Il caporalato, sistema illegale di intermediazione e sfruttamento della manodopera, nasce negli ultimi decenni dell'800 nel Mezzogiorno d'Italia.
( nella foto in apertura l'immensa distesa di otre 200.000 fedeli con Papa Francesco il 21 giugno 2014 )
Governato da intermediari (i "caporali") scelti già nell'800 per la loro violenza e tendenza criminale, che reclutano lavoratori, gestiscono i trasporti e le paghe, trattenendo gran parte dei guadagni e imponendo condizioni di vita disumane.
Sin dai primi del'900 in Calabria e nella Sibaritide, all'alba, i braccianti si riunivano nelle piazze del paese in attesa di essere scelti ("mercato delle braccia") per lavorare alla giornata.
I "Caporali" erano al servizio dei latifondisti ovviamente monarchici.
Nel bellissimo libero del sociologo Pino Arlacchi "Mafia contadini e latifondo nella Calabria tradizionale" edito da "Il Mulino" nel lontanissimo 1980 si analizzano i temi fondanti dell'incrocio fra il lafifondo nalle mani dei potenti dell'epoca e la mafia nella sua forma arcaica che comunque già si avviava a quella trasformazione in mafia imprenditoriale, analizzata sempre dal sociologo e studioso e fra i maggiori studiosi del del fenomeno criminale, Pino Arlacchi, nel libro "La Mafia Imprenditrice" edito da "Il Mulino" nel 1983.

"La Mafia Imprenditrice" edito da "Il Mulino" nel 1983 scritto da Pino Arlacchi
Nelle elezioni del 2 giugno 1948 i "caporali" fecero campagna elettorale con minacce e in puro stile mafioso per la monarchia che in Calabria vinse con il 60%.
Gli antenati dei procacciatori dei voti clientelari dei politici di oggi.
Con la riforma fondiaria e il boom economico, il caporalato si è strutturato.

Mafia contadini e latifondo nella Calabria Tradizionale edito da "Il Mulino" nel 1980 scritto da Pino Arlacchi
Le organizzazioni mafiose hanno progressivamente inserito la loro rete nel sistema, trasformandolo in una forma di speculazione e controllo del territorio.
Nel tempo il sistema si è spostato allo sfruttamento di lavoratori migranti.
I caporali, spesso intermediari della stessa nazionalità dei lavoratori, gestiscono la forza lavoro per conto della criminalità e di imprenditori agricoli legati alla criminalità che, gestendo molti voti sono preziosi per il corrotto sistema politico dominante che con lo scambio dei voti garantisce il silenzio delle Istituzioni e soprattutto nella sibaritide la scarsissima presenza delle Forze dell'Ordine e degli apparati investigativi e giudicanti.
Un "Sistema" perfetto con origini lontane, intoccabile ed eterno.
Anche se capitano fatti terribili come quelli di Amendolara.
Se ne parlerà per qualche altro giorno e poi il "Sistema" continuerà come sempre il suo dominio.
E tutte le sfilate farsesche e gattopardesche, tutti gli appelli, gli incontri del giorno dopo e il clamore mediatico svanirà nel nulla come sempre è stato e sempre sarà.
Basti solo ricordare che nella Sibaritide è svanito l'appello addirittura di Papa Francesco corredato da scomunica verso gli 'ndranghetisti lanciato dinanzi ad una folla sterminata di oltre 200.000 fedeli il 21 giugno 2014.
Presenza di Papa Francesco dovuta anche al clamore mediatico per l'orribile morte del piccolo Cocò Campilongo di soli 3 anni il 19 gennaio 2014 a Cassano dello Ionio, povero innocente ucciso in un regolamento di conti nell'ambito del giro d'affari del sempre più fiorente mercato della droga in un territorio da sempre ad altissima densità mafiosa
Da allora, e sono trascorsi ben 12 anni, non è cambiato nulla.
Neanche un Papa amato come papa Francesco ha scalfito la granicità dell'illegalità diffusa e ambientale come quella calabra.
E se nulla ha potuto papa Francesco è lecito pensare che mai nessuno potrà fare nulla.
E che anche la speranza è destinata a sparire.
Redazione


