Vivere nei pressi di una discarica aumenta del 34% le probabilità di contrarre un tumore. Questo quanto certificato da uno studio pubblicato dall'autorevole "International Journal of Epidemiology" che è la rivista medica ufficiale dell'associazione internazionale degli epidemiologi. Rivista pubblicata dalla Oxford University Press. Basta vivere entro i cinque chilometri da una discarica e il rischio di aumentare la percentuale di ammalarsi è concreto e reale. E non basta, Aumenta del 5% anche il rischio di contrarre malattie respiratorie soprattutto per i bambini. Ma quante discariche vi sono sul territorio calabrese?. Quante discariche abusive, quante discariche occultate nei terreni?. Quante discariche sono il frutto di interramenti abusivi ad opera della 'ndrangheta che fra i suoi tanti affari gestisce anche quello dei rifiuti tossici che consente guadagni da non sottovalutare?. Tante sono state, negli anni, le inchieste che hanno dimostrato l'interesse delle cosche nel settore dell'illecito smaltimento dei rifiuti, legato soprattutto al controllo del ciclo di produzione del cemento, settore dove storicamente la 'ndrangheta esercita un controllo capillare. Basti solo accennare che il pentito di camorra, Carmine Schiavone, cugino di Francesco Schiavone, detto "Sandokan", che svelò il modello di funzionamento delle discariche che a Casal di Principe ( Caserta) alimentarono la "terra dei Fuochi" con centinaia di morti per tumore, affermò che "la vera terra dei Fuochi è la Calabria". Pochi giorni dopo aver fatto tale affermazioni durante una famosa intervista nell'ambito di una seguita trasmissione Rai lo stesso Schiavone dichiarò la sua disponibilità di essere ascoltato dalla Procura antimafia di Reggio Calabria. Ma, stranamente e per pura combinazione, qualche giorno prima dell'incontro con i magistrati antimafia di Reggio Calabria, il pentito di camorra nel 2015 venne trovato morto nella sua abitazione dove viveva sotto controllo da pentito per un arresto cardiocircolatorio. In molti la morte di Schiavone ha lasciato quesiti mai chiariti ma la versione ufficiale dell'infarto è stata poi riscontrata e comprovata da apposite indagini. Rimane il fatto che il traffico di rifiuti tossici in Calabria risale sin dai lontani anni '70, quando lo stesso traffico non era neanche un reato non essendovi allora alcuna legislazione in merito. In mezzo secolo di traffici è facile presumere che disseminati ovunque tantissime siano le discariche occulte che inquinano l'ambiente della nostra Calabria. Qualcuno sostiene che stranamente il tasso tumorale calabrese sia identico a quello registrato in aree del nord Italia ad alto tasso di industrializzazione, ma si tratta solo di supposizioni considerato che in Calabria non essendo granché efficienti i registri tumorali a cura delle Asp non è dato sapere quale sia il numero reale dei tumori che interessano la popolazione calabrese anno per anno. Anche in questo la Calabria non riesce a dare risposte certe. Anche questo è la Calabria.
Redazione

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