Il dramma dei Tumori in Calabria continua ad essere sottovalutato. Il dato di circa 15.000 nuovi tumori diagnosticati ogni anno negli ultimi tre anni è un dato che deve far riflettere.

In rapporto alla popolazione tale dato forma un indice tumorale regionale che se non supera equivale a quello di aree del nord  fortemente industrializzate.

Ma il dato potrebbe non essere quello veritiero perché i registri tumorali che dovrebbero essere gestiti da ciascuna Asp e poi coordinati da un apposito centro di coordinamento della Rete in Calabria presentano gravi insufficienze.

E' bene ribadire che tale raccolta di dati, se tempestiva e precisa, potrebbe avere un grande valore sul piano della prevenzione.

Ma sull'argomento non trascurabile dei registri tumorali il consigliere regionale Ferdinando Laghi, già primario all'Ospedale di Castrovillari e capogruppo del gruppo "De Magistris Presidente" ha presentato, nei giorni scorsi, un'apposita interrogazione regionale.

"La Rete nazionale dei Registri Tumori, a cui ciascuna Regione è tenuta a collaborare fattivamente, attraverso l’invio tempestivo e sistematico di dati, rappresenta uno strumento fondamentale nella lotta contro il cancro, in particolare in termini di prevenzione e diagnosi precoce della malattia.
 
Tuttavia, nell’esaminare il sistema di gestione del Registro della Regione Calabria, emergono rilevanti anomalie che ne mettono in discussione l‘efficacia e, dunque, le finalità stesse. 
 
La nostra Regione ha istituito il proprio Registro Tumori attraverso la legge regionale n. 2 del 12 febbraio 2016, la quale prevede, tra le altre cose, la creazione di un Centro di Coordinamento della Rete dei Registri e l’adozione di un Regolamento regionale.
 
Tuttavia – afferma il consigliere regionale Ferdinando Laghi -, va rilevato come, sulla base dei dati presenti sul sito Airtum – Associazione Italiana Registri Tumori - , delle informazioni e delle ricerche effettuate, nonché dal confronto con Operatori del settore, siano emerse notevoli e preoccupanti criticità nella operatività del Registro nella Regione Calabria, tra cui: la disomogeneità nella raccolta dei dati da parte dei referenti dei registri delle Asp preposte; la non operatività del Centro di Coordinamento regionale; la mancata adozione del Regolamento regionale, fondamentale per la gestione ed il trattamento di dati sensibili; difficoltà nel reperimento e nella gestione dei flussi informatici di anatomia patologica e dei dati di mortalità.
 
Ma l’aspetto forse più preoccupante  è che i dati relativi alla Regione Calabria vengano per lo più trasmessi con un ritardo che li rende sostanzialmente non idonei ad essere utilizzati per le finalità di prevenzione per cui sono stati istituiti i Registri".



"Per tali motivi e vista l’estrema importanza che tale strumento riveste nell’ottica della salvaguardia della salute pubblica chiediamo al Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario alla Sanità, se sia a conoscenza - conclude il consigliere regionale Ferdinando Laghi -  di quanto evidenziato e se ritenga di dover intervenire urgentemente per rendere pienamente operativo il Registro regionale dei tumori; nonché quali iniziative intenda intraprendere per rendere, efficienti e tempestive le attività dei Centri che operano a livello provinciale, all’interno delle Aziende sanitarie calabresi".
 
Redazione

Editoriale del Direttore