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Con la Sentenza n.8/2026 della Corte Costituzionale potrebbero, e il condizionale è d'obbligo, svanire i sogni di numerosi ex sindaci ed ex amministratori comunali e potrebbero anche decadere consiglieri regionali in carica.

( nella foto in apertura il Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale - Roma )

Che cosa sintetizza la Sentenza?

La stessa respinge l'eccezione di incostituzionalità sul comma 5 dell'articolo 248 del TUEL ( Testo Unico Enti Locali ) nel quale è prevista l'interdizione per ben 10 anni per gli amministratori locali ai quali viene riconosciuta la responsabilità del dissesto dell'ente locale amministrato.

L'eccezione di incostituzionalità venne promossa dall'Avv. Oreste Morcavallo, nell'ambito del giudizio dinanzi la Corte dei Conti per il dissesto dei Comuni di Cosenza e di Castrovillari.

E fra gli ex amministratori comunali che facevano parte della Giunta Occhiuto del tempo anche  Francesco De Cicco e Rosaria Succurro che oggi sono consiglieri regionali.

Inoltre non sono pochi fra ex sindaci ed ex assessori che, rischiando l'interdizioneper 10 anni, verrebbero tagliati fuori dalla possibilità di potersi ricandidare e partecipare alle consultazioni elettorali.

Deve essere comunque precisato che la decadenza non è automatica ma scatterebbe solo se la magistratura contabile dovesse condannare gli ex amministratori. 

A nulla serve l'emendamento, il solito, che Forza Italia ha fatto approvare e che escluderebbe chi ha attivato la procedura del riequilibrio entro due anni  e che ha interessato la città di Cosenza.proprio Cosenza. 

Considerando, fra l'altro, che in tal merito la Corte dei Conti avrebbe continuamente inviato prescrizioni non rispettate. 

Inoltre la Corte Costituzionale ha comunque riconosciuto la sproporzione di un periodo eccessivamente lungo come quello di 10 anni ha ribadito il fatto che non spetta alla stessa Corte Costituzionale su tal punto ma il compito spetta al legislatore.

Rimanda quindi al Parlamento la eventuale modifica dell'articolo del TUEL ( testo Unico Enti Locali).

Ora, quindi, il  tutto ritorna alla Corte dei Conti che dovrà pronunciarsi in merito.

Il giudizio della Corte dei Conti è atteso entro luglio.

E certamente chi è direttamente interessato non potrà che attendere con trepidazione e qualche timore come andrà a finire.

Redazione


Editoriale del Direttore