“Per fine anno sarà operativa la linea Catanzaro Sala/Catanzaro Lido della nuova metropolitana di Catanzaro. Un’opera attesa da anni e mai realizzata. Sarà una vetrina in grado di mostrare che anche in Calabria si possono fare grandi opere”.
( nella foto in apertura della nuova Metro di Catanzaro Sala - Catanzaro Lido prossima all'apertura )
La notizia l’apprendiamo attraverso Facebook dal presidente della Regione Roberto Occhiuto in persona nella sua pagina social integrata da una immagine foto che leggiamo e vediamo come firma della sua dichiarazione con spirito gioioso. Diciamo che Catanzaro, con questa notizia gioisce anch’essa; mentre Cosenza e l’Università della Calabria dovrebbero piangere ed essere arrabbiati.
Certo un’opera che giunge al termine della sua realizzazione grazie a uno scippo dirottato di circa 70 milioni di euro giacenti su 160 milioni di euro nelle casse regionali appartenenti ed assegnate dall’Unione Europea, su interessamento progettuale del presidente Mario Oliverio, per la realizzazione della metropolitana Università della Calabria, Rende, Centro storico di Cosenza.
Un’opera appaltata con un cantiere aperto a Cosenza ad inizio Viale Mancini che doveva essere completata entro il 2023, ma che strane e strampalate manifestazioni politiche di parte ne hanno prima rallentato l’esecuzione dell’opera e poi bloccata definitivamente su imprimatur del Presidente della Regione facente funzioni Spirlì, spinto dall’insistenza della parlamentare europea Cinquestelle, on. Laura Ferrara, che ne ha fatto una battaglia dura di vita o di morte, sia presso gli organi competenti europei, che presso la stessa Regione Calabria, senza conoscere l’evoluzione della storia dell’Università della Calabria, per impedire la realizzazione dell’opera, chiedendo al presidente facenti funzioni Spirlì di utilizzare i 160 milioni di ero a sostegno di quelle piccole e medie aziende impegnate in Calabria nella programmazione di progetti e lavori finalizzati al superamento della pandemia Covid-19.
Il presidente f.f. Spirlì così fece con l’impegno di ritrovare i fondi in questione negli anni avvenire per poter dare anche a Cosenza e all’Università della Calabria la sua metropolitana.
Ci piacerebbe sapere e conoscere, per ragioni di trasparenza, sui 160 milioni di euro, previsti per la realizzazione della metropolitana UniCal/Rende/Centro storico di Cosenza, sebbene 70 milioni sono stati destinati alla realizzazione della metro Germaneto/Catanzaro, a chi sono stati destinati i 90 milioni di euro facenti parte del finanziamento originario della metro cosentina? Ed ancora quanto è constata la risoluzione transattiva che lo scorso anno il Presidente Roberto Occhiuto ha chiuso con la società vincitrice dell’appalto di realizzazione della metro UniCal/Cosenza?
Come la parlamentare Cinque stelle, Laura Ferrara, non si è interessata, prima di occuparsi e portare a termine la sua battaglia “No metro UniCal/Rende/Cosenza” di entrare nella storia dell’Università della Calabria e quanto questa è stata legata fin dalla sua nascita alla sua evoluzione di sviluppo; così altrettanto ridicolo si presenta l’accordo sottoscritto dai Comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero circa la realizzazione di un servizio trasporti pubblico in un’area urbana unica con un collegamento fino all’Università della Calabria attraverso la realizzazione di una metropolitana leggera.
Anche per questa circostanza e nel caso descrittivo della funzionalità della metro leggera per l’università c’è da chiedersi: “ma i promotori di questo ultimo accordo dove hanno vissuto in questi anni e come si sono rapportati con la storia dell’Università della Calabria”? C’è di fatto che, rispetto al progetto originario già descritto in precedenza in vari servizi, oggi è una piccola realtà tronca che si sviluppa su un asse di 1.400 ml, mentre nella realtà avrebbe dovuto svilupparsi su un asse di 3,400 metri lineari fino ad incrociarsi con una stazione apposita con il tratto ferroviario divenuto oggi linea diretta Sibari/Paola in località Settimo di Montalto Uffugo (con treni di altra vlocità), così come previsto dal progetto Gregotti dell’Università.
C’è da chiedersi a questo punto essendo arrivato il tempo, una volta per sempre, di fare chiarezza sulla dimensione di area urbana e di stabilirne con precisione limiti e confini esatti ad evitare danni ulteriori.
Si vuole sapere se la stazione ferroviaria di Settimo che nella realizzazione tecnica del progetto del raddoppio della galleria Santo Marco, il cui cantiere è già funzionante, viene identificata come la stazione al “Servizio del Centro residenziale universitario di Rende” deve essere considerata come appartenente all’area urbana utilizzata nei ragionamenti consueti, oppure no? Settimo, composto da un nucleo urbano di cinquemila abitanti, è parte integrante del comune di Montalto Uffugo confinante con il territorio di Rende.
Intanto è noto che tra sei mesi scade il 30 giugno il termine di utilizzo dei Fondi PNRR, dei quali ne sono stati utilizzati appena 86 miliardi di euro e ci sono ancora 130 miliardi di euro non utilizzati.
Faccia in modo il Presidente Roberto Occhiuto a restituire i 160 milioni di euro perché l’Università della Calabria ed il suo territorio afferente abbiano la loro metropolitana, come promise il presidente f.f.Spirlì all’epoca della decisione assunta di bloccare quei fondi della metro di Cosenza/Università della Calabria.
Franco Bartucci


