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Kafka, Proust, Borges sono gli scrittori citati dal Ministro Giuseppe Valditara, in occasione del convegno “Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA”, tenutosi nei giorni scorsi nella Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, per indicare la “via” del libro.

( nella foto in apertura il Ministro Giuseppe Valditara )

Al convegno, in diretta streaming sul sito del MIM, davanti a una gremita platea di studenti, docenti e dirigenti scolastici in presenza e collegati on-line, si sono succeduti gli interventi dei relatori invitati e, in conclusione, quello del titolare del Dicastero, ricco di suggestioni, che tra l’altro ha fornito un quadro dettagliato dei nuovi indirizzi intrapresi sotto il suo mandato (il video integrale dell’evento è presente e può essere seguito collegandosi al link

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Come ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi, o strumento per leggere sé stessi, o asse di innumerevoli relazioni, ha sottolineato Valditara, il libro scuote l’anima sonnolenta, abulica, indifferente, induce a esplorare mondi interiori sconosciuti e a connettersi con le persone nel mondo reale.

Il libro è soprattutto l’approdo contro lo scivolio della ragione, ora sempre più distratta, verso l’illusorio navigare nel mare di internet e dei social.

Lettura e scrittura, anche attraverso la “manualità” che vi entra in gioco, esercitano tutta l’area cerebrale, sviluppano la creatività e la fantasia, sollecitano i sensi e aiutano a districarsi nei contenuti delle discipline scientifiche.

Spingono a riattivare le capacità pratiche e intellettive; aiutano a riscoprire e a riappropriarsi degli elementi dell’evoluzione che ha condotto l’uomo verso la civiltà.

A fuggire la logica del “tutto facile” e del “tutto dovuto”, che distingue i tempi attuali, e a valorizzare l’ingegno e l’impegno, uniche chiavi che consentono di affrontare e superare ogni situazione problematica.

In definitiva, “libro, carta e penna” ripristinano il valore del buon senso.

E la Scuola in tutto ciò? Per il Ministro la Scuola gioca un ruolo centrale nella formazione delle nuove generazioni, perché insegna ad affrontare e a superare le frustrazioni di quel disagio che è tipico della dimensione giovanile, oggi acuito dall’uso compulsivo degli strumenti tecnologici, in particolar modo degli smartphone.

Innumerevoli sono oramai i rapporti nazionali, europei e internazionali che denunciano i danni prodotti da cellulare e social, in termini di aumento di fenomeni quali bullismo, aggressività, violenza ma anche disinteresse, scarsa empatia, diminuzione della memoria.

L'iniziativa del Ministero guidato da Giuseppe Valditara

Al fine di porre un argine al dilagare di cattive pratiche, Valditara ha sottolineato che, a partire da settembre 2024, le nuove linee guida sull’educazione civica introdotte dal Ministero sono state indirizzate a valorizzare la cultura del rispetto e a educare all’empatia affettivo-relazionale, anche attraverso l’insegnamento del corretto utilizzo degli strumenti digitali e dell’IA e dei rischi e dei pericoli a essi connessi.

In questa direzione, ha precisato, tra le misure introdotte dalle ultime circolari ministeriali vi è l’adozione del divieto assoluto dell’utilizzo del cellulare durante le attività didattiche e durante la permanenza negli spazi scolastici. Una vera e propria “disintossicazione” da smartphone e social.

Ma non solo! In nome del “libro, carta e penna”, le nuove indicazioni sui programmi scolastici, valorizzano le buone pratiche: dal diario cartaceo, alla scrittura corsiva, alla calligrafia, alla memorizzazione delle poesie.

La direzione tracciata è quella della qualità degli apprendimenti, che passa attraverso l’educazione alla bellezza e la valorizzazione dell’essere umano. Compito della Scuola è insegnare agli studenti a essere liberi, per non essere schiavi di nulla, neanche della tecnologia.

Tuttavia, dovendo necessariamente fare i conti col digitale e con l’IA, il titolare del Dicastero ha ricordato il notevole sforzo sostenuto dal MIM con l’investimento di oltre 2 miliardi di euro per la digitalizzazione delle Scuole italiane, sforzo che ha consentito la creazione di 132 mila ambienti digitali, superando di gran lunga il target europeo di 100 mila prefissato per lo scorso anno: l’obiettivo per l’anno scolastico 2026/2027 è riuscire a dotare tutte le aule di almeno 1 device ogni due studenti.

Ha altresì ricordato l’investimento di 450 milioni di euro per la formazione del personale scolastico alla didattica digitale; di 100 milioni di euro per la formazione all’utilizzo dell’intelligenza artificiale; di 600 milioni di euro per il potenziamento delle discipline stem.

Quindi ha affermato: “i compiti a casa sono stati fatti tutti”.

A questo punto, accogliendo con favore le nuove indicazioni che riteniamo contribuiranno a ripristinare alcuni canali comunicativi dismessi dall’irrompere del digitale e dell’IA, sempre più asettici e paradossalmente distaccati dalla realtà, non resta che aspettare i risultati, considerando che ben presto le Scuole dovranno rendicontare.

Infatti è di prossima uscita, come annunciato dal Ministro, un questionario per tutte le Scuole per conoscere, per esempio, come è stata applicata la circolare sul divieto dell’uso dello smartphone, se il divieto è stato inserito nel regolamento di istituto e nel patto di corresponsabilità, e come è stata realizzata la prescrizione, ovvero quali modalità di custodia sono state adottate; o se sono stati attivati i moduli di cittadinanza che riguardano l’educazione ai rischi dell’abuso dello smartphone; o se in modo adeguato sono state informate e coinvolte le famiglie.


Francesco Chiappetta

CONFAL Scuola - Cosenza


Editoriale del Direttore