La Calabria fra i suoi meravigliosi tesori è anche una terra densa di storia e di leggende, una terra incredibile dove spesso, anzi troppo spesso, non si valorizzano le bellezze che possiede. Fra queste tante testimonianze di storie antiche, di insediamenti importanti che non sono valorizzati per come meriterebbero. Il favoloso Eremo di Santa Maria di Monte Persano è uno dei tanti esempi di monumenti storici e beni culturali che meriterebbero ben altra attenzione. Inserito nel Catalogo Generale dei Beni Culturali e prescelto dal FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) quale luogo del Cuore da salvare, oltre ad essere stato dichiarato nel 1975 dal Ministero per i Beni Culturali e ambientali "Edificio di grande interesse storico e artistico".

Nonostante tutto ciò non è mai stato oggetto di provvedimenti mirati alla sua salvaguardia, nonostante i ripetuti appelli e allarmi per una frana risalente al 2008 che, prospicente all'edificio in pietra, diviene giorno dopo giorno sempre più pericolosa per l'edificio stesso. Ma siamo in Calabria dove il culto della memoria e delle testimonianze della nostra storia millenaria non hanno mai avuto fortuna, (E' da sottolineare che, comunque, dalla scheda della catalogazione dei beni culturali redatta nel 1993 e aggiornata nel 2020 si evince che la proprietà del rudere è di natura privata).


L'eremo, il cui termine definisce un luogo appartato e solitario dove soprattutto a cavallo dell'anno 1100 si ritiravano coloro che intendevano dedicarsi a una vita di penitenza, di preghiera e di contemplazione detti eremiti, venne eretto intorno alla fine del primo millennio ad opera di monaci greci di rito basilianio.  

 


L'Eremo di Santa Maria di Monte Perosa

 

E si narra che venne eretto nel medesimo luogo nel quale era già presente l'eremo del Monaco Persano. nel quale visse da eremita in epoca precedente. I monaci basiliani in tre periodi differenti giunsero in Calabria per sfuggire all'invasione araba della Siria e della Palestina ed in seguito dall'Oriente e da Costantinopoli e poi anche dalla Sicilia in seguito all'occupazione araba dell'isola. Un movimento religioso al quale si deve la Cattolica di Stilo e quella di San Marco a Rossano.

Era sentitissimo il culto della Madonna, la Madonna Achiropita di Rossano, la Madonna di Capocolonna, la Madonna greca di Isola capo Rizzuto e tante altre. Ai monaci basiliani era consentito nell'ambito delle loro rigide regole di vivere in tre modi diversi: da "eremiti", da "cenobiti" e "nella laura". I monaci che fondarono l'eremo di Santa Maria di Monte Persano scelsero la vita da "eremiti". Oggi dell'eremo restano solo le rovine e la leggenda vuole che San Lucido abbia avuto inizio proprio nel luogo dove venne costruito l'edificio.

 

Particolari interni di quel che rimane dell'Eremo di Santa Maria di Monte Persano

 

Rovine che, comunque, suscitano interesse e parlano di storia e memoria. E' possibile, invece, visitare la Chiesa, restaurata in più occasioni e formata da una sola navata con tre settori di volta a crociera.

Nei primi anni del 1200, da antichi documenti, si evince che l’eremo del Monte Persano divenne una Grancia (vetusto ospizio monastico gestito da altro monastero utilizzato per lo più per produzione e deposito di grano) dipendente del Monastero di Santa Maria di Fonte Laurato di Fiumefreddo Bruzio, Monastero anch'esso di origina basiliana prima di essere ceduto all'Ordine dei Florensi, di origine basiliana, ancor prima di esser ceduto ai Florensi. Nel corso dei secoli, si avvicendarono più ordini religiosi, gli Agostiniani, i Cistercensi e  i Florensi. Nel periodo Borbonico fu anche un rinomato rifugio di briganti.

Nel 1893 dopo un lungo periodo di abbandono, gli abitanti del luogo ripresero l’usanza di recarsi nella chiesa adiacente all'eremo in occasione della festa di Santa Maria del Monte Persano che ricade la prima domenica di settembre. La Chiesa, affiancata alla struttura tre piani del quale il primo, oggi, completamente interrato, presenta un portale d'ingresso in tufo,  sormontato da una grande monofora quadrata. La forma strutturale della Chiesa è a mononavata composta da tre campate scandite da archi a volte spezzate, su cui si impiantano delle volte a crociera. La copertura a crociera ha la preziosa caratteristica di essere l’unica in Calabria tipicamente bizantina. Caratteristica unica che rende la struttura ancora più importante sul piano storico e culturale.

 

L'interno della Chiesa dell'Eremo  di Santa Maria di Monte Persano

 

Tante le preziose particolarità all'interno dell'edificio delle quali sono rimaste alcune tracce, dagli antichi camini all'interno delle stanze alle pietre di chiusura delle finestre con l'utilizzo delle pertiche.

Altra leggenda è quella dell'acqua che sgorga da una vicina fonte della quale si narra abbia avuto ai tempi dei monaci basiliani doti miracolose determinando numerose guarigioni, e non solo fra i tanti eremiti che negli anni hanno vissuto all'interno delle austere stanze.

La Fonte "miracolosa" vicina all'Eremo di Santa Maria di Monte Persano

 

Tante le ipotesi delle origini storiche di San Lucido e del suo stesso nome. Fra queste anche quella che con l'arrivo dei monaci greci basiliani e la fondazione dell'Eremo nello stesso vi soggiornò un monaco, Lucido da Aquara, un piccolo paesino della Campania, che veniva chiamato San Lucido e i cui resti vennero ritrovati nell'eremo di Monte Persano. Una tesi che sembra essere più una leggenda e che non è stata mai corroborata da evidenti prove storiografiche.

I monaci si dedicavano all'agricoltura per poter sopravvivere anche se la maggior parte del loro tempo era dedicato, osservando le regole dei basiliani, alla meditazione e alla preghiera.


Solo nel 1893 i sanlucidani ripresero a usare la chiesa in occasione della festività della prima domenica di settembre ed ancora oggi ogni anno i devoti alla Madonna di San Lucido risalgono le colline e giungono a Monte Persano per celebrare la Festa di Santa Maria.

Celebrazione che si compie nella Chiesa affiancata all'Eremo, da molti denominato anche Monastero essendo l'Eremo inteso anche come "Monastero di Eremiti". Si racconta che sino alla prima metà del '900 vi era la tradizione di tenere una processione, prevalentemente di contadini, i quali, con grande e sentita devozione, in Chiesa cantavano una vecchia poesia alla Madonna. E la tradizione si completava con famiglie che trascorrevano la notte nelle celle degli eremiti, prevalentemente a pregare, allestendo pagliericci con erbe secche e chiudendo le entrate della stanze con rami d'albero. Nella Processione l'arrivo della statua della Madonna portata a spalla dai devoti veniva salutata da spari e dal suono delle cornamuse.

La posizione dell'Eremo è incantevole e dalle finestre dell'eremo si scorge un panorama mozzafiato che giunge all'orizzonte alle Isole Eolie.

Panorama da una delle finestre dell'Eremo


L'Eremo di Santa Maria di Monte Persano è un luogo denso di storie, di leggende, di devozione cristiana verso la Madonna. Un luogo che andrebbe salvaguardato, recuperato alla memoria e alle nuove generazioni. Distruggere la storia, non conservare la memoria, non tutelare i luoghi dove la storia si è compiuta è come annullare le nostre origini. La memoria è la nostra storia e la Storia siamo noi.
Redazione


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