Il Sindaco di Cosenza, l'avv. Franz Caruso, si è recato con i rappresentanti della famiglia Bilotti presso le opere del MAB, Museo all'Aperto Bilotti, anche per confermare il proprio interesse e la propria disponibilità nel completare il Museo all'Aperto che contempla altre opere scultoree di grande valore artistico che attendono di essere dislocate nel percorso museale.

Il Museo all'Aperto di Cosenza nasce nel 2005 ed è fra le espressioni  più innovative di quel mecenatismo che tanta parte ha avuto nella vita di Carlo Bilotti. Amore per la sua città, desiderio di condivisione, ideale progetto di legare l’arte alla quotidianità lo spinsero a donare a Cosenza la sua articolata raccolta di sculture del Novecento italiano. Da allora un grande cammino è stato fatto. Dopo la sua prematura scomparsa nel 2006, il nipote Roberto Bilotti ha raccolto il testimone perché il progetto continuasse a vivere in collaborazione con fondazioni, archivi, artisti e loro eredi. Oggi il MAB è una realtà che rende il centro di Cosenza protagonista per un'offerta artistica che non ha eguali in altri centri urbani. In una esposizione permanente lungo i 990 metri del Corso Mazzini pedonalizzato hanno trovato posto 40 sculture che testimoniano valori, tendenze, gusti e stili del nostro XX sec.. Nella loro complessità evidenziano un periodo artistico tra i più fecondi e creativamente tumultuosi. Uno spirito inquieto e fermenti che si manifestano in modo trasversale con disomogeneità espressive e fratture formali. Un cambio radicale che nasce con il Manifesto del Futurismo del 1909, cui segue la Metafisica del 1917, e successivamente un "ritorno all'ordine" che recupera aspetti fondamentali della nostra storia. Sottratte al chiuso dei musei, queste opere d’arte partecipano alla dimensione quotidiana, testimoni silenziose dei percorsi della vita associata tra strutture commerciali, banche, caffè, nella condivisione dello spazio inclusivo, presenza che sancisce il vincolo tra arte, architettura, ambiente e cittadini. Accessibili in ogni ora al pubblico, le sculture, che nello spazio aperto trovano la loro più suggestiva collocazione, sono unite dal filo di un racconto che attraversa la grande storia artistica e culturale. Un articolato itinerario tra le avanguardie, dal cubismo di Severini al futurismo di Balla, dalla metafisica di De Chirico al surrealismo di Dalì. Esperienze, forme, stili diversi per artisti che nella loro grandezza hanno dato voce ai drammi ma anche ai sogni di riscatto e agli ideali civili del “secolo breve” sconvolto da due guerre, dalle ferite sociali della Shoah, dalla crisi e rinascita economica. Marmi levigati e lucenti e bronzi bruniti o dorati, sono l'elaborazione che porta memorie di antiche fonti attive nel mondo classico e nella nostra Magna Grecia. Balla omaggia l'allievo Boccioni rendendo indirettamente onore alla regione che lo ha generato; Severini nelle danseuse mescola con acume di pensiero critico futurista e cubista; Sironi, evidenzia una energia monumentale nella grandiosità di un ideale civile; de Chirico, "pictor classicus" è grande singolare evocatore; Martini, manifesta un'energia plasticamente compatta e massiva; Raphael, ripropone il vento dei paesi del nord nel pathos di figure ora drammatiche ora realistiche; Manzù propone in forme icastiche l'energia di un linguaggio curiale nutrito di umanità; Mastroianni, celebra il rito della meccanica; Greco, accarezza con una plasticità morbida e sensuale di matrice classica corpi femminili ; Fazzini, adotta un rigore compatto ed espressivo in forme che evocano il mito; Rotella, catanzarese, legato al movimento del Nouveau Réalisme e della Pop Art internazionale, rende omaggio alla sua regione con il lupo della Sila; Pietro Consagra, grande astrattista del Sud, è celebrato con otto opere che documentano la sintesi formale delle azioni dell'uomo negli ingranaggi della società; G. Pomodoro, è autore di grandi opere pubbliche in pietra e bronzo; Gonzales, opera una drammatica trasfigurazione simbolica; Paladino, si collega idealmente all'antica scultura italica; Michele Zappino del vibonese (Zungri), allievo di Francesco Messina, opera nell'ambito di un classicismo idealistico; altre voci concorrono a comporre un concetto dinamico e grandemente espressivo.


 
Il MAB è nato dal protocollo d'intesa del 1° settembre 2004 tra il Comune e Carlo Bilotti. Il 10 ottobre 2019 con il Ministero per i Beni Culturali, con decreto n. 1088 il MAB ne ha dichiarato l'interesse artistico particolarmente importante.

Carlo F. Bilotti, nato a Cosenza nel 1934, da Mario ed Edvige Miceli dei baroni di Serradileo, sin da bambino è in collegio a Napoli dove completa gli studi. Si laurea in giurisprudenza a Palermo, e dopo una prima esperienza lavorativa nelle industrie di famiglia, nel 1963 consegue una seconda laurea alla Columbia University di New York. Inizia una nuova esperienza nel campo della cosmetica, a Parigi è presidente di Nina Ricci, Carven e Pierre Cardin. Da sempre appassionato collezionista di arte moderna e contemporanea, commissionerà cicli di opere applicate all'imprenditoria. La sua vita è stata caratterizzata da mecenatismo e filantropia con attenzione amorevole verso la sua città natale, tra le quali la donazione di sei monumentali pale d'altare alla Chiesa di San Nicola; ha donato sculture che costituiscono la sala del Novecento nella Galleria Nazionale di palazzo Arnone dove ha riportato 65 disegni di Umberto Boccioni, dalla collezione Winston Malbin che stavano per essere dispersi da Sotheby's a New York. In campo socio-sanitario nel 2000 ha donato, con la sua famiglia, alla Fondazione Oasi Francescana di Cosenza il terreno edificatorio in via Romualdo Montagna per realizzare la "casa d'accoglienza di persone in difficoltà, ha ceduto alle suore basiliane il palazzo materno Miceli-Quintieri, in via Padolisi, per l'assistenza ai disabili "Ministra di San Lorenzo". In campo internazionale, al Memorial Sloan Ketterin Cancer Center a New York ha istituito il laboratorio per il trapianto di midollo osseo e la Fondazione Bilotti che ogni anno finanzia un progetto avanzato di ricerca sulle leucemie.

Redazione 

 



 

 

 

 

 

 

 


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