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Che Cosenza fosse una città dal grande e pesante consumo di cocaina era ed è fatto risaputo, nonostante la totale assuefazione al fenomeno e la totale assenza di interesse sulla questione.
 
( nella foto in apertura la polvere bianca )
 
Ormai il fenomeno "droga" è fatto assodato e connesso ad una società consumistica, individualista e sempre meno propensa a battaglie comunitarie.
 
Si calcola che su 63.393 residenti ( dato Istat al 28.2.2026) che poi si ridimensionano a circa 55.000 abitanti reali sottraendo i "Fuorisede",cioè coloro i quali mantengono la residenza a Cosenza ma vivono altrove, vi siano almeno 5.500 - 6.000 assuntori di cocaina.
 
Un cosentino su dieci.
 
Un fenomeno di massa che oltrepassa i cosiddetti ceti sociali che a Cosenza, città oramai massificata al basso, non esistono più.
 
Dal laureato affermato, al valente professionista, al disoccupato, al pluripregiudicato. Non vi è più alcuna distinzione.
 
Un tempo la droga dei ricchi, oggi la droga di massa.
 
Con prezzi raggiungibili per tutti a discapito, ovviamente, della qualità e della purezza.

E a conferma del consumo della cocaina vi sono i dati raccolti e documentati nella Relazione 2026 al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, presentata a Roma il 24 giugno scorso dal Sottosegretario Alfredo Mantovano.
 
 
Il documento allarga l'analisi dalle sole sostanze stupefacenti a tutte le dipendenze, evidenziando oltre 131.000 persone in carico ai SerD e una crescita dei consumi tra i minorenni.
 
 
Nelle centinaia di pagine che contraddistinguono l'accurata relazione stracolma di statistiche e rilevazioni risalta l’analisi di sostanze psicotrope nell’aerosol atmosferico Pm10, cioè le cosiddette polveri sottili. ( che può essere letta utilizzando il link ).
 
Tra le diciassette comunità prese in esame anche Cosenza con rilevazione nella Città dei ragazzi. 
 
Sedici i controlli effettuati in città, tutti positivi alla cocaina e tredici anche alla Ketamina. 
 
Quindi, Cosenza come Roma dove in alcuni quartieri monitorati sono emerse tracce di cocaina nell'aria.
 
L'ulteriore conferma di un fenomeno in crescita costante sul quale non vi è più la pressione dell'opinione pubblica come un tempo e che comporta per le organizzazioni criminali la possibilità di controllare un mercato dalle dimensioni colossali con un giro d'affari che è certamente il più fruttifero fra tutte le attività criminali che nel tempo hanno sostituito l'economia pulita con l'economia collusa.
 
Il fenomeno della "mafia Imprenditrice" che ha sostituito l'imprenditoria sana e laboriosa, oggi in netta minoranza se confrontata con l'economia gestita per ripulire il denaro sporco.
 
Ed in tale contesto non poteva che emergere la città di Bernardino Telesio e Tommaso Campanella, un tempo oramai lontano conosciuta quale "L'Atene della Calabria", che sul fronte del consumo di droghe ha sempre subito una forte attrazione sin dagli anni '80 quando a fare la parte del leone era l'eroina con tutti i suoi morti.
 
Ma anche il fatto che tracce di cocaina siano presenti nell'aria cittadina non comporterà alcuna conseguenza, sia sul fronte dell'impegno per la prevenzione che su quello della repressione.
 
Tutto continuerà come sempre nell'indifferenza generale.
 
Redazione

Editoriale del Direttore