"Gangsters a Cosenza" rappresenta in assoluto il primo lavoro bibliografico di 213 pagine sul fenomeno criminale cosentino. Venne pubblicato nel lontanissimo 1982, in piena guerra di mafia, dalla Effesette Editori di Cosenza e raccolse tutti gli atti dell'omonimo convegno che si tenne il 10 gennaio 1982. A promuovere l'iniziativa l'università della Calabria con il Prof. Pino Arlacchi, la triplice Cgil - Cisl e Uil, Magistratura democratica ed il Siulp. Interessante la relazione a firma di Pino Arlacchi: "Gangsterismo e società a Cosenza". Di notevole spessore anche la relazione di Ciro Saltalamacchia, allora magistrato di sorveglianza dal titolo "Magistratura e istituzione carceraria nello sviluppo della criminalità a Cosenza". Fra i tanti relatori al convegno il magistrato Vincenzo Macrì e gli On.li Giacomo Mancini, Francesco Martorelli e Stefano Rodotà, solo per fare qualche nome. Rileggendo oggi le dichiarazioni di allora anche alla luce di quanto poi venne raccontato dettagliatamente dai pentiti di 'ndrangheta, protagonisti della prima guerra di mafia che nel solo 1981 determinò ben 19 omicidi si evince come il fenomeno criminale cosentino non fosse considerato quale espressione di 'ndrangheta, ma di gangsterismo, cioè bande di quartiere che si contendevano il controllo della città. In realtà vi erano già tanti affiliati di 'ndrangheta e Cosenza venne riconosciuta quale locale di 'ndrangheta con esponenti di spicco e riconosciuti dai capi storici dell'organizzazione come il boss Franco Pino che già allora deteneva solidi rapporti con le famiglie più blasonate della 'ndrangheta della ionica reggina e vantava anche un solido rapporto con la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.
Redazione

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