la precisione le case abitate sono 794.849 e quelle vuote sono 579.131 ( dati Istat ).
 
Il 42,2% delle abitazioni sono non occupate.
 
Soprattutto nei piccoli paesini dove lo spopolamento ha raggiunto dimensioni allarmanti.
 
Su 405 comuni complessivi oltre 160 registrano meno di 1.000 residenti.
 
Con comuni come quello di Carpanzano in provincia di Cosenza con 185 residenti ufficiali ma non più di un centinaio di abitanti reali, un piccolo condominio di una grande città.
 
E al fenomeno dei giovani che vanno via si aggiunge un fenomeno nuovo che assume ogni giorno dimensioni maggiori.
 
Quello degli anziani, "i cosiddetti nonni con la valigia" che partono per le città del Nord per raggiungere i propri figli e i loro nipoti.
 
Ben 180.000 i pensionati nel Mezzogiorno che hanno lasciato, raggiunta la pensione, le loro radici per raggiungere i figli.
 
E almeno in 30.000 in Calabria.
 
Ma nonostante tali dati nessuno ha interesse a smuovere le acque.
 
Anzi, più la popolazione diminuisce, meno questuanti per il ceto politico dominante.
 
A partire sono sempre coloro i quali non avendo santi in Paradiso, non essendo familiari dei potenti, non facendo parte di famiglie di 'ndrangheta o di caste della politica, non hanno altra scelta che quella di andarsene.
 
E tutto ciò mentre il ceto dominante si arricchisce a dismisura e mentre la corruzione cresce giorno dopo giorno con la certezza della solita ed eterna impunità. 
 
In un contesto che uccide anche la speranza per le persone per bene e che rappresenta l'Eden sulla Terra per trafficanti, imbroglioni, faccendieri, bancarottieri e politici corrotti.
 
Redazione
 

Editoriale del Direttore